Nuovi contratti energia: aumenta il rischio di strategie scorrette
26 luglio 2010 da EmanuelaMastrocinque
Grazie all’avvento del libero mercato che ha coinvolto anche l’energia si è potuto assistere, soprattutto negli ultimi mesi, ad una aspra e dura battaglia tra i vari gestori operanti nel settore che hanno innescato una serie di condizioni favorevoli pur di accaparrarsi qualche cliente in più.
Cambiare il gestore che si occupa dell’erogazione di gas e luce è possibile, e può rivelarsi un’azione
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Tornano su tutto il territorio nazionale, i famosi contratti pluriennali in materia di assicurazioni.
Con l’approvazione del “DDL Sviluppo”, in Italia è nata la possibilità di sottoscrivere delle
Novità normative e regolamentari in vista per i contratti finanziari come i
Non ci sarà nel 2009 la temuta emorragia di posti di lavoro. Il calo degli occupati nel settore privato sarà del 2%, pari a 220mila unità. Un saldo negativo causato dalla mancata nuova occupazione più che da tagli: saranno circa 700mila in meno gli ingressi rispetto al 2008, mentre le uscite dal mercato del lavoro (per pensionamento o scadenza di contratto) sono in linea con quelle dell’anno scorso.
Il Ministro dei Lavori Pubblici ha convocato le organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori ritenute maggiormente rappresentative a livello nazionale, al fine di promuovere una convenzione nazionale che individui i criteri generali che costituiscono la base per la realizzazione di appositi accordi da predisporre in sede locale ai fini della definizione dei canoni di locazione; (ai sensi dell’articolo 4, comma 1 della legge 9 dicembre 1998, n° 431.)
Nello scorso mese di febbraio, le retribuzioni orarie in Italia sono cresciute su base annua ben oltre il livello dell’inflazione con un +3,5%, mentre rispetto a gennaio 2009 la crescita è stata dello 0,3%.
I tassi di interesse sono al minimo storico (1,5%) ma le rate, per chi si appresta a stipulare oggi un nuovo mutuo, non sono così distanti rispetto a quelle previste nei contratti proposti dagli istituti di credito lo scorso settembre (quando il costo denaro viaggiava al 4,25%). Come mai?