Emma Marcegaglia parla a tutto campo sull’attuale situazione italiana
26 agosto 2010 da Pask
Emma Marcegaglia lancia un monito forte e acceso: la presidente di Confindustria sottolinea come ci sia un forte bisogno di un cambiamento altrimenti per la nostra società sarà il declino e gli investimenti saranno sempre di meno nel nostro paese.
Emma Marcegaglia, dal palco di Rimini, al meeting di Comunione e Liberazione, spiega in cinque punti fondamentali il suo sistema per affrontare e sconfiggere la crisi e sviluppare la ripresa.
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L’ormai imminente trasferimento alla finestra unica per quanto riguarda la pensione di vecchiaia e di anzianità, non ha ancora avuto effetti sulle decisioni dei lavoratori circa la possibilità di chiudere in anticipo il rapporto di lavoro. E’ quanto comunicato dall’Inps, che pochi giorni fa ha pubblicato i dati che si riferiscono alle domande di pensionamento di anzianità, in seguito all’apertura della nuova finestra di luglio. In questa prima parte di 2010 (luglio compreso), le uscite dal rapporto di impiego per pensionamento hanno subito un rallentamento di circa 16 mila unità in confronto a quelle previste: 131 mila contro 147700.
D’ora in poi, per quanto riguarda il lavoro notturno nel nostro paese, sarà tutelata e garantita una maggiore produttività e un minor peso del fisco. L’annuncio è stato effettuato da parte dell’Agenzia delle Entrate, che ha voluto spiegare come la detassazione della produttività, per il lavoro notturno, sia a maglie larghe. Questo è possibile grazie ad una risoluzione, la numero 83/E, con cui l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato come l’imposta sostitutiva, nella misura del 10%, vada calcolata sul compenso totale che il lavoratore ha ricevuto, in base al numero di ore di servizio effettivamente prestate, escludendo la limitazione alle sole maggiorazioni e alla valutazione delle indennità.
La crisi infligge un colpo molto potente anche alle raccomandazioni nel mondo del lavoro, anche se la strada della “conoscenza diretta”, rimane sempre quella più veloce per riuscire a trovare un’occupazione. Così afferma uno studio effettuato dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro.
La produzione prosegue nella sua crescita, il Pil fa lo stesso, ma gli effetti di questi aumenti per quanto riguarda l’occupazione non si verificheranno subito: infatti, nel prossimo autunno, la caduta dei posti di lavoro potrebbe continuare a fare il suo corso.
La produzione industriale ha fatto segnare nel mese di giugno un incremento dell’8,2%, in confronto a giugno di un anno fa,, mentre l’aumento è stato dello 0,6% in confronto a maggio 2010. Stiamo parlando, come riferito dall’Istat, di uno dei più importanti risultati su base tendenziale dal dicembre di dieci anni fa.
Nel mese di luglio ritorna ad aumentare la cassa integrazione: infatti, le richieste di cig hanno subito un balzo pari al 9,8% in confronto al mese precedente, eliminando in questo modo i cali che si erano registrati nei precedenti mesi.
L’associazione dei concessionari italiani ha dato, nella giornata di ieri, una gran brutta notizia per il mercato dell’auto nostrano.
Aumenta finalmente il dato relativo alle retribuzioni, ma cala ancora l’occupazione nelle grandi imprese.
Nel corso degli anni, fino ad arrivare ad oggi, la richiesta di sistemi più avanzati tecnologicamente riguardanti la gestione dei rischi aziendali, ma anche un contorno economico e finanziario che non è stato più così certo, è stata la causa dello sviluppo di nuove professionalità. Quella del CRO (Chief Risk Officer) ne è un esempio lampante.
Questo è un colpo che può davvero portare effetti negativi devastanti negli sportelli unici per l’immigrazione delle questure italiane. Basta un solo comma alla manovra del governo, per spargere il caos negli uffici che hanno il compito di verificare e regolamentare gli stranieri. Stiamo parlando del comma 28, art.9 del Dl 78/2010: questa innovazione introduce il dovere, da parte di Stato ed enti pubblici, di tagliare del 50%, in confronto al 2009, la spesa che riguarda il personale a tempo determinato o assunto attraverso convenzioni.
E’ già pronto un investimento pari ad un miliardo di euro per la Serbia. Per il finanziamento ci penserà la Bei con 400 milioni di euro, il governo di Belgrado con 250 e, per i restanti 350, sarà il Lingotto ad assumersi la responsabilità di provvedere. I lavori inizieranno praticamente da subito e la produzione riguarderà la LO, un monovolume che dovrà essere distinto in due versioni, con la realizzazione di circa 190 unità ogni anno, che prenderà il posto della Multipla, della Musa e di tutti i progetti che si stanno preparando a Mirafiori.
I giovani risultano sempre più un pesce fuor d’acqua nel mondo del lavoro. In questo particolare momento, la ricerca di un’occupazione, per chi ha un’età sotto i 25 anni, è il triplo più difficile in confronto alle altre fasce d’età. Non solo l’Italia, ma tutta l’area Euro, si trova in questa situazione altamente negativa. A livello mondiale, il tasso di disoccupazione giovanile è in pratica la metà rispetto al dato che si registra in media nel vecchio continente.
Nel nostro paese le persone senza occupazione e che non fanno niente per cercarla sono circa 15 milioni.
Ci sono più di 660mila lavoratori che, fin dall’inizio del 2010, hanno subito la cassa integrazione, con ardue e pesanti ripercussioni sui redditi, che nei primi sei mesi, hanno registrato un taglio di 2,4 miliardi di euro. In base a quanto contenuto nel rapporto di giugno dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale, la situazione nel nostro paese sta lentamente entrando in un tunnel buio.
Un’apertura, quella della Fiat sulla questione dello stabilimento di Pomigliano, che desta molti commenti positivi all’interno della “fazione” contrastante, ovvero il sindacato della Fiom, la principale causa per cui l’investimento e l’accordo generale, fino a questo momento, non è stato ancora trovato.
I provvedimenti che sono presenti all’interno della finanziaria redatta dal governo, che si riferiscono alla riscossione e compensazione dei debiti e crediti fiscali nei confronti dell’amministrazione, danno non pochi motivi di preoccupazione alle imprese italiane. In questo senso, va interpretato l’ammonimento di Confindustria, approvato anche da Rete Imprese: non servirebbe a nulla l’approvazione della misura che raddoppia la durata massima della sospensione giudiziale riguardante gli atti di recupero dei crediti nei confronti dell’amministrazione, per il semplice motivo che la durata media di questi procedimenti, supera in realtà, e anche di molto, i 700 giorni.
Un calo netto degli investimenti fissi lordi: un dato che fa particolare impressione, soprattutto per quanto riguarda lo scorso anno, in cui si è registrato una riduzione del 12,1%, su basi reali, proseguendo nella linea di contrazione già intrapresa nel 2008.
L’economia globale è in difficoltà e l’obiettivo definito nel G-20 è quello di ridarle vigore.