Desertec, solare termodinamico per l’Europa nel Sahara

desertec, desertec sahara, desertec concentrazione solare sahara, desertec concentazione solare csp, desertec energia solare dal deserto, desertec energia solare saharaDesertec è l’ambizioso progetto fra Europa e Africa che ha l’obietto di produrre energia elettrica da concentrazione solare. Si calcola che se solo lo 0,3% del deserto del Sahara fosse utilizzato per impianti di concentrazione solare, produrrebbe sufficiente energia per coprire il fabbisogno di tutta Europa grazie ad una fonte energetica rinnovabil e e pulita.

Questo è il motivo per cui 20 aziende tedesche si sono riuniranno il mese prossimo per discutere dei progetti e degli investimenti necessari per creare una massiccia rete di distribuzione di energia elettrica.

Si partirà con il progetto in corso promosso dalla Fondazione Desertec, che propone di erigere 100 GW da impianti a concentrazione solare nell’area dell’Africa settentrionale.

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Risalgono al 2005 le prime ricerche sull’utilizzo del deserto del Sahara per produrre energia ed il progetto che viene proposto da Desertec risulta essere un primo interessante step e pietra miliare. Gli impianti a concentrazione solare non è situato in una singola posizione, ma sono sparsi nei paesi politicamente stabili. Nel complesso, il progetto si qualifica come il più grande impianto solare del mondo, 80 volte più grande dell’impianto della PG & E BrightSource previsto in realizzazione nel Deserto del Mojave. La potenza generata da Desertec sarebbe distribuita in alta tensione tra le linee del Mar Mediterraneo verso l’Europa, dove andrebbe a fornire il primo 15% del fabbisogno energetico d’Europa. Per Desertec saranno necessari 10-15 anni e 400 miliardi di € per realizzare il progetto, spiegano i tecnici, per cui è importante che le diverse aziende inizio ora ad agire.

L’energia elettrica sarà così distribuita in Europa tramite linee di trasmissione ad alta tensione a corrente continua (DC). Hans Muller-Steinhagen del Centro Aerospaziale tedesco infatti afferma che il progetto di distribuzione è tecnicamente possibile, anche se costoso. Impianti non isolati infatti esistono in tutte le parti del mondo ma impianti indipendenti come in Spagna, Marocco, Algeria e negli Emirati Arabi Uniti hanno subito un ceto “nervosismo da parte degli investitori” a causa dei costi della rete delle infrastrutture necessarie alla distribuzione.

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Dalla Seimans, alla Deutsche Bank alle società del settore energetico come RWE e E.on, sono tutte interessate a partecipare a Desertec, tutte società che includono alcuni dei più grandi nomi nel settore energetico europeo, della finanza e delle aziende tecnologiche, che nonostante la crisi finanziaria, manifestano la propria lungimiranza mitteleuropea in tutta la loro potenza. E come sappiamo la Germania, nonostante la sua relativa mancanza di sole, è diventata un leader nel campo dell’energia solare. Tutte le aziende sostengono che questo è il modo giusto di lottare contro il cambiamento climatico e che, al fine di evitare una possibile crisi energetica prevista nel 2050, è necessario cominciare ora a costruire i grandi impianti a concentrazione solare nel Sahara. Torsten Jeworrek, membro del consiglio di amministrazione della Munich Re azzicurazioni, uno dei leader del progetto, ha dichiarato: “Vogliamo trovare un’iniziativa che nel corso dei prossimi due-tre anni metta sul tavolo misure concrete per la produzione di grandi quantità di energia pulita.”

Ancora più spaventosa rispetto ad una possibile crisi energetica riguarda la scarsità di acqua il cui picco di crisi invece è previsto verificarsi anche prima. Tenendo conto di questo, il progetto Desertec spera di combinare impianti di desalinizzazione e agricoltura, oltre agli impianti solari, in modo da fornire acqua potabile e sviluppo agricolo per le diverse regioni aride del deserto. Così una parte dell’energia solare concentrata scartata servirà a produrre acqua dolce da acqua di mare. Parte di questa acqua potrà poi essere utilizzata per irrigare le colture limitrofe e la restante servirebbe per l’approvvigionamento di acqua potabile alle popolazioni locali. Concetto molto simile al Sahara Forest Project, di cui abbiamo parlato tempo fa.

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Herman Scheer, presidente della Associazione europea per l’energia rinnovabile è deluso per il fatto che le diverse aziende protagoniste in Desertec stanno prendendo in considerazione di realizzare progetti su larga scala e non una generazione distribuita direttamente nelle aree vicine ai centri di domanda e afferma che il progetto Desertec è “altamente problematico” a causa delle tempeste di sabbia che rovinerebbero costantemente gli impianti a concentrazione solare. I diretti interessati di Desertec sostengono che progetti su larga scala come questo sono il modo migliore e più rapido a soddisfare le nostre esigenze di energia come di cambiamento climatico e sono di gran lunga la migliore opzione per continuare a diminuire l’utilizzo dei combustibili fossili.

“Le imprese hanno finalmente riconosciuto che le energie rinnovabili appartengono al futuro e soprattutto lo hanno fatto in tempo di crisi economica e proprio questo invia un segnale importante per una possibile rinscita economica”, afferma Andree Bohling di Greenpeace. Dal WWF Germania esperti come Regine Gunther affermano, che mentre l’iniziativa è “nella giusta direzione”, è importante poter garantire benefici ai paesi ospitanti di Desertec. “Loro vogliono e devono approfittare di questa soluzione quanto noi”, afferma Gunther. Diversi suggerimenti hanno incluso che ai paesi di accoglienza venga consentita di mantenere una quota di energia elettrica per le aziende agricole.

Nonostante questo, Scheer inoltre ha criticato Desertec per il fatto che il progetto “duplica il sistema attuale” in cui la distribuzione di energia è concentra nelle mani di poche multinazionali. “Noi dovremmo cercare invece di decentralizzare il sistema, guardando più vicino a casa per i nostri approvvigionamenti energetici, come ad esempio impianti domestici o aziendali o sfruttando l’energia eolica sulle coste”. Certamente terremo sott’occhio questo entusiasmante progetto per osservarne i suoi sviluppi.

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Fonte: Genitronsviluppo.com

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