Fotovoltaico come nuovo motore per le imprese

Dall’esperienza della meccanica le piccole e medie imprese del settore stanno puntando sullo sviluppo di un business che gira intorno alle energie rinnovabili, dalla progettazione degli impianti alla produzione: la creazione di un nuovo tipo di filiera che permetterà alle aziende di restare competitive sui mercati. Per questo è forte l’attenzione dei produttori di impianti di cogenerazione per l’articolo 33 del ddl 1441 sul tema dell’energia.

«Nella versione attuale non va assolutamente bene, ma dal ministero abbiamo ottenuto segni positivi – spiega Rudi Silvio Stella, presidente di Italcogen, l’associazione che riunisce i produttori di impianti di cogenerazione – giovedì scorso abbiamo avuto in incontro, adesso aspettiamo di vedere la versione definitiva». Il disegno di legge prevede nel calcolo degli oneri di sistema l’inclusione dell’energia elettrica prodotta in cogenerazione da parte delle reti interne di utenza: «Attualmente questi oneri non sono previsti, introdurli significa penalizzare le imprese che hanno investito sulle energie alternative».

Il sostegno al settore è stato finora la molla che ha permesso di investire in ricerca e di rinnovare le imprese: «Gli incentivi e i provvedimenti a sostegno delle energie rinnovabili sono un fattore importante, da non sottovalutare per due aspetti – spiega Bonomi -, da un lato permette la ripresa di un settore che esce dalla crisi grazie a un cambiamento che ci rende competitivi, dall’altra permette di rispettare parametri e normative europee che l’Italia non può ignorare». Ridurre le emissioni di CO2 è un dovere, ma anche un’opportunità: «Gli incentivi hanno un valore meritocratico, premiano quelle aziende che sanno rinnovarsi e non hanno paura di investire in un settore che avrà un forte sviluppo a medio e lungo termine».

La capacità di cambiare il proprio core business è la via d’uscita per i distretti in difficoltà, come nel caso dell’Etna Valley, in Sicilia: «Facendo sistema tra le imprese del distretto e l’Università abbiamo intrapreso nuove strade – spiega Salvo Raffa, presidente del distretto Etna Valley e della sezione hi-tech di Confindustria Catania, questa strategia ha aperto la strada verso il mondo dell’energia rinnovabile e ha dato una nuova spinta al distretto di Catania: «A fare da apripista è stata la St Microelectronics, multinazionale italo-francese che produce microchip, che ha diffuso una cultura dell’innovazione in tutta l’area: le aziende hanno cominciato a seguire il filone delle energie rinnovabili che è senza dubbio uno dei più interessanti per lo sviluppo futuro». La green economy a Catania sembra il canale giusto da seguire: «Non esistono ricette miracolose, ma è importante credere e investire in un settore che è in crescita – continua Raffa -, molte aziende non più competitive nel settore meccanico hanno impegnato la propria esperienza e tecnologia nel fotovoltaico, ma anche in altri ambiti come il recupero dei vettori energetici da produzione industriale o la produzione di idrogeno da lavorazione di semiconduttori».

Fonte: Ilsole24ore.com

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