Laureati: sempre meno posti di lavoro per colpa della crisi
18 marzo 2010 da Pask
Gli effetti della crisi sono sotto gli occhi di tutti e, purtroppo, vanno ad incidere molte volte su quei settori o su quelle categorie di lavoratori che invece avrebbero più bisogno di equilibrio e tranquillità.
Stiamo parlando dei laureati: dopo 12 mesi dal termine degli studi, solamente il 45,5% dei laureati specialistici (quindi si intende quelli che hanno conseguito una laurea da 3+2) ha un posto di lavoro.
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Il mobile italiano non vuole assolutamente conoscere la crisi e punta sul low cost per un ulteriore rilancio. Tesi confermata anche da Lorenzio Bucciol, che trent’anni fa fondò la Legnox, settore mobili per il bagno. Nel corso dello scorso anno la sua azienda non è dovuta ricorrere ad una sola ora di cassa integrazione per i 50 dipendenti dello stabilimento.
Arriva la riforma per quanto riguarda gli aiuti alle imprese.
A lanciare l’allarme questa volta è l’amministratore delegato di Intesa San Paolo, ovvero Corrado Passera, intervenuto nel corso dell’incontro “Le piccole e medie imprese priorità per l’Europa”, che si è tenuto ieri mattina a Milano.
Il mondo economico e finanziario, si sa, è stato duramente messo alla prova dalla crisi economica che nell’ultimo anno ha devastato il nostro Paese, inginocchiando interi mercati sia italiani che esteri.
Si profilano nuovi scenari nel mondo dei prestiti, pare infatti che, in seguito all’analisi condotta dalla Banca d’Italia sulle economie regionali, siano emerse nuove tendenze adottate da famiglie ed imprese.
Non accenna a diminuire la situazione critica per quanto riguarda le aziende italiane.
A volte anche le grandi aziende sono costrette a smobilitare. Gli effetti della crisi si fanno sentire per tutte le imprese e anche nella moda le conseguenze sono state devastanti.
L’allarme è di quelli pesanti: l’edilizia italiana sta passando un momento drammatico e il pericolo è quello di “un’overdose” di tagli di posti di lavoro.
Il presidente di Confindustria ha annunciato, nel corso di un convegno a Roma, che ha proposto alle banche la realizzazione di “tavoli di attenzione”, dislocati in ogni parte d’Italia, in modo da dare una mano a quelle imprese che stanno ancora soffrendo gli effetti della crisi.
Se le imprese italiane sono in un momento veramente difficile e, la proposta di rendere operativi dei tavoli di attenzione, da parte del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, non fa altro che confermare il trend negativo, qualche segnale di ripresa si intravede però all’orizzonte, soprattutto per tante imprese dislocate sul territorio di Varese, provincia della Lombardia.
A quanto pare, nonostante i miglioramenti registrati in alcuni strategici indicatori quali export, ordini e livelli di produzione, pare che le aziende del Piemonte non stiano manifestando grandi segnali di ripresa.
Un momento prolifico, questo, per le oltre 1.800 imprese marchigiane che presto potranno godere di un fondo volto a rilanciare l’economia.
A volte, ma c’è da dire sempre più spesso, il soggetto che paga in ritardo e diviene moroso nel rapporto contrattuale è lo Stato.
Secondo molti addetti ai lavori il 2010 sarà l’anno in cui l’Europa riuscirà finalmente a rialzarsi, ma sarà una crescita multi-speed, seguendo la definizione del Fondo monetario internazionale.
Un importante monito verso le banche arriva dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, affrontando il tema delle piccole banche da un evento che lo ha visto presente a Città della Pieve, per festeggiare il cinquantesimo di CrediUmbria, una banca di credito cooperativa.
Con la nuova finanziaria non ci sara’ nessuna cedolare secca sugli affitti questo è stato deciso dalla Camera e il Ministro Tremonti decide di utilizzare le risorse finanziarie gia’ scarse per risolvere questioni ben piu’ gravi. Niente taglio dell’Irap e dell’Irpef e niente cedolare secca sugli affitti. Gestire al meglio le scarse risorse finanziarie a disposizione, in pratica i 4 miliardi attesi dallo scudo fiscale.
Niente taglio dell’ Irap, neanche in formato mini, niente alleggerimento dell’ Irpef e niente cedolare secca sugli affitti: sul tavolo ci sono solo 4 miliardi di euro da spendere e questi serviranno per interventi “strutturali”, dal welfare alle piccole e medie imprese, e non per misure “mirate”. Alla vigilia dell’ esame alla Camera della manovra, il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti la spunta sui colleghi di governo e sul partito e ribadisce la linea del rigore: disponibilità a ascoltare dunque sì, sarebbe stato il ragionamento del titolare di via XX Settembre, nuovi assalti alla diligenza no.
A partire dai primissimi mesi del prossimo anno, dopo la moratoria sui mutui per le imprese, diventerà pienamente operativa, allo stesso modo, anche la moratoria sui mutui stipulati dalle famiglie che, a causa della crisi, versano in condizioni di disagio economico ed occupazionale. Al riguardo, visto che i bilanci delle famiglie sono sempre più in rosso, la Federconsumatori auspica che il “piano famiglie” messo a punto dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, venga accelerato il più possibile nella sua attuazione.
Con l’avvicinarsi del Natale sono molti i genitori che cominciano a chiedersi cosa regalare ai figli. E come ben sappiamo oggetto dei desideri dei più piccoli sono soprattutto i giocattoli. Giocattoli che purtroppo molto spesso vengono contraffatti e di conseguenza diventano non sicuri. Pensate che la Camera di Commercio di Milano in sei anni ha effettuato più di 2000 controlli per controllare la sicurezza dei prodotti immessi sul mercato; 250 hanno riguardato proprio i giocattoli e ci sono state 18 sanzioni.