Abi: le banche italiane non hanno problemi a superare gli stress test
29 luglio 2010 da Pask
Qualsiasi banca italiana avrebbe le capacità di resistere agli stress test da poco effettuati sulle prime cinque e nemmeno uno dei grandi istituti bancari ha bisogno di ricorrere al Tremonti bond.
E’ quanto sostenuto dal presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, nella sua prima conferenza stampa tenutasi a palazzo Alfieri.
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Coloro i quali si trovano a stipulare un mutuo con una determinata banca, come dimostrano alcuni studi, finiscono con l’essere sempre più restii a cambiarla anche quando insorgono situazioni spiacevoli o poco convenienti, e sembra che tale decisone sia dettata da molteplici motivi, primo tra tutti la mancanza di elasticità da parte del popolo dei mutuatari che sembra essere, di conseguenza, sempre meno pronto ai cambiamenti.
Un piano che vada a proteggere il risparmiatore, che non si può permettere di lasciare per strada neanche un euro o, allo stesso modo, non deve subire perdite minime dall’affondo di una banca: è la regola fondamentale su cui si fonda la nuova normativa in fase di presentazione dal commissario Ue al Mercato interno, ovvero Michel Barnier, che dà una tutela maggiore, soprattutto per quanto riguarda le garanzie per i titolari di depositi bancari.
Le banche italiane proseguono nella loro battaglia contro la crisi, nonostante stiano crescendo i rischi di credito e invece stia calando, anche in modo abbastanza netto, la redditività.
Nel momento in cui ci si appresta ad acquistare un appartamento, non sempre è facile procedere alla richiesta di un mutuo, e non di rado si sceglie di rinunciare all’operazione prendendo una casa in affittito.
È possibile dire che sembrano farsi sempre più bizzarre e fantasiose le proposte che banche e gli enti creditizi studiano per poter attirare clienti e possibili interessati, oramai è così sfrenata la concorrenza e così vasto il repertorio di scelta che il solo tasso non basta più ad attirare l’attenzione.
Due grandi colossi del settore economico-finanziario negli ultimi mesi hanno condotto, separatamente, delle indagini volte a scoprire atteggiamenti e propensione dei cittadini italiani nei confronti del mondo finanziario.
A rimetterci sono i poveri cittadini, questo sembra essere oramai un dato incontrovertibile, ogni qual volta lo Stato vara una qualche misura finanziaria, a farne le spese, in maniera minore o maggiore restano comunque cittadini e consumatori, mentre a ripararsi da eventuali perdite, chissà perché, resta comunque la stessa solite élite di persone, come nel caso della situazione tutta italiana verificatasi a seguito della grande manovra correttiva da 24 miliardi di euro approvata dal Governo
Proteggere il nostro danaro dalle condizioni flessibili e quanto mai imprevedibili del nostro mercato, sembra essere oramai divenuta un’esigenza di tutti i cittadini non solo italiani, ma c’è da dire che tale esigenza sembra farsi ancora più forte e necessaria, se all’instabilità dei mercati si affiancano vincoli finanziari o rate mensili pagare.
Si ritorna a parlare di risparmi, di soluzioni convenienti per poter mettere al sicuro il nostro danaro e di conti correnti a costo praticamente pari allo zero.
Le banche italiane non stanno attraverso un buon momento e, fin qua, nulla di nuovo. Le posizioni allarmistiche e che predicavano il peggio per quanto riguarda i possibili effetti derivanti da una crisi ungherese, sono subito spazzate via dal governatore della banca d’Italia.
Tra crisi economica, instabilità finanziaria e disagio lavorativo.. comprare una casa diviene sempre di più un’azione titanica, ed è alquanto comprensibile dato che si devono investire ingenti somme di danaro e nella maggioranza dei casi bisogna inevitabilmente stipulare un contratto di mutuo, o si rischia di rimanere per un’intera vita con il sogno di acquistare una casa che non arriverà mai!
Nel momento in cui si sceglie di procedere alla richiesta di un mutuo, numerosi sono i passaggi a cui l’utente viene sottoposto prima che riceva un’effettiva e concreta risposta da parte della banca.
Si ritorna a parlare nuovamente di mutui e di tetti massimi, tanto che un articolo pubblicato nella giornata di ieri sul “Sole 24 ore” aveva intitolato il trafiletto dedicato alla notizia con il quanto mai eloquente titolo “Tetto al 4%, la storia infinita”!.
Noi consumatori siamo abbastanza seguiti e assisiti in materia bancaria, economica e finanziaria dalle figure preposte?
Grazie alle nuove disposizioni sulla trasparenza, da oggi in poi la gestione e l’utilizzo del conto corrente saranno facilitati da una serie di disposizioni basate su maggiore chiarezza e trasparenza, come disposto dalla nuova normativa disposta dalla Banca d’Italia.
I segnali positivi rispetto all’andamento dei mutui in questo neonato 2010 sembrano non arrestarsi, difatti solo nel primo trimestre si conta una crescita di circa il 30% e ,attenendosi ai commenti degli esperti, sembra proprio che la crisi sia giunta alla fine!
Il rapporto finale che arriva direttamente dalla conferenza di Washington, a cui hanno partecipato tutti i leader dei venti paesi più importanti per quanto riguarda l’economia mondiale (G20), ha stilato i primi risultati sulla ripresa in atto a livello internazionale.
Adusbef contro la Banca d’Italia: non è uno scherzo, ma una delle più importanti associazioni dei consumatori ha denunciato realmente il maggiore istituto di credito italiano per concorso nel reato d’usura. In realtà si tratta di una questione che fa parte del passato, una “vendetta” che arriva dopo tredici anni.
Importante appello di Mario Draghi alle banche in merito alla questione delle carte di credito: il governatore della Banca d’Italia chiede a gran voce agli istituti di credito di tener fede alle norme che tutelano i diritti dei consumatori, pagando la mora solo sulla rata scaduta.