Affitti, tornano i pagamenti in contanti

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Forse questa è la volta buona. Perché la nuova norma sulla riscossione degli affitti pensata dal governo per garantire la tracciabilità dei pagamenti e quindi dare la caccia a chi riscuote in nero è cambiata ancora anche se pare in maniera definitiva

Il testo finale prevede quindi che per i pagamenti inferiori alla somma di 999,99 euro mensili si potrà regolarmente usare denaro contante. Nel caso i canoni di locazione partano da 1.000 euro, entrerà in vigore la vecchia normativa che prevede in caso di mancata osservanza le relative sanzioni.

Per i trasgressori sono previste multe fino a 3.000 euro, per arrivare all’1% della somma relativa al contratto di affitto, che può arrivare al massimo al 40%. Ma nel caso i titolari del contratto di locazione siano più persone la somma, anche se supera i mille euro, andrà divisa tra loro e quindi se rimane sotto i 1.000 euro a testa nessuno sarà tenuto a pagare in maniera tracciabile, senza incorrere in nessuna sanzione. La dimostrazione del pagamento sarà sufficiente con la classica ricevuta di pagamento.

Ma quest’anno cambia anche il regime della cedolare secca, l’opzione che il locatore può esercitare sulle abitazioni che affitta e che sostituisce in un’unica aliquota Irpef, le addizionali regionali e comunali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo. In particolare dal 2014 la cedolare secca passa dal 21% al 19% per i contratti di affitto a canone libero e dal 19% al 15% per i contratti stipulati a partire dal 2013.

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