Codacons: sempre più famiglie a rischio povertà
19 luglio 2010 da EmanuelaMastrocinque
Si ritorna a parlare dell’oramai discusso provvedimento della social card, la famosa carta acquisti statale erogata con lo scopo d’aiutare i cittadini che versano in condizioni economiche difficili.
Ma chi è che può farne regolarmente richiesta?
In via generica si può dire che la social card può essere richiesta da tutti coloro che sono in possesso di una cittadinanza italiana,
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La risalita del mercato immobiliare dell’Italia procede ad un passo molto più lento di quello previsto e di quello con cui invece stanno progredendo i più importanti mercati esteri: come se non bastasse, i dubbi relativi al sistema economico globale pesano ancora sulle aspettative future. I prezzi scendono, ma sempre lievemente, con un ritmo davvero blando, mentre la ripresa che tanto si prevedeva, non avverrà sicuramente prima del termine del prossimo anno e, in ogni caso, almeno all’inizio, non sarà importante. E’ quanto evidenziato dal Rapporto sul mercato immobiliare 2010 di Nomisma, in cui viene sottolineata la stabilizzazione, in linea tendenziale, della domanda di immobili, riguardanti però solo il settore delle abitazioni.
Le banche italiane proseguono nella loro battaglia contro la crisi, nonostante stiano crescendo i rischi di credito e invece stia calando, anche in modo abbastanza netto, la redditività.
Al convegno dei giovani industriali, svoltosi a Santa Margherita Ligure, si discute in particolar modo di responsabilità e riforme, correlate con il delicato periodo che sta attraversando l’economia italiana.
Probabilmente, la definizione di “crisi ormai lontana” non solo non è vera, ma è altrettanto distante dalla realtà, perché ci sono forti rischi di instabilità che potrebbero incidere negativamente sulla ripresa e sull’uscita del nostro paese dalla crisi.
Da alcune analisi condotte sull’impatto che la crisi economica ha avuto sulle famiglie italiane, è emerso che a mitigarne gli effetti sulla nostra popolazione sia stata la forte propensione al risparmio (tipica dei cittadini del Bel Paese) abbinata alla possibilità di vivere all’interno di una casa di proprietà, tendenza confermata anche dal Rapporto sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane che ha analizzato a fondo indicatori di indebitamento, patologia finanziaria e vulnerabilità economica delle famiglie.
Il nostro paese può rafforzare la propria produttività e farla tornare su ottimi livelli, addirittura con un aumento del 14% in circa dieci anni, solamente dando una rapida sterzata alle riforme regolamentari che vanno a toccare il commercio, le professioni e l’energia.
Il 26 aprile il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, affermava ad alta voce che tutti i valori indicativi ci informano di come la crisi sia ormai finita. Lo scopo del nostro lavoro, continua Scajola, è adesso quello di ripristinare i livelli economici del 2008, anche se ovviamente necessitiamo di tempo: l’obiettivo è quello di dare una marcia in più alla ripresa per ritornare a tali livelli.
Il cosiddetto “giorno dopo”, la Grecia si risveglia ancora tremante, ma sapendo che, forse, il peggio è passato. Ovviamente la notizia che gli aiuti dalla Germania arriveranno a rimpolpare l’importo messo a disposizione dall’Ue, ha permesso alla Borsa di Atene un rialzo quasi dell’8,8% con l’indice relativo al settore bancario, che è salito addirittura del 14%.
Il vulcano islandese sta letteralmente mettendo in subbuglio tutto il vecchio continente.
Da un primo approfondimento sembrava che la situazione economica italiana a livello congiunturale fosse in rapida ripresa, e che, il Nostro Paese avrebbe finalmente visto il Pil 2010 crescere anche oltre un iniziale 1%.
La condizione economica delle famiglie italiane è sempre meno stabile , questo è un dato conclamato e reso noto da parecchie indagini di settore e non ultima il Bollettino statistico della Banca d’Italia, che ha messo in evidenza come la propensione a contrarre debiti e finanziamenti da parte delle famiglie italiane, sia aumentata.
Il mondo economico e finanziario, si sa, è stato duramente messo alla prova dalla crisi economica che nell’ultimo anno ha devastato il nostro Paese, inginocchiando interi mercati sia italiani che esteri.
In un periodo di particolare precarietà come quello in cui si trovano la maggior parte degli italiani e soprattutto i giovani sempre meno avviati a lavori stabili, può far comodo conoscere agevolazioni e sostegni messi a punto dal governo.
Si registra un boom di domande e richieste per la concessione della moratoria varata qualche mese fa, volta ad esonerare nuclei familiari a rischio e aziende, dal pagamento delle rate dei mutui accesi per l’acquisto della prima casa.
Si sa che, i Titoli di Stato hanno sempre rappresentato una sorta di porto sicuro non solo per i clienti retail, ma anche per tutti piccoli risparmiatori italiani.
A quanto pare, nonostante i miglioramenti registrati in alcuni strategici indicatori quali export, ordini e livelli di produzione, pare che le aziende del Piemonte non stiano manifestando grandi segnali di ripresa.
Pare che gli Italiani possano finalmente tirare un sospiro di sollievo in quanto da alcune indagini è emerso che l’economia mondiale comincia a registrare piccoli segni di ripresa, mentre il Fondo Monetario Internazionale seppur con debole appiglio, vede il proprio andamento crescere in positivo.
Liliana Ocmin, segretario confederale della Cisl, riporta in auge l’antico dibattito che ha per tema principale “la femminilità e il lavoro”, tema oramai fonte di continue polemiche e controversie tra esponenti governativi e società civile.Questo è il punto di partenza per dare il via ai primi lavori del convegno romano”le donne e il lavoro: la risposta alla crisi” che mette al centro della riflessione le due principali tematiche tanto care alla nostra società moderna: il ruolo strategico e le potenzialità del lavoro femminile e la possibile conciliazione tra questo e vita privata.
La Diocesi Bresciana ha avviato parecchie iniziative volte a sostenere le famiglie meno abbienti presenti sul territorio, oltre allo stanziamento del “Fondo della Speranza” di cui abbiamo già parlato, la diocesi ha previsto un ulteriore fondo, il cosiddetto “Microcredito Sociale”pensato per tutti lavoratori a basso reddito che necessitano di un’integrazione salariale.