Gli edifici costruiti dopo il 2018 dovranno essere autosufficienti dal punto di vista energetico

tetto solareL’Unione Europea si avvia a stabilire che tutti gli edifici costruiti dopo il 2018 dovranno essere autosufficienti dal punto di vista energetico. Dovranno cioè produrre da fonti rinnovabili tutta l’energia necessaria al loro funzionamento. Il che significa anche consumarne poca.

Così suggerisce un rapporto approvato dalla Commissione Industria del Parlamento europeo.
Il rapporto sarà votato in maggio dal Parlamento in seduta plenaria, e poi sarà sottoposto al Consiglio dei ministri per l’approvazione finale. Sempre che strada facendo non cambino le carte in tavola, ecco le novità.

Dunque secondo il rapporto entro il 31 dicembre 2018 gli Stati membri dell’Unione europea dovranno provvedere affinchè tutti i nuovi edifici consumino tanta energia quanta ne producono, per esempio sfruttando i pannelli solari o le pompe di calore.
Per quanto riguarda gli edifici già esistenti, il rapporto suggerisce di fissare obiettivi nazionali intermedi, stabilendo percentuali minime di edifici autosufficienti dal punto di vista energetico da raggiungere entro il 2015 e il 2020.
Le nuove disposizioni aggiorneranno la direttiva europea sull’efficienza energetica del 2002. Secondo i calcoli europei, le case sono responsabili del 40% dei consumi di energia, e delle relative emissioni di gas serra. Ci sono però amplissimi margini di miglioramento.

L’uso esclusivo di energia rinnovabile autoprodotta annullerà la necessità di pagare bollette per luce, gas, riscaldamento. Richiederà però un investimento iniziale non trascurabile.
Per questo la Commissione Industria propone di creare un fondo per l’efficienza energetica, sconti fiscali, riduzione dell’IVA per tutti i prodotti che aumentino l’efficienza energetica degli edifici.
Dal Parlamento europeo la proposta: gli edifici costruiti dopo il 2018 dovranno essere autosufficienti dal punto di vista energetico
La direttiva europea del 2002 per l’efficienza energetica

Fonte: Blogeko.libero.it

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *