Borsa, l’Europa chiude in rosso

Avvio di settimana in rosso per le Borse europee, dopo una mattinata all’insegna dell’incertezza, sui nuovi timori per l’impatto che la recessione avrà sugli utili societari e sulla domanda delle materie prime, oltre che dai dati choc sul mercato del lavoro Usa nel 2008 e dalla flessione del comparto auto, su cui gli analisti hanno abbassato le stime.
A Piazza Affari il Mibtel ha ceduto lo 0,98% a 15.527 punti, l’S&P/Mib lo 0,91%, l’All Stars lo 0,46%. Fra i comparti pesanti auto, costruzioni, media, tecnologici e industriali. In controtendenza gli assicurativi. In calo il prezzo del greggio scambiato intorno ai 38 dollari al barile, scende sotto 1,34 il cambio euro dollaro.

Fra le blue chip male Fiat che ha chiuso in calo del 3,45% a 5,45 euro fra scambi pari al 4,54% del capitale, in una seduta pesante per il comparto auto europeo (-3,57%). A penalizzare il titolo la notizia delle dimissioni di Luca de Meo, amministratore delegato di Alfa Romeo e Abarth e responsabile marketing del gruppo. L’ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha espresso i propri ringraziamenti a De Meo per il lavoro svolto e si è detto umanamento dispiaciuto. In settimana è probabile che il Lingotto nomini un successore scelto all’interno del gruppo.

In forte calo St (-5%), complice un downgrade di Ubs, Mediaset (-4,2%), Prysmian (-3,9%). Debole Italcementi (-2,7%), Mondadori (-2,5%), Atlantia (-2,5%) e gli energetici Eni (-2,3%), Saipem (-2,2%) e Tenaris (-1,8%) con il greggio tornato sotto i 40 dollari al barile. Poco mossa Unicredit (-0,5%) nel giorno del summit fra le fondazioni azioniste di Piazza Cordusio: il presidente della fondazione Crt, Andrea Comba, ha dichiarato che nell’incontro si è affrontato il tema della governance di Unicredit solo da un punto di vista numerico e non si è parlato né di presidenza né di amministratore delegato, ma solo del numero dei componenti del Cda della holding e delle controllate. In controtendenza Unipol (+2,5%), Intesa Sanpaolo (+0,8%), Alleanza (+0,6%), Bpm (+0,6%), Terna (+1,5%), Lottomatica (+0,66%) e Telecom (+0,4%).

Nel resto d’Europa a Parigi il Cac40 ha perso l’1,62%, a Francoforte il Dax l’1,34%, a Londra il Ftse100 lo 0,5%, a Milano il Mibtel lo 0,98%, a Madrid l’Ibex35 l’1,9%, a Zurigo lo Smi l’1,85%, ad Amsterdam l’Aex l’1,65%. A Londra forti acquisti sui titoli degli istituti Lloyds (+7,7%) e Hbos (+5,3%) dopo l’annuncio che lo stato britannico avrà oltre il 43% del conglomerato che nascerà dalla fusione dei due gruppi. A Parigi in spolvero Peugeot (+5,3%) grazie alla promozione dagli analisti di Credit Suisse a “outperform” e di Goldman Sachs a “neutral”, mentre a Francoforte scivolone Volkswagen (-8,4%) su prese di beneficio.

Apertura di settimana in ribasso per la borsa di New York – con gli indici che segnano perdite superiori al punto percentuale – in un mercato che guarda con preoccupazione all’avvio della stagione delle trimestrali. Attorno alle 17,45 ora italiana, il Dow Jones segna -1,07% a 8.507,10 punti; lo S&P 500 -1,71% a 875,09 punti e il Nasdaq composite -1,71% a 1.544,77 punti.

L’attesa è per i conti del colosso dell’alluminio Alcoa che, come sempre, inaugura le comunicazioni sui bilanci delle società del Dow Jones. I risultati del quarto trimestre verranno diffusi a mercati chiusi e il titolo perde il 6,6% dopo che Deutsche Bank ha raccomandato di vendere le azioni del gruppo, in vista di una frenata dei profitti. La scorsa settimana Alcoa aveva lasciato sul terreno l’11% dopo aver annunciato il taglio del 13% della forza lavoro.

Ad andare male è tutto il settore delle materie prime con l’indice dello S&P 500 in ribasso del 2,5%, e anche i petroliferi vanno giù, risentendo del calo delle quotazioni del greggio, scese sotto i 38 dollari al barile. Exxon Mobil perde lo 0,9%, Chevron l’1,1% e ConocoPhillips cede il 2,9%.

Stando alle previsioni degli analisti interpellati dall’agenzia Bloomberg, gli utili delle società quotate sullo S&P 500 evidenzieranno una contrazione del 20% nel quarto trimestre, archiviando il sesto trimestre di fila di profitti in flessione che rappresenta la sequenza negativa più lunga mai registrata. Già nei giorni scorsi, il mercato aveva fatto i conti con una serie di profit warning e di annunci di tagli occupazionali a partire da giganti dell’informatica come Intel e Dell e della grande distribuzione.

In controtendenza Morgan Stanley che guadagna il 4,8% dopo le indiscrezioni secondo cui sarebbe pronto l’accordo con cui la banca assumerà il controllo della divisione brokeraggio di Citigroup, Smith Barney. A sua volta Citigroup cede l’8%. Perdite anche per gli altri titoli finanziari con JPMorgan (-2%) e Bank of America (-5,2%). Quest’ultima sconta in particolare le negative previsioni fatte da Citigroup secondo cui la banca, che ha appena completato l’acquisizione di Merrill Lynch, potrebbe archiviare nel quarto trimestre una perdita di 3,6 miliardi di dollari e tagliare il dividendo.

Greggio, prezzo in caduta. Continua il forte ribasso del prezzo dei prezzi del petrolio sui rinnovati timori che la crisi dell’economia si possa tradurre in una drastica riduzione della domanda. A metà giornata di contrattazioni al Nymex, un barile di per consegna a febbraio viene trattato a 37,94 dollari, in ribasso di oltre il 7% rispetto alla chiusura di venerdì.

Fonte:Ilsole24ore

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