Scadenze tributarie 15 e 16 Marzo 2010
12 marzo 2010 da EmanuelaMastrocinque
Segnaliamo a tutti i lettori, le principali scadenze fiscali e tributarie previste per i prossimi giorni a partire da Lunedì 15 Marzo 2010.
Lunedì 15 Marzo 2010:
Previsto il termine ultimo entro il quale è possibile versare, da parte delle Amministrazioni dello Stato ed Enti Pubblici, l’acconto mensile IRAP previsto per i redditi assimilati e quelli di lavoro dipendente.
È possibile effettuare il pagamento tramite Modello F24, e mediante modalità telematiche.
Tags: Fisco, iva, marzo, scadenze, tasse, tributi
Importante rammentare che entro il 20 Febbraio 2010 scade il termine entro il quale si può versare, senza incorrere in more e sanzioni, l’importo previsto per l’imposta sostitutiva sui premi di produttività.
Ritorniamo ad occuparci dello scadenzario fiscale previsto per l‘intero mese di Febbraio. Dopo una prima carrellata di scadenze previste per la prima settimana del mese, elenchiamo di seguito quelle contenute nell‘intero mese.
Un’altra importante novità nell’ambito della semplificazione dei vari moduli fiscali da compilare per l’anno è rappresentata dal modello 730/2010.
Analizzando le tasse locali che i contribuenti di tutta Italia dovranno pagare nel prossimo anno, notiamo un aumento del 5,3%, con un passaggio da 106,2 a 111,8 miliardi di euro, invece le tasse statali cresceranno in percentuale dello 0,7%, poco in confronto alle altre.
In un momento in cui le manovre di governo puntano al rimpatrio dei capitali italiani registrati all’estero per evitare le tasse, grazie allo scudo fiscale, che ha portato dei buoni risultati per le banche del nostro paese, prosegue contemporaneamente la lotta all’evasione, all’elusione fiscale ed all’economia sommersa.
La multinazionale Google sta passando abbastanza guai con la legge: nonostante sul mercato stia per lanciare il nuovo cellulare, le tasse sono sempre il problema all’ordine del giorno ,visto che adesso anche il Guardian si è messo ad accusare Google. Secondo il famoso giornale inglese infatti, Google avrebbe evaso le tasse che riguardano le entrati fiscali: la multinazionale sarebbe riuscita a deviare le sue entrate fiscali verso la sede irlandese, paese in cui le imposte britanniche sono molto minori (sono inferiori di quasi 10-20 punti percentuali).
Niente taglio dell’ Irap, neanche in formato mini, niente alleggerimento dell’ Irpef e niente cedolare secca sugli affitti: sul tavolo ci sono solo 4 miliardi di euro da spendere e questi serviranno per interventi “strutturali”, dal welfare alle piccole e medie imprese, e non per misure “mirate”. Alla vigilia dell’ esame alla Camera della manovra, il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti la spunta sui colleghi di governo e sul partito e ribadisce la linea del rigore: disponibilità a ascoltare dunque sì, sarebbe stato il ragionamento del titolare di via XX Settembre, nuovi assalti alla diligenza no.
L’Agenzia delle Entrate, perfettamente in linea con le attese, ha reso noto in data odierna d’aver pubblicato on line una risoluzione, la numero 280/E, disponibile sul sito Internet dell’Amministrazione Finanziaria, con la quale, in via ufficiale, il Fisco ha premiato l’eccellenza con tasse zero sugli incentivi destinati ai giovani studenti meritevoli.
Sono proprio i Commercialisti a spiegare che per ogni euro guadagnato la metà se ne va in tasse, e la Banca mondiale conferma: i balzelli italiani per le imprese sono tra i più difficili e lunghi da pagare dell’intero pianeta. L’Italia, secondo quanto risulta dal rapporto Payng Taxes realizzato dalla PricewaterhouseCoopers in collaborazione con la World Bank, occupa il 136esimo posto su 183 Paesi (significa che per pagare tutte le tasse un’impresa di medie dimensioni impiega 334 ore, mentre la media della Ue è di 232). Tasse alte, lunghe e burocrazia troppo prolissa e complicata.
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Pagare le tasse in tante comode rate? Il servizio delle Entrate piace ai contribuenti italiani che nei primi dieci mesi dell’anno ne avrebbero fatto richiesta in maniera massiva. Complice la crisi, il servizio di rateizzazione fiscale è aumentato del 111%. Stando alle ultime rilevazioni sarebbe infatti di 9 miliardi l’importo totale delle rateazioni concesse a contribuenti e imprese, per un totale di 367.827 domande nei primi dieci mesi del 2009, contro le 174.426 raggiunte a fine 2008.
Quanto dichiari al fisco? Mille euro? Poi in realtà guidi un Mercedes ultimo modello e ti concedi viaggi da sogno tutto l’anno? Abbiamo capito, dichiari una certa cifra e ne consumi il doppio. Devi iniziare a fare attenzione, perchè i controlli del Fisco tramite il «redditometro di massa» colpisce non solo i ricchi ma da qualche tempo anche la classe media.
La cedolare secca di cui si parla ormai da anni se fosse applicata comporterebbe un risparmio di mille euro annui ed eliminerebbe il problema degli affitti in nero, e il problema dell’evasione di molti proprietari di casa. Cio’ che da sempre viene richiesto dal Sindacato e quello di regolarizzare la posizione di molti proprietari di appartamenti in locazioni per agevolare anche gli inquilini, e lo stato puo’ farlo riducendo le tasse anche agli stessi proprietari.
“Siamo consapevoli che non si puo’ fare il taglio dell’
Renato Brunetta non ha dubbi: Giulio Tremonti è uno dei migliori, se non il migliore, ministro del Tesoro e delle Finanze che abbiamo in Europa non ci possiamo permettere di perderlo, ha affermato il ministro della funzione pubblica. Lo ha detto il ministro della funzione pubblica in un intervento all’emittente radiofonica Rtl riguardo alla possibilità di tagliare l’Irap. Tremonti – ha continuato Brunetta – ha una fortissima credibilità e la sua credibilità di ministro è la credibilità dell’Italia, è un rigorista, come lo sono io, come lo siamo tutti. Il rigore però deve essere coniugato con lo sviluppo e l’espansione.
Valgono sempre meno fino ad essere addirittura sconvenienti per i risparmiatori. Parliamo dei Buoni Ordinari del Tesoro che nell’asta di settembre sono scesi sotto-zero. I Bot trimestrali in asta infatti hanno registrato un rendimento dello 0,386 unito al prezzo di aggiudicazione di poco sotto la pari (a 99,9). Una volta applicate la ritenuta fiscale del 12,5% e le commissioni però il rendimento netto passa ad un valore negativo dello -0,08.
Una questione quella del Sud, che merita attenzione e che forse non ne ha avuta mai quanto dovuto. Le imprese del meridione soffrono particolarmente la crisi. A fine anno le imprese del Sud e delle Isole perderanno più posti di lavoro, anche se rispetto a Nord e centro subiranno una minore flessione del fatturato, afferma Bankitalia nel suo bollettino annuale.