Mutui a tasso variabile, cala lo spread

Lo spread è in calo da diverse settimane. E finalmente sembrano essersene accorte anche le banche italiane che hanno deciso in molti casi di abbassare i mutui a tasso variabile. Merito certo dell’ultimo maxi-finanziamento ricevuto dalla BCE, ma anche di condizioni più favorevoli sul mercato internazionale.

Così dopo quasi un anno di rialzi, come hanno sottolineato sia il sito specializzato MutuiOnline.it che ‘Il Sole 24 Ore’ il vento sembra essere definitivamente cambiato, in meglio.

Chi opera sui prestiti scommettere sulle potenzialità future dell’Italia e quindi dei sottoscrittori anche se per il momento solo tre Istituti sono riusciti a scendere sotto il 3% di interessi.

Si tratta in particolare di Cariparma con la sua nuova ‘Campagna mutui casa’ con un capitale pari a 2,5 miliardi per il finanziamento delle famiglie per le quali viene fissato uno spread sul tasso variabile con durata 20 anni al 2,6%, che sale al 2,85% per il trentennale. E’ scesa anche BNL-BNP Paribas che ridotto lo spread al 2,95 per cento. E così si è mossa anche Webank, che offre mutui variabili da 20 a 30 anni con uno spread del 2,7%.

Webank risulta prima anche nella speciale classifica realizzata da Mutuionline.it che tiene conto di tutte le spese, partendo dallo spread e allargandosi alla tipologia di indice europeo scelto per indicizzare il mutuo, come perizia, incasso rata, spese di istruttoria, eventuali coperture assicurative e quant’altro possa gravare sul conto.

Tra quelli che hanno abbassato, anche se restano lontani dalla soglia del 3%, c’è Barclays che ha portato il margine al 3,7 per cento. Ma la tendenza sembra essere per tutti quella alla massima prudenza, perché al momento sono calati solo i tassi Euribor, cioè i parametri europei che regolano i mutui a tasso variabile, sono calati tornando ai minimi di due anni fa con l’Euribor a tre mesi che è sceso sotto lo 0,5% e quello a sei mesi allo 0,86%. Quindi meglio attendersi tempo migliori, soprattutto per i tassi fissi.

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