Manovra 2011, da oggi ricomincia l’era dei ticket sanitari

Oggi è il giorno dei ticket sanitari.
Perché la prima concreta e tangibile conseguenza della manovra economica varata dal governo e approvata dal parlamento sarà in vigore sin da subito, essendo già stata pubblicata la variazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Tutti i cittadini quindi dovranno pagare 10 euro per le visite specialistiche e la diagnostica e 25 per i codici bianchi al Pronto soccorso.

La norma è uguale per tutti, ma non in tutte le regioni italiane diventerà effettiva da subito. Saranno infatti solo sette quelle che l’adotteranno sin da subito, mentre quattro hanno dichiarato apertamente la loro volontà di non applicare la riforma e nelle altre si attendono le valutazioni dei tecnici che dovranno far capire come eventualmente sostenere le spese. Soprattutto sono allo studio alternative che possano far pesare meno la tassa sulle tasche dei cittadini meno abbienti.

Esistono poi regioni nelle quali i ticket su specialistica, diagnostica e codici bianchi (ossia tutti quelli presi in considerazione della riforma) e quindi si dovranno valutare con quali imposte sostituirli per rimanere dentro la legge. Il ministro della Salite, Ferruccio Fazio, in ogni caso ha confermato la piena autonomia di ogni amministrazione regionale: “Potranno non applicare il ticket da 10 euro sulla specialistica sempre che adottino misure alternative per partecipare al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario”.

In soldoni, se le regioni troveranno un altro modo per trovare la copertura alternativa, meglio per i cittadini. E alcune stanno soprattutto valutando come combattere i ‘furbetti’ del tagliando. Invece in assenza di misure alternative i ticket diventeranno inevitabili: la manovra infatti garantisce solo 105 milioni di euro che sono largamente insufficienti a coprire il costo previsto in 486,5 milioni da qui alle fine del 2011. Ovviamente, comunque, saranno garantite le esenzioni ai ticket per le fasce sociali economicamente più deboli, ossia bambini, pensionati sociali e al minimo, invalidi e malati cronici, portatori di patologie rare e disoccupati.

Le regione nelle quali la norma sarà attiva da oggi sono Lazio, Veneto, Calabria, Basilicata, Sicilia, Liguria e Lombardia, mentre restano sospesi in Piemonte, Umbria, Campania, Marche e Friuli Venezia Giulia, con Valle d’Aosta, Sardegna, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, nel quale però entrerà il ticket sui codici bianchi.

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