Donne e Lavoro: Il Parlamento Europeo chiede l’equiparazione dei salari tra uomo e donna

Gli anni passano, ma i problemi sociali restano pressoché identici, basti pensare infatti che nonostante le battaglie, i confronti e le innumerevoli riforme, attualmente tra uomo e donna esistono ancora numerose differenze e disparità di trattamento.

Basti pensare che attualmente in media un lavoratore uomo percepisce il 16,4% in più di una lavoratrice, ovviamente a parità di mansioni.

Un dato sconvolgente e che in un certo senso fa riflettere sulle sottili discriminazioni  a cui le donne vengono puntualmente sottoposte sia in ambito politico che sociale. Da questa consapevolezza è partito il Parlamento dell’Ue per poi arrivare a chiedere alla Commissione di attuare nuove modifiche e riforme volte a rafforzare la legislazione europea imponendo pesanti  sanzioni al fine di portare gli eventuali datori di lavoro ad effettuare un appianamento del divario retributivo tra i generi.

Nonostante quasi quarant’anni di legislazione, gli Stati hanno in realtà apportato ben pochi  cambiamenti alle loro legislazioni senza applicare alcun tipo di sanzione, né economica né penale nei confronti dei datori di lavori. Ed è proprio per tale ragione che Strasburgo ha chiesto l’adozione di multe veramente efficaci che siano proporzionate al reato e soprattutto dissuasive. Ma non saranno previste solo sanzioni, le penalizzazioni potranno infatti riguardare anche eventuali esclusioni da benefici pubblici.

Il problema deve infatti essere risolto alla base, perché come ha ribadito l’eurodeputato del Pd Sergio Cofferati, queste problematiche non vanno a riversarsi esclusivamente sul lavoro, ma bensì anche dopo, sulle pensioni, che a causa del divario retributivo elargiscono mensili ridotti per le donne, esponendole al rischio povertà in un’età in cui invece vanno protette.

Intanto alcune indagini dimostrano che il mondo del lavoro accoglie sempre più donne, ma per le madri il discorso è sostanzialmente differente. Per approfondire l’argomenti clicca qui e leggi l’articolo Donne e lavoro: sono di più, ma le madri restano penalizzate.

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