ISEE, così cambiano i criteri

Come ampiamente previsto, in base alla recenti riforme approvate dal governo Monti stanno per cambiare i criteri che determinano l’ISEE, ossia l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, lo strumento utilizzato per poter determinare la situazione economica di ogni individuo comparando reddito, proprietà mobiliari e immobiliari.

E’ essenziale per ottenere agevolazioni fiscali, soprattutto se si riesce a dimostrare di appartenere a fasce deboli, sia per quelli che riguarda prestazioni e servizi erogati da Stato, Comuni, Regioni, università o altri enti, quali assegni, sconti, aiuti per asili nido, assistenza a domicilio, mense, libri, tasse universitarie, borse di studio.

Con la nuova riforma nella parte reddituale del calcolo per la prima volta ai redditi Irpef si sommeranno anche i redditi esenti, come ad esempio la cedolare sugli affitti, l’indennità di accompagnamento o ancora i premi di produttività. E in più la prima casa verrà rivalutata ai fini della nuova Imu entrando quindi nei calcoli patrimoniali con una rivalutazione del 60%. Verrà però anche introdotta una franchigia del 20 % sui redditi da lavoro dipendente o sulla pensione, la deducibilità di spese legate alla disabilità e la sottrazione del reddito derivante dall’assegno dell’ex coniuge per i figli.

E ancora, chi deve ancora finire di pagare il mutuo, potrà scontare dal valore dell’immobile il credito residuo da pagare ancora alla banca e chi vive in affitto potrà beneficiare di una deduzione maggiorata, rispetto all’attuale. Altro sgravio previsto è quello per la modalità di presentazione: infatti non sarà più richiesta al contribuente, ma il modello verrà preparato direttamente dall’Inps e dall’Agenzia delle Entrate, che certificheranno direttamente i redditi dovendo solo aspettare il calcolo delle eventuali spese da detrarre.

Comunque tutte le modifiche entreranno in vigore dal prossimo gennaio, quindi ci sarà anche tempo di somatizzarle ed eventualmente correggerle.

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