Notai e avvocati: gli effetti della crisi cominciano a colpire i redditi
26 agosto 2010 da PaskAnche i professionisti devono fare i conti con la crisi.
I fatturati sono in netto calo e gli assegni previdenziali stanno soffrendo moltissimo. Le previsioni che si possono fare in base ai dati delle casse professionali, sono molto diverse da quello scenario preventivato ai primi timidi cenni della crisi finanziaria ed economica che ha colpito tutto il mondo nell’ultimo biennio.
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L’ormai imminente trasferimento alla finestra unica per quanto riguarda la pensione di vecchiaia e di anzianità, non ha ancora avuto effetti sulle decisioni dei lavoratori circa la possibilità di chiudere in anticipo il rapporto di lavoro. E’ quanto comunicato dall’Inps, che pochi giorni fa ha pubblicato i dati che si riferiscono alle domande di pensionamento di anzianità, in seguito all’apertura della nuova finestra di luglio. In questa prima parte di 2010 (luglio compreso), le uscite dal rapporto di impiego per pensionamento hanno subito un rallentamento di circa 16 mila unità in confronto a quelle previste: 131 mila contro 147700.
La crisi infligge un colpo molto potente anche alle raccomandazioni nel mondo del lavoro, anche se la strada della “conoscenza diretta”, rimane sempre quella più veloce per riuscire a trovare un’occupazione. Così afferma uno studio effettuato dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro.
Nel mese di luglio ritorna ad aumentare la cassa integrazione: infatti, le richieste di cig hanno subito un balzo pari al 9,8% in confronto al mese precedente, eliminando in questo modo i cali che si erano registrati nei precedenti mesi.
I segnali positivi che arrivano dal mondo delle imprese, non fanno altro che dare un’ulteriore conferma di una nuova “primavera” della congiuntura economica.
I giovani risultano sempre più un pesce fuor d’acqua nel mondo del lavoro. In questo particolare momento, la ricerca di un’occupazione, per chi ha un’età sotto i 25 anni, è il triplo più difficile in confronto alle altre fasce d’età. Non solo l’Italia, ma tutta l’area Euro, si trova in questa situazione altamente negativa. A livello mondiale, il tasso di disoccupazione giovanile è in pratica la metà rispetto al dato che si registra in media nel vecchio continente.
Nel nostro paese le persone senza occupazione e che non fanno niente per cercarla sono circa 15 milioni.
Secondo un’indagine effettuata dal Centro Studi di Confindustria, la CSC, la parte più pericolosa della crisi ha fatto il suo corso, ma l’attenzione sul tema della disoccupazione deve mantenersi altissima, perché sono infatti a rischio, oltre 246mila posti di lavoro entro il 2011 su tutto il territorio italiano.
Le imprese hanno finalmente iniziato di nuovo a creare nuovi posti di lavoro.
Un’affluenza ottimale al 95%, ma il risultato non è quello che la Fiat si sarebbe aspettata: il consenso è arrivato da parte del 63% dei lavoratori, che lascia aperti tutti i pericoli e rischi della situazione.
Sulla questione di Pomigliano d’Arco, anche Emma Marcegaglia, commenta negativamente la posizione assunta dal sindacato della Fiom, che si oppone in tutte le maniere all’accordo con la Fiat.
Protesta senza mezzi termini la Fiom, che ribadisce come sia impossibile firmare l’accordo che la Fiat, storica azienda italiana, ha presentato per quanto riguarda lo stabilimento di Pomigliano d’Arco: il segretario generale dei metalmeccanici Cgil, Maurizio Landini, ha affermato che nel caso in cui la Fiat continui a tenere tale posizione, non ci saranno possibilità di giungere ad un accordo positivo.
Il Consiglio dei Ministri italiano ha dato l’ok all’equiparazione dell’età per quanto riguarda l’ormai annosa questione delle pensioni di vecchiaia, costretta anche dalla forte pressione dell’Unione Europea.
Da uno studio effettuato dal Censis, l’istituto di Studi Sociali, si è stimato come le attuali tendenze nella società italiana porteranno il sud ad essere spopolato e povero di risorse nel 2030, ma gli over 65 arriveranno a rappresentare ben il 26,5% della nostra popolazione.
Arriva un’importante stretta dall’Unione Europea riguardante le pensioni: se il nostro paese non allineerà l’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblica, allora dovrà subire un’ulteriore deferimento alla Corte di giustizia europea.
Le indagini Istat si fanno sempre più impietose: la disoccupazione, in particolare, ha toccando livelli record nel mese di aprile, arrivando alla quota dell’8,9%, aumentando ancora rispetto al già elevato valore rilevato a marzo.
Esiste una misura “democratica” che consentirebbe di rispondere in maniera adeguata agli abusi delle stock option e degli incentivi per retribuire i top manager: si tratta di allargare a tutti i dipendenti, lo stipendio legato a filo diretto con l’andamento dell’azienda, in particolar modo iniziando dai profitti.
Vediamo nel dettaglio quali sono i punti principali toccati dalla bozza sulla manovra da 24 miliardi che domani passerà al vaglio del Consiglio dei ministri. Nonostante le smentite, il condono edilizio è presente, anche se il governo lo definisce “una sanatoria catastale”, con la possibilità, per gli interessati, di dichiarare l’aggiornamento catastale con sanzioni pari ad un terzo rispetto a quelle normalmente previste.
Il ministro Sacconi conferma le voci relative al nuovo piano che riguarda il lavoro, previsto dal governo, specificando che si tratta di un progetto triennale, a cui poi farà seguito un disegno di legge delega che si concentrerà sullo Statuto dei Lavoratori. Sacconi, nel giorno in cui si celebra l’anniversario di questo importante strumento a difesa dei lavoratori, frutto della legge 20 maggio del 1970, ha annunciato che l’esecutivo ha intenzione di presentare questo piano solamente dopo aver avviato un costruttivo dialogo sociale e parlamentare per il semplice motivo che anche il Parlamento dovrà approvare il provvedimento, perché diventi legge.
Il governo intende modificare lo Statuto dei lavoratori, dopo ben 40 anni dall’entrata in vigore della legge che regola e tutela i diritti di chi lavora. Questa notizia ha provocato grandi proteste tra le file del PD e la Cgil, ma anche di Cisl e Uil.