Berlusconi: casa impignorabile, siamo avanti. Grillo non va a Sky e torna Prodi

Berlusconi: pienone al Lingotto. E Grillo cancella intervista SkyDa Palermo a Torino, sale stracolme per Silvio Berlusconi, alle prese con gli ultimi giorni di fuoco della campagna elettorale. Il leader del centro-destra ha svelato, pur senza citare dati (vietato per legge), che la coalizione da lui guidata avrebbe già colmato tutta la distanza con il centro-sinistra di Pierluigi Bersani e che, anzi, ora sarebbe leggermente avanti, con un vantaggio nelle regioni che contano. Ma l’ex premier ne ha avute stavolta anche per Beppe Grillo, definito “un pericolo per la democrazia”, uno che toglie voti al centro-destra, ma che ha l’80% dei suoi candidati, proveniente dall’estrema sinistra e dalle fila dei No-Tav.

In particolare, a Palermo Berlusconi è tornato sulle politiche fiscali, ribadendo che l’IMU sulla prima casa sarà abolita al primo consiglio dei ministri, qualora vincesse le elezioni, mentre sarà rimborsata quella pagata nel 2012. In più, in ossequio a quella che ha definito la “sacralità della casa”, ha annunciato che sarà fatto divieto per Equitalia di pignorare la casa dove si vive e di sequestrare i beni necessari alla produzione delle imprese.

Dal canto suo, invece, risalta la cancellazione che Beppe Grillo ha fatto ieri della sua annunciata intervista in studio a Sky. Con un tweet, il leader del Movimento 5 Stelle ha spiegato che lui non utilizza la TV per fare politica, ma va in piazza. In realtà, pare che il comico sia stato sconsigliato da Casaleggio, che lo avrebbe dissuaso dall’andare in televisione, per evitare di esporsi alle domande dei giornalisti, con il rischio di rallentare la sua corsa nei consensi.

Fa la sua presenza a Milano l’ex premier Romano Prodi, che soccorre il centro-sinistra, dato per vincitore alle elezioni di domenica prossima, ma che da tempo sente il fiato sul collo dei rivali. Prodi ha chiesto agli elettori un voto forte alla coalizione di Bersani, per evitare che questi si ritrovi nella sua stessa impossibilità di governare tra il 2006 e il 2008.

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