Auto elettriche, con il grafene passo avanti

Tra le critiche maggiori dei detrattori delle auto elettriche c’è quella legata ai tempi di ricarica delle vetture, decisamente diversi da quelli di un normale pieno. Ma ora arriva una scoperta che potrebbe accelerare di molto queste operazioni aprendo nuove prospettive future.

E’ legata al grafene, uno strato di atomi di carboni uniti tra loro mediante una disposizione esagonale ordinata.

 Un materiale che risulta essere un ottimo conduttore di elettricità e per questo è considerato un degno sostituto delle batterie a litio attualmente in uso. Inoltre un team di esperti cinesi ha scoperto che l’utilizzo del grafene potrebbe migliorare le prestazioni delle auto elettriche. Con l’utilizzo della schiuma di grafene, realizzata unendo dei filamenti tridimensionali sulla superficie di una speciale spugna metallica dando vita ad un materiale dotato di grande resistenza e flessibilità.

La sua conducibilità elettrica è già stata sperimentata nelle pile ricaricabili attualmente in uso, garantendo gli ottimi risultati sperati. I tempi di ricarica stimati, infatti, sono decisamente inferiori visto che si parla di circa 15 minuti e la leggerezza è esattamente uguale a quella delle comuni batterie al litio anche se per ora i costi restano elevati. Per tutti i dettagli comunque potete leggere qui 

In ogni caso ci sono progetti molto più facilmente realizzabili e con spese minori. Come quello voluto dalla Regione Lombardia che a fine maggio si è impegnata nell’incentivazione di 150 impianti di riscaldamento geotermico degli edifici da realizzare entro il 31 dicembre del prossimo anno con notevoli vantaggi.

Infatti il calore accumulato da un tradizionale impianto può essere utilizzato sia per riscaldare sia per raffreddare gli edifici a seconda delle esigenze mentre per la produzione di energia elettrica è necessario realizzare centrali elettriche in corrispondenza di fonti idrotermali. In questo modo, il vapore raccolto viene convertito mediante speciali turbine e alternatori. Secondo Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, il potenziale produttivo legato a queste iniziative potrebbe addirittura superare nell’arco di soli 10 anni le previsioni del Piano di Azione italiano per le fonti rinnovabili. Chi volesse saperne di più può leggere qui

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