Bersani rifiuta appoggio PDL, ma nel PD è scontro

Scontro Renzi-Bersani su governo, PD nel caosSi è tenuta ieri sera la direzione del PD, in anticipo di un giorno dall’inizio delle consultazioni politiche del segretario Pierluigi Bersani, alle prese con l’affanno per dare vita a un governo. Ieri, il leader del centro-destra, Silvio Berlusconi, ha lanciato una sorta di ultimatum al PD: se vogliono l’appoggio di PDL e Lega, dovranno assegnare ad Angelino Alfano la vice-premiership e concordare un nome per il Quirinale. Ma la proposta di un governissimo è stata liquidata da Bersani con una battuta (“siamo seri”), su una linea di chiusura condivisa sia dai suoi uomini che dai cosiddetti “giovani turchi”. Contrari alla porta sbattuta in faccia al Cavaliere sono, invece, i renziani, con il sindaco di Firenze che ha annunciato ieri che non parteciperà oggi alla direzione del partito, anche se ha voluto stemperare la temperatura altissima nel PD, augurandosi che Bersani ce la faccia.

I numeri restano gli stessi impietosi di sempre. Al Senato, Bersani non ha la maggioranza, se è vero che la somma dei senatori di PD, Sel e centristi non arriva lontanamente a quota 158 seggi. I grillini e il centro-destra sarebbero compatti per il no e a quel punto il presidente Giorgio Napolitano dovrebbe compiere un altro tentativo, nella speranza che una figura diversa da Bersani, istituzionale, riesca dove il segretario del PD dovrebbe fallire.

Dentro al PD si alza lo scontro anche nel caso di successo delle consultazioni. Se i bersaniani ritengono che si possa e si debba tornare al più presto alle urne, la pensano diversamente i renziani, per cui un ritorno al voto ad ottobre non sarebbe auspicabile. Fatto sta che i malumori interni sembrano crescere ogni giorno di più, tanto che qualcuno parla di implosione del PD, prima ancora che si dia vita al nuovo governo.

 

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