Nel 2012 migliora la fattura energetica

Il calcolo della fattura energetica del 2012 sorprende e in parte smentisce le previsioni, l’Italia ha speso meno di quanto ci si aspettasse per acquistare energia dall’estero. Dato l’andamento del mercato internazionale, era lecito prevedere un corposo aumento della spesa, fenomeno effettivamente avvenuto ma con un incremento limitato al 2,4% per un fatturato inferiore ai 65 miliardi.

I dati sono stati resi noti dall’Unione Petrolifera, durante il seminario Aiee la responsabile Rita Pisticchio ha rivelato una fattura energetica di 64,4 miliardi di euro per l’anno passato. Sebbene siano stati spesi 1,5 miliardi in più rispetto al 2011, la stima Up del giugno scorso parlava di una cifra che avrebbe superato la soglia dei 65 miliardi, eventualità invece del tutto fugata. Le previsioni sono andate molto lontane anche dalla reale fattura petrolifera, non 37 miliardi di euro, come si era erroneamente detto, ma 33,9 con un calo considerevole rispetto ai 34,5 miliardi spesi nel 2011.

Sono molte le motivazioni che hanno portato a questi risultati, durante la conferenza la Pisticchio ha evidenziato il risparmio di 6,4 miliardi di euro dovuto alla produzione nazionale oil & gas. Vi è tuttavia un’altra considerazione da fare, l’anno passato il nostro Paese ha dovuto fare i conti con un drastico calo dell’import dal Medioriente, Iran e Siria sono state messe sotto embargo, mentre l’Africa riacquistava un peso importante grazie al ritorno della Libia ai livelli produttivi ante-crisi.

 

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