La Fed non alza i tassi di interesse
11 agosto 2010 da Pask
Una vera e propria doccia fredda, quella che arriva dalla Banca centrale per quanto riguarda le speranza e le convinzioni degli Stati Uniti di cominciare a intravedere la luce in fondo al tunnel della crisi. Infatti la Fed ha deciso di non modificare il costo del denaro, che rimane quindi ai minimi storici tra lo 0 e lo 0,25%.
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Scende ancora la soglia oltre il quale un mutuo può essere considerato usuraio, difatti la percentuale ha registrato un abbassamento che oscilla dal 7,75% al 7,485% colpendo anche i mutui a tasso variabile che hanno subito, nel secondo trimestre del 2010 una leggera ma importante sforbiciata passando da un 3,945% ad un 3,48%.
Quando si pone la domanda “quale mutuo preferiresti scegliere e quale reputi più conveniente” con molta probabilità ognuno risponderebbe con la stessa risposta” quello che prevede tassi di interesse più basso”, ma non è detto che tale credenza sia effettivamente quella esatta.
Momento di ripresa per le famiglie italiane che finalmente potranno godere di una buona notizia, infatti, dopo mesi di grande preoccupazione e di forte sfiducia nell’andamento economico in materia di interessi binari, ecco che gli utenti potranno finalmente cominciare a stare più tranquilli e a tirare un rigenerante sospiro di sollievo.
Notizie poco confortanti per i mutuatari ancora alle prese con il pagamento di rate e mutui, perché a quanto pare la Baca d’Italia ha innalzato i tetti massimi oltre il quale il tassi d’interesse impartiti sulle rate di rimbordo vengono definiti automaticamente, usurai.