Fmi: il pericolo adesso arriva dai debiti
21 aprile 2010 da Pask
Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) lancia un appello a tutti i governi: massima attenzione, perché il pericolo per l’economia mondiale, adesso, arriva dai debiti. Nel consueto rapporto finanziario il Fondo Monetario sottolinea come i rischi per l’equilibrio finanziario sono stati abbastanza “tamponati” dalla ripresa economica.
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Il pil italiano aumenterà di circa l’1,2% nei primi tre mesi del 2010 e dello 0,5% nel secondo trimestre: è quanto emerge da una nuova stima effettuata dall’Ocse.
Dalle ultime stime condotte dall’ Isae contenute nel rapporto annuale sulle previsioni e l’andamento dell’economia Italiana, sono emersi dati non proprio confortanti rispetto alla posizione finanziaria dell’Italia.
La Confindustria rivede al ribasso le stime sul Pil 2009 ma è ottimista sulla ripresa dell’economia già a partire dalla seconda metà dell’anno. Il Centro studi della Confindustria prevede per il 2009 un calo del prodotto interno lordo del 3,5%, molto peggiore delle stime di dicembre (-1,3%) e anche delle previsioni fatte a febbraio (-2,5%). Timidi segnali di ripresa sono attesi dagli imprenditori italiani già nella seconda metà di quest’anno ma la crisi economica tra metà 2008 e metà 2010 costerà la perdità di 507.000 posti di lavoro.
Prezzo del barile in forte discesa: il Wti americano è arrivato a quota 33,86 dollari, in calo di oltre il 9% rispetto alla chiusura di ieri. Il brent di Londra perde 68 cent a 44,40 dollari al barile. Oggi l’Opec ha tagliato le proprie stime sulla domanda mondiale di greggio nel 2009, spiegando che l’aggravarsi della recessione contribuirà a ridurre la spesa per carburanti: secondo l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio la domanda globale registerà una contrazione di 180 mila barili al giorno, pari allo 0,2%.