Ticket sui disabili: critiche e polemiche sempre più aspre
4 luglio 2010 da EmanuelaMastrocinque
A soli 4 giorni dall’entrata in vigore, il provvedimento che ha stabilito il pagamento del ticket per le persone affette da disabilità, ha fatto già sorgere numerose polemiche e molteplici sono state le aspre critiche che hanno investito l’intero assetto governativo regionale.
Il ticket sui disabiliti è diventato ufficiale, lo ricordiamo, lo scorso giovedì 1 Luglio in seguito all’entrata in vigore del decreto commissariale sulla compartecipazione (pari al 30%)delle spese sanitarie.
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Cattive notizie dal fronte del Fisco, difatti questa italiana sarà un’estate tutt’altro che indolore data l’imminente stangata che sta per abbattersi sull’esercito di contribuenti che si apprestano a dover pagare Ici e Irap.
Alcune analisi sulla popolazione hanno evidenziato l’aumentare sempre più persistente di patologie legate al bulbo oculare, soprattutto a causa di incidenti domestici (spesso sottovalutati) ma che in realtà rappresentano addirittura il 40% delle cause legate a lesioni oculari.
A quanto pare “Prevenzione e Goliardia” possono tranquillamente andar di pari passo, a dimostrarlo il comune di Aosta che, in collaborazione con la Lega Italiana per la lotta contro i tumori, ha organizzato per domani 23 Giugno la prima notte bianca della prevenzione!
La Regione Toscana grazie alla volontà dell’assessore Daniela Scaramuccia, ha deciso di dare il via ad una interessante e quanto mai conveniente iniziativa riguardante tutti i soggetti affetti da rinite allergica.
Numerosi sono i casi di persone affette da patologie e problematiche legate all’apparato riproduttivo sessuale, e a volte,a dispetto di quanto si possa pensare, basta veramente poco per poter risolvere e sconfiggere alcune delle principali disfunzioni che in un primo momento sembravano essere irrisolvibili.
Ritorniamo a parlare di salute e di iniziative volte a sostenere la prevenzione e la cura di peculiari malattie capaci di compromettere il funzionamento dell’ organismo.
Ormai è piena guerra per i precari ospedalieri contro i tagli imposti dal commissario governativo.
L’anno prossimo sarà duro, durissimo, per i “malati immaginari“, ovverosia per tutti coloro che nel nostro Paese prendono la pensione d’invalidità ma sono più sani di un diciottenne. Nell’iter di messa a punto della Finanziaria 2010, infatti, c’è un emendamento che dal 2010 farà scattare altre 100 mila verifiche sulle pensioni di invalidità che riguarderanno non solo l’aspetto legato ai requisiti sanitari per ottenerla, ma anche quello del reddito.
Nel 1991 grazie all’International Diabetes Federation e all’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata istituita la Giornata del Diabete e si celebra in tutto il mondo il giorno 14 novembre. Sebbene quella del diabete deve essere considerata come una patologia grave bisogna ricordare che è possibile prevenirla (nel caso del diabete 2) seguendo uno stile di vita corretto e/o curata tramite semplici interventi farmacologoci. Pensate che sono più di 3 milioni le persone che in tutto il mondo ad avere il diabete ma 1 milione non lo sa. Ci sono due tipi principali di diabete:
Le risorse per finanziarie investimenti e gravi fiscali senza scardinare i conti pubblici ci sono ma occorre mettere mano ad un taglio della spesa pubblica improduttiva che potrebbe far affluire almeno 15 miliardi alla ricerca e all’innovazione, alle infrastrutture e agli sgravi fiscali.
Il gradimento del presidente Obama nei sondaggi è sceso sotto il 50 per cento. Nonostante ciò, con nessun timore Barack Obama ha deciso di parlare direttamente al Congresso Usa per far approvare la riforma sanitaria da lui proposta.
Nel nostro Paese gli italiani versano più tasse rispetto a quanto poi si vedono restituire in termini di spesa pro-capite per i servizi sociali, la sicurezza, la scuola e la sanità. A rilevarlo è uno studio della CGIA di Mestre, da cui in particolare è emerso come tra imposte, tasse e contributi ogni italiano versi in media allo stato ben 7.777 euro.
Il Pil italiano registrerà quest’anno una contrazione del 5,2% ma la crisi mostra segni di
Ma quanto ci costa il sistema pubblico sanitario? 1.744 euro a testa in media secondo il rapporto Ceis. Il dato più allarmante riguarda però la velocità a cui cresce la spesa sanitaria italiana, che avrebbe superato anche il Pil. La forbice tra finanziamento statale e spesa rischia di aprire una voragine di 10 miliardi di euro entro il 2010.