Natale 2012: gli italiani rinunciano ai regali ma non al cenone
27 novembre 2012 da Sara P
Le indagini della Coldiretti e della Confcommercio hanno evidenziato due aspetti che andranno a caratterizzare il Natale 2012: se da un lato la crisi economica si riflette nel drastico calo degli acquisti natalizi, dall’altra parte gli italiani non vogliono rinunciare al cenone della vigilia e al classico pranzo del 25.
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Contraffare il marchio Made in Italy è un’azione molto lucrosa, la cosa è risaputa dalla malavita internazionale che ogni anno commercia per il mondo prodotti stranieri spacciandoli per autentici italiani, per un business che vale 60 miliardi di euro, l’accusa è stata lanciata dalla Coldiretti in occasione del
Risale a ben 5 anni fa la
La
aliana e il merito va soprattutto attribuito, nel campo della produzione industriale, all’aumento delle esportazioni che però ancora non bastano.
Secondo un’indagine Coldiretti 3 italiani su quattro a Natale pensano di acquistare prodotti Made in Italy; purtroppo però, come denunciato anche dal presidente della Coldiretti Sergio Marini, solo un prodotto su tre di quelli venduti all’interno della GDO è realizzato con prodotti agricoli italiani, ma nessuno ne è a conoscenza.
Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, in scia alla firma di un Decreto ad hoc, ha provveduto a “sbloccare” quasi 700 milioni di euro che le piccole e medie imprese potranno sfruttare come agevolazioni per effettuare investimenti di tipo produttivo nell’innovazione.
Il 43% ha avuto esperienze professionali in settori diversi e uno su due ha attivato un sito Internet per far conoscere le proprie attività. E ancora: il 43% ha un fatturato superiore ai 100mila euro all’anno e ben il 70% pensa di poter incrementare il proprio business nel prossimo triennio. È l’identikit delle imprese agricole che hanno partecipato agli Oscar green, l’iniziativa promossa dai giovani della Coldiretti, con l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
Israele ha scelto la tecnologia made in Italy, optando per l’installazione di una turbina italiana nell’innovativo impianto solare del Samar Kibbutz. A realizzarla la Turbec Spa di Cento, in provincia di Ferrara, che da oggi può vantare la partecipazione a quello che è considerato un progetto di
Il
Costano decisamente meno del resto d’Europa gli scali nel nostro Paese, che “vola basso”, però sul fronte degli investimenti!
Ingente flessione per l’export del Made in Italy. Secondo i dati riportati oggi dall’Istat, infatti, nel primo trimestre del 2009 il valore delle esportazioni italiane ha registrato un calo del 22,8 % rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, dovuta a riduzioni dei flussi sia verso i paesi Ue (meno 23,4 %) sia verso i paesi extra Ue (meno 21,9 %).
Una linea di produzione completamente automatizzata e dieci tecnici e ingegneri di età media di 28 anni per arrivare alla realizzazione, nei giorni scorsi, del primo modulo fotovoltaico “vetro-vetro”.
Nel nostro Paese è ufficialmente nata una rete di punti vendita di prodotti agro-alimentari gestiti direttamente dagli agricoltori attraverso i mercati di “Campagna Amica“, che sono ben duemila, mille consorzi agrari, cinquemila agriturismi, diecimila aziende agricole e duemila punti vendita gestiti dalle cooperative.
Oggi parliamo di un’azienda 100% italiana che, dopo un’esperienza decennale nel mercato dell’edilizia residenziale ed industriale con la produzione di lastre in vetroresina e con il termoisolante sottotegola noto come Isotec, propone sul mercato del fotovoltaico “