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	<title>Risparmio Soldi &#187; Governo Italiano</title>
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	<description>Tutte le info sul risparmio</description>
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		<title>Cazzola: riforma degli ammortizzatori sociali necessaria</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 07:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Deputato del Partito delle Libertà, Giuliano Cazzola ha parlato, nel corso di un master di alta formazione, di ammortizzatori sociali.
Cazzola svolge un ruolo molto importante, visto che è vicepresidente della Commissione lavoro della Camera e si occupa anche delle relazioni del disegno di legge lavoro che fa riferimento alla finanziaria 2010.

Cazzola assicura che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="alignleft" src="http://www.vostrisoldi.it/img/ammortizzatori_sociali_anno_2010.jpg" alt="" width="166" height="161" />Il Deputato del Partito delle Libertà, Giuliano Cazzola ha parlato, nel corso di un master di alta formazione, di ammortizzatori sociali.</p>
<p style="text-align: justify">Cazzola svolge un ruolo molto importante, visto che è vicepresidente della Commissione lavoro della Camera e si occupa anche delle relazioni del disegno di legge lavoro che fa riferimento alla finanziaria 2010.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8830"></span></p>
<p style="text-align: justify">Cazzola assicura che la copertura degli ammortizzatori sociali si estende per tutto quest&#8217;anno: i fondi sono presenti, visto che degli otto miliardi che sono stati messi da parte per la manovra 2009-2010, ne sono stati utilizzati circa due.</p>
<p style="text-align: justify">Quindi le risorse non mancano: qual&#8217;è il vero problema allora?</p>
<p style="text-align: justify">Secondo Cazzola, le difficoltà nascono da situazioni lavorative che non sono disciplinate e protette dalla Cig in deroga, a dispetto di altre: sarà necessario allora configurare una serie di misure per colmare questa lacuna.</p>
<p style="text-align: justify">La speranza di Cazzola è che, dopo le elezioni amministrative, si giunga finalmente ad un accordo. La proposta del governo e del ministro Sacconi è quella di impostare una riforma degli ammortizzatori fondandola sullo Statuto dei Lavori, configurando anche quelle posizioni lavorative che verranno tutelate da queste nuove misure.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il disegno di legge sul legittimo impedimento</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo disegno di legge che sta passando proprio in queste ore al Senato, dopo il via libera della Camera con 316 voti a favore, 239 contrari e 40 astenuti, sta suscitando una marea di polemiche.
Ma di cosa si tratta?

E&#8217; un disegno di legge che prevede il legittimo impedimento per Presidente del Consiglio e Ministri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><img class="alignleft" src="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/432.$plit/C_0_articolo_472994_listatakes_itemTake_0_immaginetake.jpg" alt="" width="250" height="140" />Il nuovo disegno di legge che sta passando proprio in queste ore al Senato, dopo il via libera della Camera con 316 voti a favore, 239 contrari e 40 astenuti, sta suscitando una marea di polemiche.</p>
<p style="text-align: justify">Ma di cosa si tratta?</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8778"></span></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; un disegno di legge che prevede il legittimo impedimento per Presidente del Consiglio e Ministri, ovvero la possibilità di non presentarsi ai processi penali in cui sono imputati per 18 mesi, in quanto svolgono in concomitanza una delle cariche previste dalle leggi o dai regolamenti.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre alle attività principali di governo, sono state comprese nel novero delle attribuzioni che possono sfruttare il legittimo impedimento, anche le attività coessenziali, ovvero quelle più vicine alle funzioni di governo.</p>
<p style="text-align: justify">La Presidenza del Consiglio stabilirà quando esiste questo impedimento: in caso positivo il giudice deve rinviare il processo non oltre sei mesi dalla data indicata; inoltre la prescrizione rimane sospesa e riprende a decorrere nel momento in cui la causa della sospensione, ovvero l&#8217;impedimento, sia cessata.</p>
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		<title>Approfondimento sui buoni vacanza</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi ed Incentivi]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa bisogna fare per avere questo buono vacanza?
Innanzitutto recarsi sul sito www.buonivacanza.it , e inserire i propri dati nell’apposito modulo anagrafico e in quello sulle condizioni reddituali: in questo modo verrà calcolata la percentuale di contributo governativo che vi spetta e quanti buoni potrete utilizzare.

Una volta terminato il lavoro sul web, vi verrà fornito un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Arch_Varie/Luoghi/spiaggia-ombrelloni-324x230.jpg?uuid=e137e420-913e-11de-a5b7-5b2f724f4882" alt="" width="324" height="251" />Cosa bisogna fare per avere questo buono vacanza?</p>
<p style="text-align: justify">Innanzitutto recarsi sul sito <a href="http://www.buonivacanza.it/">www.buonivacanza.it</a> , e inserire i propri dati nell’apposito modulo anagrafico e in quello sulle condizioni reddituali: in questo modo verrà calcolata la percentuale di contributo governativo che vi spetta e quanti buoni potrete utilizzare.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8550"></span></p>
<p style="text-align: justify">Una volta terminato il lavoro sul web, vi verrà fornito un codice di prenotazione: avete 10 giorni di tempo per presentarvi ad una filiale della banca Intesa San Paolo per usufruire del buono.</p>
<p style="text-align: justify">Una volta passati in banca, i “voucher” vi verranno recapitati direttamente a casa.</p>
<p style="text-align: justify">Affrettatevi perché prima o poi i bonus finiranno: conta solo il criterio cronologico nell’erogazione dei bonus, fino al momento in cui i fondi saranno esauiriti.</p>
<p style="text-align: justify">Il bonus varia in base al reddito familiare e al numero dei componenti del nucleo familiare ed è rappresentato da una quota percentuale compresa tra il 20 e il 45% dell’importo totale.</p>
<p style="text-align: justify">Si potrà chiedere anche il rimborso di quei buoni non utilizzati: tutto ciò che dovrete fare è scrivere alla società Buoni Vacanze Italia, con un congruo anticipo (30 giorni) rispetto alla data di scadenza: il rimborso riguarda solo la quota pagata dal beneficiario, a cui verrà trattenuto un contributo spese del 4% più Iva.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Buoni vacanza: ecco l&#8217;offerta del governo</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 07:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi ed Incentivi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono iniziate le prenotazioni per poter usufruire del bonus vacanza offerto dal Governo.
Si può dare un’occhiata, e già richiedere, a cominciare da oggi, sul portale www.buonivacanza.it , tutte le offerte pensate apposta per le famiglie italiane, in modo così che possano passare le vacanze ad un prezzo ridotto.

Questa offerta è presente per tutto l’anno, tranne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.viaggiareblog.com/wp-content/uploads/2009/12/LogoBuoniVacanzeItalia1.gif" alt="" width="260" height="197" />Sono iniziate le prenotazioni per poter usufruire del bonus vacanza offerto dal Governo.</p>
<p style="text-align: justify">Si può dare un’occhiata, e già richiedere, a cominciare da oggi, sul portale <a href="http://www.buonivacanza.it/">www.buonivacanza.it</a> , tutte le offerte pensate apposta per le famiglie italiane, in modo così che possano passare le vacanze ad un prezzo ridotto.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8522"></span></p>
<p style="text-align: justify">Questa offerta è presente per tutto l’anno, tranne nei periodi di alta stagione: vien da dire, a parer mio, che forse era meglio includere anche le date più “calde” per quanto riguarda i prezzi.</p>
<p style="text-align: justify">I bonus sono stati introdotti dalla finanziaria del 2008 e fanno parte di un investimento , per questa prima parte, di oltre 5 milioni di euro: questi sconti assomiglieranno molto ad voucher, quindi avranno la forma di un titolo di pagamento, da 5 e 20 euro.</p>
<p style="text-align: justify">Si possono utilizzare nella nostra penisola, al di fuori del comune in cui risiede la persona che richiede il bonus ed è valida fino al 30 giugno 2010.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo le stime dell&#8217;Adoc, circa 2 milioni di italiani sfrutteranno questi buoni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Cgil è pronta allo sciopero generale per la riforma fiscale</title>
		<link>http://www.risparmiosoldi.it/borsa-finanza/la-cgil-e-pronta-allo-sciopero-generale-per-la-riforma-fiscale/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 07:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Borsa e Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma fiscale]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cgil entra in gioco nella questione della riforma fiscale: è pronto infatti uno sciopero generale.
Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, si scalda contro il governo, visto che se non si interverrà legislativamente per colmare questa lacuna ci sarà uno squilibrio tra i lavoratori “medi”, che dovrà sostenere tre punti percentuali di tasse in più, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.lomb.cgil.it/archivi/23marzo2002/massimo.gif" alt="" width="301" height="294" />La Cgil entra in gioco nella questione della riforma fiscale: è pronto infatti uno sciopero generale.</p>
<p style="text-align: justify">Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, si scalda contro il governo, visto che se non si interverrà legislativamente per colmare questa lacuna ci sarà uno squilibrio tra i lavoratori “medi”, che dovrà sostenere tre punti percentuali di tasse in più, e altri che pagheranno di meno.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8524"></span></p>
<p style="text-align: justify">Naturalmente Epifani sostiene come lo sciopero generale sia una delle possibili maniere per protestare contro questa situazione.</p>
<p style="text-align: justify">Epifani continua, ricordando come il sindacato della Cgil, abbia redatto un documento, inviato sottoforma di proposta ufficiale al governo, in cui si contempla una riforma del fisco.</p>
<p style="text-align: justify">Le principali caratteristiche di questa proposta riguardano essenzialmente il trasferimento del peso del fisco dai lavoratori dipendenti e dai pensionati alle altre forme che riguardano il reddito, il patrimonio e la rendita.</p>
<p style="text-align: justify">Una proposta dettagliata che aspetta ancora una risposta: Epifani sottolinea come il problema sia molto importante e non bisogna assolutamente perdere tempo, perché il drenaggio fiscale, col passare degli anni, alleggerisce sempre più le tasche dei lavoratori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caro benzina: prevista per marzo l&#8217;entrata in vigore della nuova legge sulla concorrenza</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Borsa e Finanza]]></category>
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		<description><![CDATA[La questione del caro-benzina potrebbe trovare presto una conclusione: è infatti prevista per i primi di marzo una legge che andrà a tutelare in misura maggiore i consumatori.
La legge sulla concorrenza andrà a riformare il sistema dei carburanti per diminuire le tariffe di benzina e gasolio.

Si parla di variazioni ogni settimana dei prezzi alla pompa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Economia%20e%20Lavoro/2008/05/pompa-benzina324x230.jpg?uuid=482b6116-298f-11dd-a9d2-00000e25108c" alt="" width="324" height="252" />La questione del caro-benzina potrebbe trovare presto una conclusione: è infatti prevista per i primi di marzo una legge che andrà a tutelare in misura maggiore i consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge sulla concorrenza andrà a riformare il sistema dei carburanti per diminuire le tariffe di benzina e gasolio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8446"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si parla di variazioni ogni settimana dei prezzi alla pompa ed inoltre sembra che le richieste verso una crescita dei self-service, e quindi la contemporanea razionalizzazione della rete dei distributori, siano state esaudite, o quantomeno prese in seria considerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono tutte le informazioni filtrate dalla riunione al ministero dello sviluppo economico, che vuole spegnere le critiche e le accese discussioni che stanno caratterizzando questi ultimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sotto segretario con delega all’energia, Stefano Saglia, ha voluto parlare della riunione, parlando proprio della legge sulla concorrenza prevista dal governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le associazioni dei consumatori apprezzano gli sforzi fatti in questa direzione da Saglia, aprendo di fatto la porta ad un possibile dibattito, confermando però, come le difficoltà di sicuro non mancheranno, anche se c’è la massima disponibilità nel parlare di questo tema a dir poco “rovente”.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il decreto sull&#8217;equo compenso tra poco entrerà in vigore</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 07:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Norme]]></category>
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		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[equo compenso]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[Il decreto che il Governo ha realizzato e che entrerà in vigore tra poco, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avrà il compito di determinare quanto sarà il compenso degli autori per la copia privata.

Attesa da molti anni, questa riforma riprende una norma del 2003, realizzata da una direttiva dell’Unione Europea e ha valore triennale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Tecnologia%20e%20Business/2010/01/dvd-usb_324-230.jpg?uuid=229caa2c-0426-11df-a6b8-81e559ea24b2" alt="" width="324" height="169" />Il decreto che il Governo ha realizzato e che entrerà in vigore tra poco, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avrà il compito di determinare quanto sarà il compenso degli autori per la copia privata.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8415"></span></p>
<p style="text-align: justify">Attesa da molti anni, questa riforma riprende una norma del 2003, realizzata da una direttiva dell’Unione Europea e ha valore triennale, quindi nel 2012 sarà emanato un altro decreto.</p>
<p style="text-align: justify">Questo provvedimento si riferisce alla legge sul diritto d’autore e, in particolare, va a definire i criteri per la determinazione delle nuove somme degli aumenti dei prezzi che saranno applicati sui vari dispositivi elettronici, sia come memorie di massa, quindi dispositivi atti all’archiviazione, sia come computer e telefonini, visto che hanno anch’essi la possibilità di memorizzare e/o seguire opere audiovisive, protette dalla legge sul diritto d’autore.</p>
<p style="text-align: justify">Questi importi di denaro, denominati “equi compensi”, sono in pratica dei diritti che vengono dati, attraverso la Siae, ad autori ed editori.</p>
<p style="text-align: justify">Gli importi, sottolinea la relazione illustrativa del decreto, sono inferiore alla media europea e anche la Siae, nonostante l’approvazione, ha rimarcato questo aspetto.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Cisl attacca gli ultimi governi italiani sul tema pensioni</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Borsa e Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[bonanni]]></category>
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		<category><![CDATA[Governo Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il segretario della Cisl, Raffaelle Bonanni, esplode a muso duro contro gli ultimi governi d’Italia, attaccandoli tutti, senza distinzione di partito o bandiera, perché hanno “tradito i pensionati, in particolare quelli che percepiscono i redditi minori”.
Secondo Bonanni, le pensioni di base non sono state protette in modo adeguato dalla spirale che ha avvolto tutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/economia/2010/01/06/news/bonanni-pensioni-1856279/images/144030805-a05498ba-0f1f-4809-8c26-e3e1a4476f43.jpg" alt="" width="230" height="181" />Il segretario della Cisl, Raffaelle Bonanni, esplode a muso duro contro gli ultimi governi d’Italia, attaccandoli tutti, senza distinzione di partito o bandiera, perché hanno “tradito i pensionati, in particolare quelli che percepiscono i redditi minori”.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo Bonanni, le pensioni di base non sono state protette in modo adeguato dalla spirale che ha avvolto tutto il sistema.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8212"></span></p>
<p style="text-align: justify">In particolare da quando l’euro è stato introdotto,non si è mai recuperato veramente tutto quanto perso a differenza dei primi anni Novanta, quando le pensioni erano agganciate ai salari.</p>
<p style="text-align: justify">L’attacco continua a tutti i governi, perché nessuno si è preso mai la responsabilità di adeguare le pensioni al caro vita.</p>
<p style="text-align: justify">Bonanni spiega come per le pensioni alte il problema è ancora gestibile, mentre per le pensioni minime, la situazione è arrivata ad un punto di non ritorno, in particolare per chi non ha una famiglia al proprio fianco e vive in città dove il costo della vita si fa sentire.</p>
<p style="text-align: justify">La battaglia della Cisl in questo senso prosegue da tempo e propone almeno una misura governativa che faccia entrare in vigore la legge che sostituì l’aggancio delle pensioni ai salari.</p>
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		<title>Moratoria 2010: ecco le prime indiscrezioni</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 19:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lavoro ed Imprese]]></category>
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		<category><![CDATA[aiuto famiglie]]></category>
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		<category><![CDATA[moratorio 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovrebbe arrivare a gennaio 2010 la nuova moratoria sui mutui, con cui il Governo vuole aiutare le famiglie che stanno rischiando di affogare nel mare dei soliti problemi col mutuo della prima casa.
Il provvedimento farebbe riferimento ai prestiti fino a quota 120 mila euro, e dovrebbe entrare in vigore con le rate di febbraio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/B/banconote_banca_web--400x300.jpg" alt="" width="280" height="237" />Dovrebbe arrivare a gennaio 2010 la nuova moratoria sui mutui, con cui il Governo vuole aiutare le famiglie che stanno rischiando di affogare nel mare dei soliti problemi col mutuo della prima casa.</p>
<p style="text-align: justify">Il provvedimento farebbe riferimento ai prestiti fino a quota 120 mila euro, e dovrebbe entrare in vigore con le rate di febbraio del prossimo anno.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-7729"></span></p>
<p style="text-align: justify">Chi potrà beneficiare di questa moratoria? Essa riguarderà fondamentalmente le famiglie che hanno subito licenziamenti o cassa integrazione, mentre il rinvio delle date dovrebbe fare riferimento a chi ha perso il lavoro, ma ci sono voci che potrebbe scattare lo stesso per decesso o non autosufficienza, sospensione o riduzione dell&#8217;orario di lavoro per minimo 30 giorni: eventi che devono essere accaduti tra il 30 giugno e il 31 dicembre 2009.</p>
<p style="text-align: justify">Nella moratoria fanno parte anche i mutui sottoscritti per la prima casa, ma solo per quelli per cui ci siano stati pagamenti di minimo 90 giorni.</p>
<p style="text-align: justify">Altri requisiti temporali escludono i finanziamenti minori di 5 anni, o con agevolazioni pubbliche e assicurazioni con copertura di rischi.</p>
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		<title>Andrea Ronchi: la Green economy è il futuro del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 06:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Ministero per le Politiche Comunitarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea Ronchi, ministro per le Politiche comunitarie, è intervenuto al convegno “L’Italia e la green economy. Gestione e recupero dei rifiuti come green business”. organizzata dalla Fondazione Farefuturo, fondata e presieduta dal suo ex segretario di partito (An) Gianfranco Fini.
La dichiarazione del ministro del governo di centro-destra ha trattato di questa economia, però facendo alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.smashinggreen.com/wp-content/uploads/green-economy.jpg" alt="" width="300" height="300" />Andrea Ronchi, ministro per le Politiche comunitarie, è intervenuto al convegno “L’Italia e la <a title="Green Economy" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/green-economy/"><strong>green economy</strong></a>. Gestione e recupero dei rifiuti come green business”. organizzata dalla Fondazione Farefuturo, fondata e presieduta dal suo ex segretario di partito (An) Gianfranco Fini.<br />
La dichiarazione del ministro del governo di centro-destra ha trattato di questa economia, però facendo alcuni distinguo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6841"></span>Per esempio ha detto che, suo avviso, “La green economy è un arcipelago di cui non è facilissimo definire i confini. Include la generazione di energia ‘pulita’ basata sulle tecnologie rinnovabili, sostitutiva dei combustibili fossili, e il risparmio energetico che scaturisce dal miglioramento dell’efficienza – e in quest’ambito non poteva non constatare che – il nuovo business verde sta già generando nuovi posti di lavoro (siamo a 3,5 milioni solo in Europa) e tutti gli osservatori ritengono che potrà incidere positivamente sull’economia mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente in questi mesi si rincorrono cifre e previsioni spesso non verificate e non verificabili. Esistono però due dati di fatto inoppugnabili. Innanzitutto – ha sottolineato il ministro – esiste una domanda sempre più imperiosa di beni e servizi ecosostenibili. L’ingente investimento di aziende e istituzioni nella lotta al global warming fa della Green Economy uno dei pochi comparti immuni dalla crisi economica degli ultimi anni”.</p>
<p style="text-align: justify;">“A volte, infatti – ha detto Ronchi che, a suo avviso, – capita di leggere approcci un pò talebani alla questione dell’economia verde. Le domande che bisogna porsi sono semplici: può esistere una green economy senza l’industria? Può esistere una green economy senza innovazione? Può esistere una green economy senza formazione universitaria? Può esistere una green economy senza cultura? La risposta è decisamente no. Qualunque sia il paradigma economico che si vuole adottare l’economia ecologica non ha e non può avere un cuore anti-industrialista nonostante ne riconosca i danni fatti in passato e nel presente.</p>
<p style="text-align: justify;">La Green economy quindi non è la fine dell’industria bensì un cammino di riconversione che conduce alla sostenibilità ambientale e sociale dell’industria. E questo perchè non è l’economia che depaupera le materie prime e consuma energia ma a farlo è sempre e comunque l’uomo. Dunque se la forza dell’industria italiana è il manifatturiero e se si ha come orizzonte la green economy come in passato anche Emma Marcegaglia ha detto, è dall’unione di queste due spinte e di queste due vocazioni – ha concluso il ministro – che dobbiamo ripartire”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.rinnovabili.it" target="_blank">Rinnovabili.it</a></p>
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		<title>Azione legale contro il Cip6 agli inceneritori</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al via un&#8217;azione legale collettiva per riavere i soldi pagati in bolletta per gli incentivi Cip6, finiti anche a inceneritori e raffinerie. Un rimborso cui darebbe diritto la normativa europea che stabilisce espressamente che i rifiuti non organici non possono essere incentivati come le fonti rinnovabili.
 Un’azione legale collettiva per riavere i soldi prelevati dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://qualenergia.it/UserFiles/Images/inceneritore%20court%20Gerry%20Vandermaesen%20via%20flickr.jpg" alt="" width="240" height="160" />Al via un&#8217;azione legale collettiva per riavere i soldi pagati in bolletta per gli incentivi Cip6, finiti anche a inceneritori e raffinerie. Un rimborso cui darebbe diritto la normativa europea che stabilisce espressamente che i <strong>rifiuti non organici</strong> non possono essere incentivati come le <a title="Fonti Rinnovabili" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/fonti-rinnovabili/" target="_blank"><strong>fonti rinnovabili</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6572"></span> Un’azione legale collettiva per riavere i soldi prelevati dalla bolletta per finanziare la produzione di energia da rifiuti non biodegradabili, scarti di raffineria e altre fonti non proprio pulite. Parte da Acerra una nuova puntata della lotta al famigerato <a title="Cip6" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/cip6/"><strong>CIP6</strong></a>, l’incentivo nato per sostenere le rinnovabili, ma di fatto destinato in gran parte a inceneritori e ad alcune tipologie di impianti a fonti fossili.</p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.dirittoalfuturo.it/vertenza.html" target="_blank">L’iniziativa</a> nasce dall’associazione <strong>Diritto al futuro</strong> e dalla rete italiana Rifiuti zero: passando per il tribunale chiederanno di far <strong>restituire agli utenti le somme pagate in bolletta </strong>dal 1991 al 2007 che tramite l’incentivo CIP6 sono <strong>finite “a inceneristi e petrolieri”</strong>. I giudici &#8211; spiegano i promotori dell’azione, dovrebbero riconoscere i rimborsi applicando la normativa prevalente, ovvero quella europea, che con la direttiva 2001/77 dice espressamente che l’energia dai rifiuti non organici non può essere assimilata alle fonti rinnovabili.Quella dell’incentivo <strong>CIP6 alle fonti non rinnovabili</strong> infatti è un’anomalia tutta italiana contro la quale l’Europa si è espressa più volte. Nato nel ‘92 con la delibera 6/92 del Comitato interministeriale prezzi, l’incentivo &#8211; tramite un prelievo di circa <strong>il 7% sull’importo della bolletta </strong>- va a premiare gli impianti che producono energia da fonti “rinnovabili e assimilate”, una definizione che ai sensi della legge comprende assieme alle rinnovabili vere e proprie “la trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici”, leggasi rifiuti solidi urbani e scarti di raffineria, divenuti successivamente, con un decreto del 1999, rinnovabili a tutti gli effetti secondo la legge italiana.</p>
<p>A chiarire che i rifiuti non organici non siano fonti rinnovabili né possano essere trattati come tali è intervenuta appunto, nel 2001, <strong>la direttiva comunitaria 2001/77</strong>, rafforzata poi dal pronunciamento della Commissione del 20 novembre 2003, rivolto direttamente al nostro paese: “Risulta chiaro che le disposizioni specifiche della disciplina comunitaria relative agli aiuti destinati alle fonti energetiche rinnovabili (punti E.1.3 e E.3.3) sono applicabili soltanto alle fonti rinnovabili che rispondono alla definizione dell&#8217;articolo 2 della direttiva 2001/77/CE […]. Le suddette disposizioni non si applicano pertanto agli aiuti per la produzione di energia da rifiuti non biodegradabili.”</p>
<p>Dopo un recepimento della direttiva europea da parte del secondo governo Berlusconi, nel 2003, che faceva continuare l’infrazione, mantenendo gli incentivi CIP6 agli inceneritori, nel 2007 l’allora governo Prodi aveva dato uno stop, stabilendo, nella finanziaria, che il premio per inceneritori e raffinerie dovesse andare solo agli impianti realizzati e operativi al momento di entrata in vigore della legge.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il CIP6 alle &#8220;finte rinnovabili&#8221; è stato infine <strong>resuscitato</strong> dall’ultimo governo Berlusconi nel 2008, <strong>grazie all’emergenza rifiuti in Campania</strong> (vedi Qualenergia.it <a href="http://qualenergia.it/view.php?id=798&amp;contenuto=Articolo" target="_blank">“Il ritorno del CIP6&#8243;</a>). Non solo le Regioni dell’emergenza ora possono costruire nuovi inceneritori incentivati, ma il regime agevolato verrà riconosciuto a tutti gli impianti in costruzione o entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2009. Oltre al Cip6, la legge 210/2008, che converte il decreto sull’emergenza rifiuti, riconosce a tutti i termovalorizzatori d’Italia anche l’accesso al meccanismo dei certificati verdi per il 51% dell’elettricità prodotta, senza distinzione tra gli impianti che bruciano solamente la frazione secca e quelli che invece usano il rifiuto “talquale” compresa, cioè, la frazione organica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, però, Diritto al futuro e la rete Rifiuti Zero chiedono che quei soldi presi dalle bollette degli italiani negli anni vengano restituiti e che venga riconosciuto per il futuro il diritto a non pagare tale componente. L’incentivo secondo le associazioni non solo sottrarrebbe risorse alle rinnovabili vere, ma indirizzerebbe a <strong>una gestione sbagliata del problema rifiuti</strong>, con grandi ricadute negative dal punto di vista ambientale e sanitario. “I contributi finanziari rendono conveniente bruciare plastiche, carta e legno, mentre sarebbe più redditizio, sia dal punto di vista energetico che da quello economico, riciclarli o riutilizzarli”, spiegano spiegano da Diritto al futuro, “sono infatti proprio gli incentivi &#8211; a convincere i tecnici provinciali e comunali o i tecnici delle aziende di gestione a modulare il livello di raccolta differenziata a valori spesso molto bassi. In poche parole, i disservizi sui rifiuti ci vengono fatti pagare due volte: con la bolletta dei rifiuti e con quella dell’elettricità, per continuare ad utilizzare antieconomici impianti di combustione.”</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.qualenergia.it" target="_blank">Qualenergia.it</a></p>
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		<title>Stop del governo al bonus 55%. I primi commenti</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 07:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In passato era il 55%. Ora il destino del bonus fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica nell’edilizia sembra essere a rischio, dal momento che la Finanziaria 2010 non porta traccia della necessaria proroga. Un pensionamento del tutto in anticipo con le decisioni che avevano confermato lo sgravio fino alla fine del prossimo anno.
In un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.ginobucchino.it/soldi.jpg" alt="" width="271" height="271" />In passato era il 55%. Ora il destino del <a title="Bonus fiscale" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/bonus-fiscale/" target="_blank"><strong>bonus fiscale</strong></a> per gli interventi di riqualificazione energetica nell’edilizia sembra essere a rischio, dal momento che la Finanziaria 2010 non porta traccia della necessaria proroga. Un pensionamento del tutto in anticipo con le decisioni che avevano confermato lo sgravio fino alla fine del prossimo anno.<br />
In un momento di crisi economica la scelta di ridurre e poi eliminare gli incentivi è parsa a molti una scelta non lungimirante,.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6653"></span> “Tremonti ci ripensi – ha dichiarato Legambiente -, riconosca l’errore e individui i fondi in Finanziaria. Il rischio, altrimenti, è che nessun intervento verrà realizzato per l’incertezza sugli incentivi e perché l’indicazione che arriva è quella di una scarsa attenzione al tema da parte Governo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla decisione del governo di non riassegnare la copertura necessaria a sostenere l’applicazione della norma nell’anno a venire si era espresso primo fra tutti, Ermete Realacci, responsabile ambiente del Partito Democratico: “Con un colpo di spugna nella Finanziaria, ancora una volta, è stato azzerato lo sgravio fiscale del 55% per l’efficienza energetica in edilizia”.</p>
<p style="text-align: justify;">‘‘Il bonus del 55% è stata una misura che ha ottenuto degli effetti ingenti e importanti – ha specificato Realacci – Lo hanno utilizzato centinaia di migliaia di famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro che ha favorito l’emersione del sommerso e l’attivazione di una nuova economia. E’ un colpo anche per il sistema delle piccole e medie imprese, che attraverso l’edilizia legata di qualità si qualificano in un mercato avanzato e in linea con gli altri Paesi europei”.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie agli impianti costruiti con gli incentivi dello Stato è stata risparmiata una notevole quantità di energia, livello che era destinato ad aumentare nel tempo ma che potrebbe subire una significativa battuta d’arresto. Il pericolo qualora gli incentivi venissero eliminati potrebbe esserci un nuovo aumento delle emissioni dannose e un arresto del mercato energetico.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.rinnovabili.it" target="_blank">Rinnovabili.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kyoto e l&#8217;effetto serra: un&#8217;eco-bolletta da 840 milioni</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 09:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinquecentocinquanta milioni di euro, solo per il 2009, che potrebbero diventare 840 entro il 2012. È il conto, salato, che l&#8217;Italia rischia di pagare se vuole rispettare il tetto imposto alle emissioni di CO2 (anidride carbonica), gas ritenuto responsabile dell&#8217;effetto serra e del riscaldamento globale.
Un costo per il paese, in difficoltà sui target, frutto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Arch_Varie/Ambiente/fumo-inquinamento1-324.jpg?uuid=69e8077e-6af1-11de-aff7-ab2bbde5471b" alt="" width="300" height="213" />Cinquecentocinquanta milioni di euro, solo per il 2009, che potrebbero diventare 840 entro il 2012. È il conto, salato, che l&#8217;Italia rischia di pagare se vuole rispettare il tetto imposto alle emissioni di CO2 (anidride carbonica), gas ritenuto responsabile dell&#8217;effetto serra e del riscaldamento globale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5820"></span>Un costo per il paese, in difficoltà sui target, frutto di una negoziazione condotta un anno e mezzo fa a Bruxelles (era ministro dell&#8217;Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio). Rispetto ai limiti imposti dall&#8217;Europa infatti (l&#8217;Italia tra il 2009 e il 2012 può liberare nell&#8217;aria 201 milioni di tonnellate di CO2), avremo emissioni in eccesso per 56 milioni di tonnellate. Ciò rappresenta un costo: per produrre corrente elettrica, carta, cemento, acciaio e altre materie prime essenziali, il paese dovrà acquistare sui mercati internazionali dell&#8217;anidride carbonica diritti di emissioni che costano in media sui 12-15 euro la tonnellata. La stima di spesa per il sistema Italia per rientrare nei parametri è così nell&#8217;ordine degli 840 milioni. I tempi sono stretti. Nel solo 2009 si stimano 37 milioni di tonnellate di anidride carbonica di troppo, pari appunto a un costo di 550 milioni. Le conseguenze possono essere pesanti: già in autunno la nuovissima centrale a carbone che l&#8217;Enel ha finito da poco a Civitavecchia potrebbe rischiare lo stop. Stesso scenario per un&#8217;altra ottantina di impianti di ogni genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema riguarda infatti soprattutto le nuove <img id="U2409338536552c" style="float: right; margin-left: 5pt; margin-top: 5pt; margin-bottom: 5pt;" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Economia%20e%20Lavoro/2009/08/kyoto-deficit-quote.gif" alt="" hspace="5" vspace="5" align="right" />installazioni. Ovviamente, tutto ciò non avrebbe alcun beneficio ambientale e si limiterebbe in un trasferimento semplice e diretto di denaro dai cittadini italiani verso chi ha diritti di emissione. Per esempio, verso le imprese tedesche e francesi (meno efficienti di quelle italiane sul fronte delle emissioni) i cui governi hanno negoziato a Bruxelles limiti assai più agevoli, anzi, così agevoli e comodi che gli impianti esteri possono emettere anidride carbonica a tonnellate senza nemmeno avvicinarsi ai tetti europei. L&#8217;allarme viene da una relazione del Comitato di gestione del Protocollo di Kyoto, autorità che ogni paese europeo deve darsi per seguire gli aspetti operativi e tecnici per ridurre la CO2 liberata in aria dalle ciminiere. In Italia il Comitato di gestione è formato dai ministeri dell&#8217;Ambiente e dello Sviluppo economico, ed è presieduto da Corrado Clini, direttore generale al ministero dell&#8217;Ambiente. Nei giorni scorsi il Comitato ha mandato uno studio ai ministri Giulio Tremonti (Economia), Stefania Prestigiacomo (Ambiente), Claudio Scajola (Sviluppo economico), Franco Frattini (Esteri) e Andrea Ronchi (Politiche comunitarie). La relazione dice che il piano nazionale delle emissioni per il periodo 2008-2012 «ha attribuito agli impianti esistenti 184,7 milioni di tonnellate di CO2 l&#8217;anno, mentre 16,93 milioni di tonnellate l&#8217;anno sono state destinate alla riserva nuovi entranti ovvero agli impianti che al momento della notifica del piano nazionale alla Commissione europea non avevano ancora ottenuto l&#8217;autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra o non erano ancora entrati in esercizio. La rilevante differenza tra il fabbisogno stimato e l&#8217;assegnazione delle quote con il piano nazionale, come previsto ha determinato e sta determinando una situazione di particolare criticità, soprattutto per quanto riguarda la riserva nuovi entranti».</p>
<p style="text-align: justify;">Per il ministro dei rapporti con l&#8217;Europa Andrea Ronchi «i nuovi dati dimostrano che il governo italiano ha fatto una battaglia giusta, anche se solitaria nella fase iniziale, per correggere errori e velleità del passato che finiscono solo per avere una ricaduta su imprese e consumatori». Un fatto – insiste il ministro – «che è ancora più grave proprio perché nel frattempo si è aggravata la crisi dell&#8217;economia mondiale: l&#8217;ambiente è un tema strategico e rappresenta una risorsa ma va affrontato con ragionevolezza e senza demagogia». Tutto nasce dall&#8217;aver voluto fare i “primi della classe”. Il 28 febbraio 2008 l&#8217;Italia aveva proposto a Bruxelles un “tetto” massimo annuale di quote inferiore di almeno il 15% rispetto al fabbisogno necessario: 201,63 milioni di tonnellate, contro una stima di almeno 230 milioni data dai ministeri dell&#8217;Ambiente e dello Sviluppo Economico. Proposta piaciuta a Bruxelles e a tutti gli altri paesi europei, pronti a vendere a caro prezzo alle imprese italiane i diritti di emissione che loro avevano in eccesso. Il governo di allora si chiese: e se ci fossero problemi? L&#8217;unica risposta per proteggere la competitività delle imprese italiane fu l&#8217;impegno del governo – in caso di deficit di quote – a comprare con soldi pubblici i diritti e a donarli a tutti i nuovi impianti industriali che sarebbero entrati in servizio a partire dal 2008. In altre parole, è stato scaricato sul pubblico il costo di una distorsione ideologica a danno dell&#8217;economia italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Comitato di gestione di Kyoto, come soluzione potrebbe essere valutato il ricorso a un soggetto terzo (come la Cassa depositi e prestiti) per anticipare i soldi necessari a comprare i diritti di emissione, con un successivo rimborso da parte del sistema pubblico. «Avevo ripetutamente e invano segnalato al ministro dell&#8217;Ambiente di allora – ricorda Clini – che, considerati gli elevati livelli di efficienza energetica delle imprese italiane, un tetto inferiore al fabbisogno avrebbe comportato costi aggiuntivi ed effetti distorsivi per l&#8217;economia italiana. Ma il ministro era convinto che in questo modo le imprese italiane sarebbero state costrette a investimenti in nuove e più efficienti tecnologie».</p>
<p style="text-align: justify;">Valutazione sbagliata, perché le imprese italiane sono già oggi tra le più efficienti al mondo dal punto di vista del CO2: l&#8217;unico modo per ottenere quei risultati è partire da impianti vecchi e centrali-caffettiera come se ne vedono all&#8217;estero. E se si facesse finta di niente? Sperando che nessuno si accorga dello sforamento? Oltre al rischio che qualche magistrato presto metta i sigilli agli impianti, c&#8217;è la certezza della multa europea. Salatissima. Cento euro per ogni tonnellata di anidride carbonica liberata in più nell&#8217;aria. Totale: 5,6 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.com" target="_blank">Ilsole24ore.com</a></p>
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		<title>Veicoli elettrici, la Germania, l&#8217;Italia e la rana di Fedro</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 12:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Germania, la nazione delle grandi macchine, è in ritardo, quando si tratta di considerare e progettare le automobili verdi di domani. Nel tentativo di soddisfare gli obiettivi di protezione del clima e di ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio, il governo tedesco vuole avere 1 milione di automobili elettriche che percorrano le autostrade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364643198557019570" class="alignleft" style="border: 0pt none;" src="http://2.bp.blogspot.com/_5O29IsFo25w/SnMKkOS03bI/AAAAAAAACzQ/5EyvSDd5fUA/s320/germania01.jpg" border="0" alt="" width="300" height="180" />La Germania, la nazione delle grandi macchine, è in ritardo, quando si tratta di considerare e progettare le automobili verdi di domani. Nel tentativo di soddisfare gli obiettivi di protezione del clima e di ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio, il governo tedesco vuole avere 1 milione di <a title="Auto Elettrica" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/auto-elettrica/"><strong>automobili elettriche</strong></a> che percorrano le autostrade del paese entro il 2020.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5729"></span>Finora, tuttavia, la potente industria automobilistica tedesca &#8211; con i propri marchi come Daimler (i proprietari della Mercedes-Benz), BMW, Porsche e Volkswagen &#8211; è stata lenta nella progettazione di un veicolo alimentato a batteria per la produzione in serie.</p>
<p style="text-align: justify;">Daimler e BMW stanno per iniziare le prove testando auto elettriche in diverse città tedesche, ma i 200 veicoli da mettere sulle strade sono ridisegnati Smart e Mini Cooper modelli con enormi pacchi batterie nei loro bagagliai &#8211; evidentemente non è la soluzione ideale per i veicoli elettrici futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Daimler, un gigante leader nel mondo delle auto, sta per lanciare l&#8217;industria tedesca nella tecnologia del veicolo ibrido, quasi un decennio dopo la Toyota , leader del mercato, ha introdotto la Prius. Martin Winterkorn a capo della Volkswagen ha dichiarato all&#8217;inizio di questo mese che la sua compagnia avrebbe offerto il suo primo veicolo tutto elettrico nel 2013. I Grandi piani che non è detto che necessariamente diventino realtà come quelli della Mercedes-Benz, per esempio, che nel 2002, annunciò che avrebbe avuto la sua prima auto a celle a combustibile a idrogeno pronti a funzionare entro il 2004. L&#8217;azienda ha da tempo abbandonato tale piano. (tratto da  upi.com)</p>
<p style="text-align: justify;">Ok. In Germania almeno se ne parla&#8230; il governo vuole 1 milione di auto entro il 2020&#8230;l&#8217;industria progetta veicoli lettrici &#8230; l&#8217;industria abbandona progetti a idrogeno (saggiamente) ecc.. In Germania. E in Italia? Il governo tace, l&#8217;industria si gonfia di metano e come la rana di Fedro a forza di gonfiarsi arriverà il momento in cui&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://mondoelettrico.blogspot.com" target="_blank">Mondoelettrico.blogspot.com</a></p>
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		<title>Decreto anticrisi e ubicazione delle centrali nucleari, il ministro Prestigiacomo si arrabbia</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 10:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’articolo 4 del decreto anticrisi, che assegna al Governo il potere di decidere da solo dove costruire impianti per l’energia, comprese le centrali nucleari, ha fatto arrabbiare perfino Stefania Prestigiacomo, il ministro dell’Ambiente che mette l’economia prima dell’ambiente. Ed è tutto dire.
Il ministro ha affidato il suo sdegno ad un comunicato stampa ufficiale. Dice che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-41028" title="stefania prestigiacomo" src="http://blogeko.libero.it/wp-content/uploads/2009/07/napolitano_gelmini_prestigiacomo.jpg" alt="stefania prestigiacomo" width="142" height="200" />L’articolo 4 del <strong>decreto anticrisi</strong>, che assegna al Governo il potere di decidere da solo dove costruire impianti per l’energia, comprese le <a title="Centrali Nucleari" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/centrali-nucleari/" target="_blank"><strong>centrali nucleari</strong></a>, ha fatto arrabbiare perfino <a href="http://blogeko.libero.it/2008/il-ministro-dell-ambiente-mette-l-econom/" target="_blank">Stefania Prestigiacomo, il ministro dell’Ambiente che mette l’economia prima dell’ambiente</a>. Ed è tutto dire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro ha affidato il suo sdegno ad un comunicato stampa ufficiale. Dice che <strong>viene impedita la tutela dell’ambiente e della salute</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5423"></span>Ora vi spiego. Non prima però di aver invitato il ministro ad <strong>andare fino in fondo</strong>. Pare che il Governo voglia porre la fiducia, ovvero: dell’ira di Stefania Prestigiacomo se ne frega.</p>
<p style="text-align: justify;">In situazioni come questa non si inghiotte il rospo: minimo minimo <strong>si esce sbattendo la porta</strong>. Che nel caso di un ministro significa dimissioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disegno di legge anticrisi ha superato ieri l’esame delle commissioni Finanze e Bilancio della Canera. Il Pd ha abandonato i lavori per protesta. <strong>Il Governo pare intenzionato a porre il voto di fiducia in aula</strong>. Ovvero: non c’è spazio per modifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel provvedimento c’è veramente <strong>di tutto un po’</strong>: scudo fiscale (ma non avevano giurato che mai più avrebbero fatto condoni?), nuove norme per le pensioni, detrazioni fiscali per le imprese, regolarizzazione di colf e badanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un gran minestrone, insomma. Il ministro Prestigiacomo si è arrabbiata per<strong> l’articolo 4</strong>, intitolato “Interventi urgenti per le reti dell’energia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice testualmente, e scusate il burocratese: “La disposizione prevede che il Consiglio dei ministri, d’intesa con le regioni e le province autonome interessate, individui <strong>gli interventi relativi alle reti di energia</strong>, da realizzare con capitale prevalentemente privato, per i quali, in riferimento allo sviluppo socio-economico del territorio, sussistano particolari ragioni di urgenza, che devono essere <strong>effettuati con mezzi e poteri straordinari</strong> prevedendo a tal fine la nomina di appositi Commissari”.</p>
<p style="text-align: justify;">Traduzione. <strong>Nè gli enti locali nè il ministero per l’Ambiente</strong> potranno più mettere il naso in faccende che riguardano la costruzione di centrali per la produzione di energia &#8211; comprese le centrali nucleari: non sono citate, ma è implicito &#8211; e le reti di distribuzione dell’energia stessa. <strong>Decideranno il Governo e i commissari straordinari</strong>. Notare il fatto che la legge <strong>fa esplicito riferimento all’intervento di privati</strong>. Vorranno guadagnarci, com’è giusto. Fare il loro interesse: che non coincide affatto con quello dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo non disturba il ministro. E’  il resto che la fa arrabbiare. Ha pubblicato un <strong>durissimo comunicato</strong> sul sito del ministero dell’Ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice che <strong>esautorare enti locali e ministero dell’Ambiente</strong> in materia di centrali e reti energetiche è un fatto “di inaudita gravità, inaccettabile per chi, in questa legislatura, ha sbloccato nel rispetto della normativa ambientale, in pochi mesi, centinaia di pratiche Via che paralizzavano la realizzazione di importanti opere per lo sviluppo del paese”.</p>
<p style="text-align: justify;">Traduzione: <strong>non ho mai messo i bastoni fra le ruote</strong>. E non vi basta ancora?</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora nel comunicato il ministro Prestigiacomo chiede “modifiche sostanziali a questo articolo” e denuncia “il metodo attraverso il quale Ministeri non competenti in questa materia sono diventati, in nome della semplificazione, portabandiera di una <strong>norma deleteria per l’ambiente, per la salute dei cittadini</strong>, e persino per la stessa semplificazione perché fonte certa di contenzioso amministrativo e comunitario e quindi di blocchi delle procedure”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa norma – rileva inoltre il Ministro Stefania Prestigiacomo &#8211; potrebbe perfino <strong>applicarsi alle centrali nucleari</strong>. Francamente, con il lavoro puntuale e trasparente svolto finora proprio in materia di autorizzazioni ambientali per gli impianti energetici, mi chiedo: una norma simile a chi giova?”</p>
<p style="text-align: justify;">Ok, ha rilevato. Ha rilevato che <strong>le hanno dato il benservito</strong> e che potrà semmai occuparsi della tutela della foca monaca (sempre che non ritengano opportuno mettere una centrale nucleare o un elettrodotto dove vive la foca), ma non di problemi relativi all’energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedo due sole possibilità. Visto che il decreto pare blindato,<strong> o il ministro sbatte la porta e se ne va oppure ingoia graziosamente il rospo</strong> dopo aver detto che fa schifo. Ingoiare un rospo schifoso: ministro, mi auguro che vorrà evitare…</p>
<p style="text-align: justify;">Dal sito della Camera <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0026330" target="_blank">il testo completo del decreto anticrisi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.minambiente.it/index.php?id_doc=1328&amp;id_oggetto=2&amp;sid=18dcdb927fff730c0d735f23a561fa17" target="_blank">Il comunicato del ministro per l’Ambiente Prestigiacomo contro il decreto anticrisi</a></p>
<p style="text-align: justify;">Su Il Velino <a href="http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=907664" target="_blank">il decreto anticrisi verso il voto di fiducia</a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Blogeko.libero.it</p>
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		<title>Ddl sviluppo: le biomasse avranno maggiore sostegno</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 04:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ddl sullo sviluppo recentemente approvato, oltre ad aver delegato al Governo le decisioni sulla politica del nucleare, ha previsto anche misure a sostegno dello sviluppo delle biomasse. Il provvedimanto ha confermato, in materia di biogas e biomasse, la tariffa di 28 centesimi di euro per kWh immesso nella rete, ma solo nel caso in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.energiazero.it/images/generali/biomassa_legna.jpg" alt="" width="280" height="280" />Il Ddl sullo sviluppo recentemente approvato, oltre ad aver delegato al Governo le decisioni sulla politica del nucleare, ha previsto anche misure a sostegno dello sviluppo delle <a title="Biomasse" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/biomasse/"><strong>biomasse</strong></a>. Il provvedimanto ha confermato, in materia di <a title="Biogas" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/biogas/"><strong>biogas</strong></a> e biomasse, la tariffa di 28 centesimi di euro per kWh immesso nella rete, ma solo nel caso in cui la potenza non superi 1MW. Per quanto riguarda la produzione sono stati inclusi gli impianti a oli vegetali puri, ottenuti da colture europee.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5153"></span>Contestualmente agli impianti alimentati con altri biocombustibili liquidi (<a title="Biodiesel" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/biodiesel/"><strong>biodiesel</strong></a> e bioetanolo) e con oli provenienti da paesi che non fanno parte dell’UE (ad esempio, olio di palma), come pure per i gas di discarica e i gas che derivano da processi di depurazione, la tariffa calcolata equivale a 18 centesimi per kWh.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualora gli impianti alimentati a rifiuti biodegradabili o a biomasse abbiano una potenza superiore a 1MW sarà riconosciuto un coefficiente di moltiplicazione superiore rispetto al passato: si passa da 1,1 a 1,3.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coefficiente aumenterà anche per gli impianti alimentati a biomasse o a biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, con una produzione superiore a 1 MW: si passerà ad un coefficiente pari a 1,8.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Rinnovabili.it</p>
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		<title>Il Governo punta sul nucleare, tecnologia nelle sabbie mobili</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 04:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La posizione del Kyoto Club nelle dichiarazioni del direttore scientifico, Gianni Silvestrini, dopo l’approvazione al Senato del disegno di legge che concede la delega al Governo per la localizzazioni dei siti per nuove centrali nucleari. Insormontabili problemi per l’insediamento degli impianti e sugli aspetti economici.
Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="testo_contenuto_news"><img class="alignleft" src="http://qualenergia.it/UserFiles/Images/391.jpg" alt="" width="240" height="199" />La posizione del Kyoto Club nelle dichiarazioni del direttore scientifico, Gianni Silvestrini, dopo l’approvazione al Senato del disegno di legge che concede la delega al Governo per la localizzazioni dei siti per nuove <a title="Centrali Nucleari" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/centrali-nucleari/"><strong>centrali nucleari</strong></a>. Insormontabili problemi per l’insediamento degli impianti e sugli aspetti economici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5107"></span>Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge che contiene disposizioni per lo sviluppo e l&#8217;internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia. Tra le norme approvate c’è quella per il ritorno al nucleare, con la delega al governo per la localizzazione dei siti per le nuove centrali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e di QualEnergia</strong> ha evidenziato alcuni aspetti contraddittori che emergono dal disegno di legge appena approvato. Innanzitutto, secondo Silvestrini, “nel giugno 2008 il documento sulla ‘manovra economica triennale’ prevedeva che il Governo entro il 30 giugno 2009 definisse un ‘“piano energetico nazionale’ che indicasse «le priorità per il breve e il lungo periodo» nel settore dell’energia e che inoltre delegasse il Governo a emanare entro il 31 dicembre 2008 «uno o più decreti legislativi recanti i criteri per la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione elettrica nucleare». Del <strong>Piano energetico nazionale</strong> non c’è traccia e per i decreti attuativi siamo già in ritardo di un anno. E’ solo il primo di una serie di ritardi che faranno affondare il nucleare nelle sabbie mobili”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Oggi preoccupa la possibile <strong>reazione negativa delle popolazioni e degli enti locali</strong>”, ha detto Silvestrini. “Come risposta si può prevedere quindi l’esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti, tanto che l’esecutivo si propone di dichiarare i siti scelti quali aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e di protezione”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Curiosa poi la<strong> valutazione dei costi</strong> – continua il direttore scientifico di Kyoto Club &#8211; Da un lato un comma del disegno di legge garantisce priorità di accesso alla rete per l’elettricità nucleare, come avviene con le fonti rinnovabili. Insomma, alla faccia della liberalizzazione dei mercati. E poi questo è un segno evidente di insicurezza sui reali costi di generazione del nucleare”. “Dall’altro, si prevede il lancio di una <strong>campagna di informazione sull’<a title="Energia Nucleare" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/energia-nucleare/">energia nucleare</a></strong>, con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Silvestrini però questa è un’operazione che appare sempre più difficile, considerando le brutte notizie che giornalmente si susseguono. Il MIT ha appena pubblicato un rapporto, “<strong>Update of the MIT 2003 Future of Nuclear Power Study</strong>”, che ha aggiornato le sue valutazioni del 2003 sulle prospettive di un rilancio del nucleare. Secondo la prestigiosa università, in soli sei anni le stime sui costi di costruzione degli impianti “overnight” (che non includono cioè gli oneri finanziari, particolarmente pesanti per questa tecnologia) sono raddoppiati passando da <strong>2.000 $/kW</strong> a <strong>4.000 $/kW</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sugli <strong>aspetti economici e finanziari del nucleare</strong> Gianni Silvestrini ricorda inoltre che: “la legge prevede tutta una serie di paracaduti per le imprese che volessero lanciarsi nell’avventura. Si prevedono, così, strumenti di copertura finanziaria e assicurativa contro il rischio di prolungamento dei tempi di costruzione per motivi indipendenti dal titolare dell’autorizzazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Insomma – conclude Silvestrini &#8211; il disegno di legge mette le mani avanti rispetto ai problemi di insediamento e agli aspetti economici, due nodi decisivi per la riuscita o il fallimento del nucleare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunicato Kyoto Club</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Qualenergia.it</p>
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