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	<title>Risparmio Soldi &#187; Fiat</title>
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		<title>Fiat: niente Mirafiori per la nuova LO, che verrà prodotta in Serbia</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 07:00:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; già pronto un investimento pari ad un miliardo di euro per la Serbia. Per il finanziamento ci penserà la Bei con 400 milioni di euro, il governo di Belgrado con 250 e, per i restanti 350, sarà il Lingotto ad assumersi la responsabilità di provvedere. I lavori inizieranno praticamente da subito e la produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/07/22/072904780-5ce6d1a1-d854-4c4b-8b2f-9d071f82776d.jpg" alt="" width="265" height="256" />E&#8217; già pronto un investimento pari ad un miliardo di euro per la Serbia. Per il finanziamento ci penserà la Bei con 400 milioni di euro, il governo di Belgrado con 250 e, per i restanti 350, sarà il Lingotto ad assumersi la responsabilità di provvedere. I lavori inizieranno praticamente da subito e la produzione riguarderà la LO, un monovolume che dovrà essere distinto in due versioni, con la realizzazione di circa 190 unità ogni anno, che prenderà il posto della Multipla, della Musa e di tutti i progetti che si stanno preparando a Mirafiori.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11291"></span></p>
<p style="text-align: justify">Senza il problema di Pomigliano d&#8217;Arco, la LO sarebbe stata prodotta interamente in Italia, afferma Sergio Marchionne, che ribadisce come invece nello stabilimento di Mirafiori si farà altro, ma non c&#8217;è ancora un&#8217;idea precisa.<br />
La fabbrica che avrà il compito di dare il via alla produzione del nuovo modello in casa Fiat sarà quella serba di Kragujevac.<br />
Marchionne sottolinea ancora una volta come, nel caso il cui sindacato fosse stato più serio, ammettendo l&#8217;importanza rivestita dal progetto e degli obiettivi che ne fanno da contorno, la LO sarebbe stata prodotta nello stabilimento di Mirafiori.</p>
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		<title>Fiom: pronti a discutere se la Fiat riapre il tavolo delle trattative</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 07:00:56 +0000</pubDate>
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Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, conferma ancora una volta, come se ce ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/fiat-10/fiat-chigi/stor_17502454_20330.jpg" alt="" width="230" height="349" />Un&#8217;apertura, quella della Fiat sulla questione dello stabilimento di Pomigliano, che desta molti commenti positivi all&#8217;interno della “fazione” contrastante, ovvero il sindacato della Fiom, la principale causa per cui l&#8217;investimento e l&#8217;accordo generale, fino a questo momento, non è stato ancora trovato.<br />
Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, conferma ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, le posizioni della Fiom, anche se applaude all&#8217;apertura di uno spiraglio di trattative da parte del Lingotto.<br />
Landini sottolinea come ci sia la forte necessità di fare una vera trattativa, che non contempli né deroghe né lesione di diritti e, ribadendo, inoltre, come se la Fiat voglia stipulare un accordo con tutte le forze sociali presenti in “campo”, debba assolutamente riaprire la trattativa.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11068"></span></p>
<p style="text-align: justify">Landini assicura che la Fiom è pronta a trattare nel caso in cui dal Lingotto arrivino segnali positivi circa la rimozione dei punti che derogano al contratto nazionale e che si pongono in contrasto con la legge e la Costituzione.<br />
Dal Lingotto per il momento non arrivano risposte, dato che Marchionne, nell&#8217;intervista del Wall Street Journal, si limita a lodare l&#8217;efficacia del sindacato americano, parlando poi di industria automobilistica e di ripresa mondiale.</p>
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		<title>Fiat: adesso si attende l&#8217;intervento del governo</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 07:00:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;esito, sicuramente non soddisfacente per il Lingotto, tutti si domandano se la Fiat vorrà continuare nella strada degli investimenti di 700 milioni di euro, previsti per la riorganizzazione dello stabilimento di Pomigliano. La risposta ancora non c&#8217;è: ieri in casa Fiat non si è mosso un dito per via della festività di San Giovanni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/06/25/092621539-5075fcb5-6c8b-4fed-89ae-f3df12605fb8.jpg" alt="" width="236" height="258" />Dopo l&#8217;esito, sicuramente non soddisfacente per il Lingotto, tutti si domandano se la Fiat vorrà continuare nella strada degli investimenti di 700 milioni di euro, previsti per la riorganizzazione dello stabilimento di Pomigliano. La risposta ancora non c&#8217;è: ieri in casa Fiat non si è mosso un dito per via della festività di San Giovanni, patrono di Torino, ma i tempi si potrebbero allungare fino al momento in cui non si riaprisse un dialogo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-10954"></span>Attualmente, però, le premesse per iniziare un confronto non ci sono, in quanto sono ancora “oscure” le parti che potrebbero essere chiamati in causa. Una situazione di “calma piatta”, che richiederebbe un intervento del governo, da una parte, e dalle confederazioni sindacali, dall&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento Marchionne si trova in America e si sta occupando dell&#8217;affare Chrysler, sicuramente meno complicato della situazione di Pomigliano e più incline alle sue competenze. Ad ogni modo, la sensazione attuale è quella di una Fiat che non vuole fare passi indietro rispetto alla posizione assunta nel comunicato di mercoledì.</p>
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		<title>Referendum Fiat: sì al 63%, non c&#8217;è il plebiscito</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 07:00:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;affluenza ottimale al 95%, ma il risultato non è quello che la Fiat si sarebbe aspettata: il consenso è arrivato da parte del 63% dei lavoratori, che lascia aperti tutti i pericoli e rischi della situazione.
Lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco adesso è davvero in pericolo: nella fabbrica campana, è alta la consapevolezza che quel 36% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/06/23/070132922-2ce526bd-ce47-4cdb-9e2b-1f8d5f5cc72d.jpg" alt="" width="253" height="205" />Un&#8217;affluenza ottimale al 95%, ma il risultato non è quello che la Fiat si sarebbe aspettata: il consenso è arrivato da parte del 63% dei lavoratori, che lascia aperti tutti i pericoli e rischi della situazione.<br />
Lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco adesso è davvero in pericolo: nella fabbrica campana, è alta la consapevolezza che quel 36% di no è di un peso specifico molto elevato.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10919"></span></p>
<p style="text-align: justify"><!--more--><br />
Adesso la palla si sposta nelle mani del Lingotto e arriva da più parti la preoccupazione che il non raggiungimento del plebiscito possa incidere sugli investimenti e che la stessa Fiat possa, in base a questi dati, non rinnovare la volontà di portare soldi e lavoro in Campania.<br />
In realtà, poco dopo gli scrutini, si prevedeva una più netta affermazione dei sì, almeno al 76%, tanto che il ministro Sacconi aveva già invitato l&#8217;azienda a realizzare il promesso investimento.<br />
Ovviamente, la situazione più delicata si ha a livello sindacale: se da una parte Fim e Uilm sono felici per la percentuale ottenuta e auspicano una rapida conclusione dell&#8217;accordo, la Fiom invece ribadisce ancora una volta il suo no, anche se apre a delle possibili trattative.</p>
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		<title>Pomigliano d&#8217;Arco: Marchionne attacca sindacati e lavoratori</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 07:00:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non si accenna a raffreddare la tensione sulla questione dello stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco.
Era scuro in volto, ieri, Sergio Marchionne, quando è tornato a parlare della vicenda: secondo quanto affermato, l&#8217;accordo doveva essere molto semplice, cosa che invece non è stata e attacca duramente sia i sindacati che i lavoratori.

 Il confronto è quello con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/06/18/130551117-0268a6e3-1354-48db-871c-98bf9fdc1b67.jpg" alt="" width="230" height="169" />Non si accenna a raffreddare la tensione sulla questione dello stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco.<br />
Era scuro in volto, ieri, Sergio Marchionne, quando è tornato a parlare della vicenda: secondo quanto affermato, l&#8217;accordo doveva essere molto semplice, cosa che invece non è stata e attacca duramente sia i sindacati che i lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify">
<span id="more-10874"></span> Il confronto è quello con gli operai polacchi: lunedì scorso i lavoratori dello stabilimento di Termini  Imerese ha scioperato solo perché c&#8217;era la partita di calcio della Nazionale italiana.<br />
Allo stesso modo si è verificato sia a Pomigliano che negli altri stabilimenti: Marchionne alza i toni e ribadisce come o i lavoratori ritornano sui canoni della professionalità e dell&#8217;impegno, oppure la Fiat non realizzerà investimenti.<br />
Marchionne sposta l&#8217;attenzione anche sul confronto tra gli stabilimenti polacchi e quelli italiani: in Polonia il livello di qualità con cui viene lavorata la Panda è altamente superiore rispetto al nostro paese, quindi bisogna stare attenti a criticare gli altri.<br />
Marchionne parla anche del referendum del prossimo 22 giugno, in cui l&#8217;ad della Fiat attende un risultato positivo, che raggiunga una percentuale tale da consentire di poter utilizzare lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pomigliano: Confindustria contro la Fiom</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 07:00:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sulla questione di Pomigliano d&#8217;Arco, anche Emma Marcegaglia, commenta negativamente la posizione assunta dal sindacato della Fiom, che si oppone in tutte le maniere all&#8217;accordo con la Fiat.
La presidente di Confindustria si stupisce come, di fronte ad un&#8217;azienda che decide di investire nel nostro paese, evitando l&#8217;esternalizzazione della produzione.

 Insomma, un investimento da 700 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/06/16/110405567-531d8df3-5dc1-4f94-8e73-7a133c0652aa.jpg" alt="" width="230" height="169" />Sulla questione di Pomigliano d&#8217;Arco, anche Emma Marcegaglia, commenta negativamente la posizione assunta dal sindacato della Fiom, che si oppone in tutte le maniere all&#8217;accordo con la Fiat.<br />
La presidente di Confindustria si stupisce come, di fronte ad un&#8217;azienda che decide di investire nel nostro paese, evitando l&#8217;esternalizzazione della produzione.</p>
<p style="text-align: justify">
<span id="more-10856"></span> Insomma, un investimento da 700 milioni di euro, che non può assolutamente essere rifiutato.<br />
La Marcegaglia, poi, parlando del referendum, preferisce aspettare e conoscere quale sarà la risposta dei lavoratori.<br />
Epifani, segretario generale della Cgil, ha confermato di non aver gradito l&#8217;accordo separato che il Lingotto ha sottoscritto con gli altri sindacati, in quanto rimane uno strumento vecchio e conserva tutti i dubbi di costituzionalità.<br />
Ammette però che la speranza di riavere gli investimenti è forte, sperando che l&#8217;impianto torni a lavorare il prima possibile.<br />
Anche Epifani sottolinea come il referendum del prossimo 22 giugno sia di grande importanza e auspica una folta partecipazione al voto dei lavoratori: le previsioni indicano un netto sì dei lavoratori, rivolto all&#8217;occupazione, al lavoro e agli investimenti.</p>
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		<title>Pomigliano: dipende tutto dal referendum dei lavoratori</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 06:00:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arrivano le firme, ma di un accordo separato, di Fim, Uilm, Fismic e Ugl, che hanno sottoscritto il nuovo documento che è stato proposto dalla Fiat, riguardante lo stabilimento di Pomigliano. La Fiom ha invece mantenuto le sue posizioni estremiste, rilanciando il parere negativo che ha portato avanti durante tutte le trattative. I sindacati dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/06/15/111334205-b5e156f4-cb79-4960-a383-c63c3271dbcd.jpg" alt="" width="210" height="302" />Arrivano le firme, ma di un accordo separato, di Fim, Uilm, Fismic e Ugl, che hanno sottoscritto il nuovo documento che è stato proposto dalla Fiat, riguardante lo stabilimento di Pomigliano. La Fiom ha invece mantenuto le sue posizioni estremiste, rilanciando il parere negativo che ha portato avanti durante tutte le trattative. I sindacati dei metalmeccanici che hanno firmato l&#8217;accordo, hanno indetto un referendum tra gli stessi lavoratori, che si svolgerà il prossimo 22 giugno. Il Lingotto ha apportato anche una modifica al documento, concordando con i sindacati l&#8217;inserimento di una commissione paritetica di raffreddamento sulle sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify">
<span id="more-10841"></span> Nonostante tutto, questo accordo non può sbloccare gli investimenti, che sono invece legati a filo diretto dall&#8217;approvazione del referendum indetto per il prossimo 22 giugno.<br />
Secondo il ministro del Welfare Sacconi, la contrapposizione tra un sindacato realmente coraggioso che ha la forza di rimettersi in gioco e un altro, la Fiom, radicato nelle sue ideologie estremiste, è netta.<br />
Anche Schifani auspica che Pomigliano sia un banco di prova effettivo per tutti: l&#8217;azienda non può chiudere, ma serve salvare l&#8217;occupazione e la dignità del lavoro, senza ricorrere sempre alla logica dei veti incrociati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pomigliano d&#8217;Arco: la Fiom protesta, Confindustria invita a riflettere</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 06:00:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Protesta senza mezzi termini la Fiom, che ribadisce come sia impossibile firmare l&#8217;accordo che la Fiat, storica azienda italiana, ha presentato per quanto riguarda lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco: il segretario generale dei metalmeccanici Cgil, Maurizio Landini, ha affermato che nel caso in cui la Fiat continui a tenere tale posizione, non ci saranno possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/06/14/133443908-4f046f93-0a64-4de0-87ab-806e2b8960b5.jpg" alt="" width="215" height="183" />Protesta senza mezzi termini la Fiom, che ribadisce come sia impossibile firmare l&#8217;accordo che la Fiat, storica azienda italiana, ha presentato per quanto riguarda lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco: il segretario generale dei metalmeccanici Cgil, Maurizio Landini, ha affermato che nel caso in cui la Fiat continui a tenere tale posizione, non ci saranno possibilità di giungere ad un accordo positivo.</p>
<p style="text-align: justify">
<span id="more-10824"></span> Il 25 giugno prossimo, è stato annunciato dallo stesso Landini, i metalmeccanici faranno uno sciopero generale, in cui protesteranno contro l&#8217;accordo perché, secondo il loro pensiero, ha al suo interno delle caratteristiche di illegittimità. Allo stesso modo viene auspicato come basterebbe che trovasse applicazione il Contratto nazionale, senza effettuare nessuna deroga alla legge.<br />
Per la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, invece, la situazione è all&#8217;opposto e invita la Fiom a riflettere e a spostarsi dalle sue posizioni radicali, sostenendo impossibile il blocco di un investimento di 700 milioni di euro, per tutelare gli assenteisti.<br />
Il Marcegaglia-pensiero, afferma che nessuno ha intenzione di eliminare i diritti dei lavoratori, ma finalmente giunti ad un momento di svolta per l&#8217;industria italiana, si deve per forza guardare al futuro di 5 mila lavoratori, più altri 10 mila dell&#8217;indotto, evitando di proteggere falsi malati e assenteisti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Auto: in flessione i mercati europei ad aprile</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le immatricolazioni nel settore auto nell&#8217;Eurozona, tralasciando Cipro e Malta, hanno registrato nello scorso mese di aprile una riduzione del 7,4%, passando da 1.225.731 vetture di aprile del 2009, a 1.134.701 odierni.
E&#8217; la prima diminuzione dopo oltre dieci mesi in cui il mercato aveva retto tutto sommato bene. E&#8217; quanto diffuso in un comunicato dall&#8217;Acea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/05/17/093624509-a7841fea-e572-4023-926a-6677d46d3867.jpg" alt="" width="230" height="301" />Le immatricolazioni nel settore auto nell&#8217;Eurozona, tralasciando Cipro e Malta, hanno registrato nello scorso mese di aprile una riduzione del 7,4%, passando da 1.225.731 vetture di aprile del 2009, a 1.134.701 odierni.<br />
E&#8217; la prima diminuzione dopo oltre dieci mesi in cui il mercato aveva retto tutto sommato bene. E&#8217; quanto diffuso in un comunicato dall&#8217;Acea, l&#8217;associazione che rappresenta i costruttori di automobili del vecchio continente. Da questa indagine risulta come nel primo quadrimestre del 2010, le immatricolazioni hanno fatto un balzo fino al 4,8% rispetto allo stesso periodo nel 2009.</p>
<p style="text-align: justify">
<span id="more-10511"></span> Relativamente alle statistiche in casa Fiat, nel mese di aprile c&#8217;è stata una riduzione addirittura del 27,3%, con la casa torinese che è passata da 120.499 vetture a 87.630, mentre la flessione nell&#8217;arco del primo quadrimestre 2010 è stata più contenuta, attestandosi intorno al 3,6%.<br />
Nel mese di aprile la quota di mercato dell&#8217;azienda torinese ha registrato una flessione del 7,7%.<br />
Il maggior mercato europeo continua ad essere quello tedesco, anche se la flessione ha colpito anche le aziende bavaresi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo piano quinquennale di Casa Fiat!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EmanuelaMastrocinque</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovi ambiziosi piani giungono da Casa Fiat che, nell’ incontro durato ben 6 ore al cospetto della comunità finanziaria, ha illustrato i propri obiettivi produttivi, economici e organizzativi in vista per i prossimi cinque anni.
Volgendo uno sguardo ai possibili obiettivi industriali il gruppo prevede 6 milioni di auto prodotte da Fiat e Chrysler per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.fiomtorino.it/img/gallery/fiat_logo-49c8f9d18931c.jpg" alt="" width="237" height="237" />Nuovi ambiziosi piani giungono da <strong>Casa Fiat </strong>che, nell’ incontro durato ben 6 ore al cospetto della comunità finanziaria, ha illustrato i propri obiettivi produttivi, economici e organizzativi in vista per i prossimi cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify">Volgendo uno sguardo ai possibili obiettivi industriali il gruppo prevede 6 milioni di auto prodotte da <strong>Fiat </strong>e<strong> Chrysler </strong>per il 2014, e solo in Italia sembra ne saranno prodotte circa 1 milione e 400 mila, un numero maggiore del doppio rispetto alla produzione attuale.<span id="more-10209"></span></p>
<p style="text-align: justify">A questi dovranno essere aggiunti più di 250 mila veicoli leggeri prodotti annualmente esclusivamente da stabilimenti italiani, anche se a quanto sembra il gruppo ha deciso di ampliare il proprio mercato spingendosi anche in Brasile, Cina, Russia ed India.</p>
<p style="text-align: justify">Da una stima finanziaria si annunciano, sempre per il 2014, ricavi di oltre 93 miliardi di euro, toccando una crescita del 55% rispetto al grande record conquistato nel 2008.</p>
<p style="text-align: justify">Analizzando il <strong>settore economico</strong> si stimano, altresì, guadagni in 6,8 miliardi solo nella gestione ordinaria, detenendo 3,4 miliardi di disponibilità nette delle attività industriali, in questo modo si potrà procedere alla riduzione dl debito anche grazie a numerosi investimenti pari a oltre 30 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre saranno in tutto 34 i nuovi prodotti immessi sul mercato entro il 2014 con circa una decina di nuovi modelli restyling, almeno 7 novità in<strong> Alfa Romeo</strong>, 8 legate al marchio <strong>Lancia</strong> (la maggior parte dei quali basati sulla gamma Chrysler) e in ultimo sembra siano previste grosse novità anche in campo di <strong>Suv</strong> e <strong>Crossover.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>John Elkann è il nuovo presidente della Fiat</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 06:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia di ieri pomeriggio è stata abbastanza forte per la Fiat, storica azienda torinese.
Luca Cordero di Montezemolo non è più il presidente della Fiat. Il comunicato ufficiale è arrivato nel corso della conferenza stampa che è stata convocata in tutta fretta dai piani alti del Lingotto.
Dopo un&#8217;avventura durata ben sette anni, Montezemolo abdica in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/04/20/122640468-6f4fbed3-c7ed-4a78-a4d4-881fcf592fda.jpg" alt="" width="230" height="260" />La notizia di ieri pomeriggio è stata abbastanza forte per la Fiat, storica azienda torinese.<br />
Luca Cordero di Montezemolo non è più il presidente della Fiat. Il comunicato ufficiale è arrivato nel corso della conferenza stampa che è stata convocata in tutta fretta dai piani alti del Lingotto.<br />
Dopo un&#8217;avventura durata ben sette anni, Montezemolo abdica in favore di John Elkann, anche se bisogna sottolineare come rimarrà nel consiglio di amministrazione e sarà ancora presidente della Ferrari.</p>
<p style="text-align: justify">
<span id="more-10148"></span> Con Elkann nuovo presidente si completa il primo ciclo di riforme in casa Fiat e si inizia la seconda fase di rilancio: quella, per intenderci, in cui si cercherà il successo internazionale, grazie anche alla fusione con Chrysler.<br />
Oggi Marchionne spiegherà agli analisti il piano dei prodotti che comprende il quadriennio 2010-2014, in linea con gli effetti dell&#8217;alleanza americana.<br />
Un piano che, come ha ribadito l&#8217;ormai ex presidente Montezemolo, è di sicuro valore, molto ambizioso, che ha tutte le carte in regola per scrivere una nuova pagina nella storia di questa storica azienda.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Boom immatricolazioni, ma la Fiat perde colpi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 06:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salgono ancora le vendite nel settore auto, ma la nostra Fiat, comincia a perdere colpi.
Le immatricolazioni di nuove auto, nell&#8217;Eurozona, sono infatti aumentate del 10,8% nel mese di marzo, registrando un incremento di 1637 macchine: uno dei boom più elevati negli ultimi anni.
Questa crescita è motivata sia dal giorno lavorativo previsto in più, sia da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.ilblogdeimotori.com/auto-moto/wp-content/uploads/2008/08/immatricolazioni.jpg" alt="" width="200" height="243" />Salgono ancora le vendite nel settore auto, ma la nostra Fiat, comincia a perdere colpi.<br />
Le immatricolazioni di nuove auto, nell&#8217;Eurozona, sono infatti aumentate del 10,8% nel mese di marzo, registrando un incremento di 1637 macchine: uno dei boom più elevati negli ultimi anni.<br />
Questa crescita è motivata sia dal giorno lavorativo previsto in più, sia da un aumento della domanda dei principali quattro mercati, senza contare la Germania.<br />
E&#8217; quanto diffuso in un comunicato dall&#8217;Acea, l&#8217;associazione dei costruttori europei di auto.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10086"></span><br />
L&#8217;aumento in questione viene anche causato, dai vari incentivi lanciati dai diversi governi, che hanno portato a buone cifre per quanto riguarda le vendite.<br />
Se le immatricolazioni nell&#8217;Unione Europea aumentano, non si può dire lo stesso in casa Fiat, che registra un calo della quota delle immatricolazioni del 2,6% nel mese di marzo.<br />
Ciò è dovuto, secondo esponenti del Lingotto, da una forte diminuzione nelle vendite in terra tedesca, dove nel corso del 2009, si erano registrati ottimi picchi di vendite grazie agli incentivi del governo tedesco.</p>
<p style="text-align: justify">
]]></content:encoded>
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		<title>Fiat: operazione downsize negli stabilimenti italiani?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 07:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco il piano che la Fiat avrebbe intenzione, secondo indiscrezioni, di portare a compimento nei prossimi 5 anni in tutti gli stabilimenti italiani.
Si potrebbe chiamare anche operazione “downsize”, che ricorda molto il trattamento dei motori negli stessi laboratori Fiat, per ridurre la cilindrata e incrementare la potenza.
Lo stesso procedimento sarà riservato agli stabilimenti italiani: delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/03/24/071634741-90b8d91f-dccc-4586-ade2-4297f89b5869.jpg" alt="" width="230" height="242" />Ecco il piano che la Fiat avrebbe intenzione, secondo indiscrezioni, di portare a compimento nei prossimi 5 anni in tutti gli stabilimenti italiani.<br />
Si potrebbe chiamare anche operazione “downsize”, che ricorda molto il trattamento dei motori negli stessi laboratori Fiat, per ridurre la cilindrata e incrementare la potenza.<br />
Lo stesso procedimento sarà riservato agli stabilimenti italiani: delle fabbriche con dimensioni minori, un numero di dipendenti più basso, ma una più elevata produzione.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-9702"></span> Le voci parlando di modifiche importanti sia negli stabilimenti di assemblaggio finale sia in quelli di produzione dei motori e dei cambi.<br />
Il piano sentenzierà la chiusura di Termini Imerese, che prevede anche il taglio di quasi la metà dei 5000 addetti al montaggio finale: questa riduzione verrebbe compensata con un sistema di prepensionamenti, visto che l&#8217;età media degli addetti che lavorano alla carrozzeria Mirafiori è abbastanza elevata.<br />
Il futuro degli stabilimenti invece di produzione dei motori non è per niente chiaro: sia a Pratola Serra che a Termoli, si rischia, visto che la Fiat vorrebbe, stando sempre a delle indiscrezioni, realizzare in Polonia i nuovi motori bicilindrici.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fiat: si torna a parlare di uno spin-off dell&#8217;auto</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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Ritorna a circolare in casa Fiat la voce di uno spin-off dell&#8217;auto: si parla di una data intorno al 21 aprile, come termine per la presentazione del nuovo progetto industriale.
E&#8217; quanto annunciato dall&#8217;amministratore delegato Sergio Marchionne, intervenuto nel corso del salone dell&#8217;auto di Ginevra.

Una data, quella del 21 aprile, che non porterà invece novità per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/03/03/122815895-e4a8afee-18d4-46c5-8560-41123f7b0ccf.jpg" alt="" width="230" height="157" />Ritorna a circolare in casa Fiat la voce di uno spin-off dell&#8217;auto: si parla di una data intorno al 21 aprile, come termine per la presentazione del nuovo progetto industriale.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; quanto annunciato dall&#8217;amministratore delegato Sergio Marchionne, intervenuto nel corso del salone dell&#8217;auto di Ginevra.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-9337"></span></p>
<p style="text-align: justify">Una data, quella del 21 aprile, che non porterà invece novità per quanto riguarda la questione relativa agli impianti italiani.</p>
<p style="text-align: justify">La Fiat ha preso un&#8217;altra decisione: nessun programma di espansione per quanto riguarda l&#8217;alleanza con Peugeot. E&#8217; stato sempre Marchionne a ribadire il parere negativo verso operazioni in questo senso.</p>
<p style="text-align: justify">Sotto le domande incalzanti dei giornalisti, che volevano sapere un parere circa la possibilità di allargare i confini del rapporto con l&#8217;azienda francese, anche per il settore auto, l&#8217;amministratore delegato del gruppo del lingotto ha confermato che, in questo momento, il binomio con Peugeot è forte e unito, e proseguirà sempre per quanto concerne lo sviluppo dei veicoli commerciali, senza però espandersi.</p>
<p style="text-align: justify">Infine Marchionne ha confermato in toto i recenti dati stimati sul fatturato Usa di Chrysler.</p>
<p style="text-align: justify">﻿</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mercato auto: crescono vendite e immatricolazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 08:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante la crisi che ha colpito fortemente anche questo settore, il mercato delle auto è in un trend positivo.
Nello scorso mese di dicembre le vendite hanno visto un aumento netto delle immatricolazioni.

La percentuale di crescita invece delle vendite delle automobili ha segnato un +16%, veramente di buon auspicio per il futuro: se confrontiamo i dati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Economia%20e%20Lavoro/2010/01/concessionario_324.jpg?uuid=df2685f6-01aa-11df-9054-66bb1a6c98d4" alt="" width="324" height="180" />Nonostante la crisi che ha colpito fortemente anche questo settore, il mercato delle auto è in un trend positivo.</p>
<p style="text-align: justify">Nello scorso mese di dicembre le vendite hanno visto un aumento netto delle immatricolazioni.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8374"></span></p>
<p style="text-align: justify">La percentuale di crescita invece delle vendite delle automobili ha segnato un +16%, veramente di buon auspicio per il futuro: se confrontiamo i dati dello scorso mese con dicembre 2008, le auto vendute sono state 1.074.438 contro 926.007.</p>
<p style="text-align: justify">Un aumento sensibile quindi, registrato anche in Italia, che ha chiuso l’anno con un buon +16,7% nelle vendite.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo i dati dell’Acea (Associazione dei costruttori automobilistici europei) in Europa c’è stato un calo registrato tra gli ultimi mesi del 2008 e i primi del 2009, delle immatricolazioni, per poi notare come gli incentivi messi a disposizione dai vari governi abbiano dato nuova linfa al settore.</p>
<p style="text-align: justify">In Italia la Fiat ha ottenuto il miglior risultato per quanto riguarda le vendite dal 2001: strano da dirsi, vista la situazione europea, ma ha avuto un incremento del 7,1% rispetto al 2008 e ha chiuso lo scorso anno con 1 milione e 200 mila immatricolazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marchionne ribadisce: Termini Imerese chiuderà entro il 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 07:33:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
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		<category><![CDATA[termini imerese]]></category>

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		<description><![CDATA[Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ribadisce che Termini Imerese chiuderà entro il 2012.
Direttamente dal salone dell’auto che si sta svolgendo a Detroit, ha risposto a tutte le domande dei giornalisti, affermando anche di non sapere niente riguardo ad una possibile offerta di Simone Cimino.

Cimino è il presidente di Cape Natixis Sgr e vuole promuovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/economia/2010/01/11/news/fiat_imerese-1909171/images/173128804-b012e8da-a32b-4dab-9b2d-e3f548623891.jpg" alt="" width="230" height="159" />Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ribadisce che Termini Imerese chiuderà entro il 2012.</p>
<p style="text-align: justify">Direttamente dal salone dell’auto che si sta svolgendo a Detroit, ha risposto a tutte le domande dei giornalisti, affermando anche di non sapere niente riguardo ad una possibile offerta di Simone Cimino.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8331"></span></p>
<p style="text-align: justify">Cimino è il presidente di Cape Natixis Sgr e vuole promuovere la produzione di auto ecologiche a Termini Imerese, per non far chiudere lo stabilimento; Marchionne prosegue poi confermando  la disponibilità a trattare qualora ci siano delle offerte serie e concrete.</p>
<p style="text-align: justify">L’amministratore delegato della Fiat ha poi continuato affermando che l’Alfa romeo non è sul mercato, visto che c’è una buona crescita del modello con Alfa Mito e la nuovissima Giulietta, che verrà presentata al salone dell’auto di Ginevra e verrà lanciata sul mercato dalla prossima primavera.</p>
<p style="text-align: justify">Marchionne specifica anche che i risultati ottenuti nello scorso anno dal gruppo Fiat sono essenzialmente in linea con gli obiettivi stabiliti dall’azienda torinese, confermando poi anche la disponibilità a parlare con il ministro Claudio Scajola, a capo del ministero dello sviluppo economico.</p>
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		<title>Fiat: degli stabilimenti verranno chiusi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:19:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutte le fabbriche Fiat non potranno essere salvate&#8221;. Lo ha dichiarato Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat. Il numero uno del Lingotto non ha fatto nomi, ma è apparso chiaro che la sua dichiarazione riguarda le prospettive dello stabilimento di Termini Imerese. Ha inoltre confermato che &#8220;le voci circolate sul piano per gli stabilimenti italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.badminton.fi/SSUL/ssulwww.nsf/images/fiat_logo_final.jpg/$FILE/fiat_logo_final.jpg" alt="" width="233" height="235" />Tutte le fabbriche Fiat non potranno essere salvate&#8221;. Lo ha dichiarato Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat. Il numero uno del Lingotto non ha fatto nomi, ma è apparso chiaro che la sua dichiarazione riguarda le prospettive dello stabilimento di Termini Imerese. Ha inoltre confermato che &#8220;le voci circolate sul piano per gli stabilimenti italiani sono in parte veritiere&#8221; e sottolineato che &#8220;in Italia produciamo con sei stabilimenti quello che in Brasile si realizza in una sola fabbrica.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7619"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E questo non ha nessuna logica industriale&#8221;. Argomenti che verranno illustrati dallo stesso Marchionne a Claudio Scajola il primo dicembre e a sindacati il 20 dicembre. Intanto, venerdì mattina è entrato nel vivo il processo penale a carico di Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Virgilio Marrone accusati di avere mentito alla Borsa nell´estate del 2005, quando la famiglia Agnelli convertì in azioni l&#8217;equity swap contrattato in aprile con Merrill Lynch.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.finanzaonline.com/notizie/news.php?id={56114394-49D6-4B9E-8ABD-DC3B866278EA}" target="_blank">Finanzaonline.com</a></p>
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		<title>Fiat: obbligazioni con scadenza 2015</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 23:12:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fiat emetterà un prestito obbligazionario benchmark denominato in euro con scadenza a febbraio 2015. L’emissione sarà subordinata alle condizioni di mercato e verrà effettuata dalla controllata Fiat Finance and Trade Ltd S.A., le condizione di emissione saranno rese note subordinatamente alle condizioni di mercato. Intanto Fiat ha accumulato un credito di 500 milioni nei confronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2009/11/Fiat.jpg" alt="" width="200" height="196" />Fiat emetterà un prestito obbligazionario benchmark denominato in euro con scadenza a febbraio 2015. L’emissione sarà subordinata alle condizioni di mercato e verrà effettuata dalla controllata Fiat Finance and Trade Ltd S.A., le condizione di emissione saranno rese note subordinatamente alle condizioni di mercato. Intanto Fiat ha accumulato un credito di 500 milioni nei confronti delle casse dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7542"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il credito sarebbe relativo alle rottamazioni, del cui beneficio godono i consumatori (Fiat anticipa allo Stato l’importo da rottamare). In proposito la Fiat conferma a Radiocor che l’istanza é in corso di presentazione. Marchionne quindi se ne lamenta, ma l’Agenzia delle Entrate fa presto sapere che salderà il debito.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.finanzalive.com/strumenti-finanziari/fiat-bond/" target="_blank">Finanzalive.com</a></p>
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		<title>Fiat: ipotesi di crescita del titolo</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:59:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presentato il piano Chrysler, adesso per Fiat è arrivato l’ora della verità. Nei prossimi mesi si misurerà come il mercato americano accoglierà l’ambizione della casa italiana di rilanciare il marchio storico americano. E per il risparmiatore italiano, è arrivato il momento di domandarsi se conviene comprare il titolo. L’azione Fiat ha corso molto negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.ilblogdeimotori.com/auto-moto/wp-content/uploads/2009/04/fiat.jpg" alt="" width="210" height="240" />Presentato il piano Chrysler, adesso per Fiat è arrivato l’ora della verità. Nei prossimi mesi si misurerà come il mercato americano accoglierà l’ambizione della casa italiana di rilanciare il marchio storico americano. E per il risparmiatore italiano, è arrivato il momento di domandarsi se conviene comprare il titolo. L’azione Fiat ha corso molto negli ultimi mesi. In sei mesi la performance è del 35% al valore di 10,7 euro. Su base annua il guadagno è di quasi il 75%. Ma la distanza dai massimi assoluti è ancora ampia. A questi valori il titolo costa meno della metà di quanto valeva a luglio 2007, quando l’azione sfiorò i 24 euro. <span id="more-7524"></span>Potrebbe il titolo tornare a quei valori? O comunque, ci sono spazi nei prossimi mesi di una nuova fase rialzista, anche in considerazione del miglioramento della situazione economica specialmente in Italia?</p>
<p style="text-align: justify;">Per Banca Akros il titolo è da comprare e il valore corretto è di 13,50 euro ad azione, quindi con un possibile rialzo di un altro 30% dai valori attuali. Gli analisti della banca valutano positivamente la notizia che l’erario dovrebbe emanare una norma per permettere, esclusivamente per il settore auto, la compensazione di crediti e debiti con efficacia per fine anno o al massimo dai primi mesi del 2010. Il provvedimento è importante perché l’azienda torinese vanta 400 milioni di crediti dal fisco italiano, destinati a salire a 500 milioni entro fine anno, dovuti all’anticipazione degli incentivi ai concessionari in attesa del rimborso dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono più generosi gli analisti di Mediobanca che valutano il valore corretto del titolo a 14,5 euro ad azione. Mentre in Banca Imi vedono il titolo correttamente valutato a 11 euro ma potrebbero rivedere il giudizio con nuove indicazione sul rinnovo degli incentivi in Italia e in alcuni Paesi Europei e sulla riorganizzazione della struttura di Fiat visto che lo stesso Marchionne non ha escluso un’Ipo dell’Auto.<br />
Infine per gli analisti di Nomura, Fiat vale 10,6 euro ad azione ma il consiglio dato ai propri clienti è di ridurre l’azione in portafoglio perché il potenziale dell’azienda americana, che ha fatto rivedere al rialzo le valutazioni dell’azienda, è comunque già ben riflesso nei prezzi attuali del titolo.</p>
<p style="text-align: justify;"> Fonte: <a href="http://www.vostrisoldi.it/articolo/fiat-per-mediobanca-il-titolo-salira-del-30/20757/" target="_blank">Vostrisoldi.it</a></p>
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		<title>Fiat: rialzi grazie al piano con Chrysler</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:43:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In controtendenza a un mercato ancora in rosso il titolo Fiat registra un rialzo di quasi due punti percentuali all’indomani della presentazione del nuovo piano 2010-2014 di Chrysler.
Il piano che Sergio Marchionne ha illustrato alla platea di Auburn Hill sembra insomma aver convinto il mercato che ancora una volta segue i target aggressivi del manager [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://reviews.carreview.com/files/2009/05/fiat_chrysler_logos.jpg" alt="" width="278" height="278" />In controtendenza a un mercato ancora in rosso il titolo Fiat registra un rialzo di quasi due punti percentuali all’indomani della presentazione del nuovo piano 2010-2014 di Chrysler.</p>
<p style="text-align: justify;">Il piano che Sergio Marchionne ha illustrato alla platea di Auburn Hill sembra insomma aver convinto il mercato che ancora una volta segue i target aggressivi del manager italo-canadese.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7511"></span>Il nuovo big italo-americano dell’auto prevede obiettivi ambiziosi, con Chrysler che arriva a moltiplicare i volumi dagli 1,3 milioni di auto vendute nel 2009 a 2,8 milioni di veicoli nel 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">La Jeep da sola si arrampica verso le 800 mila vetture e già l’anno prossimo tutto il gruppo Usa prevede di portare i conti in pareggio per poi tornare all’utile nel 2011. Nel 2014 Marchionne ha previsto anche che la Chrysler produca 21 nuovi modelli destinati a ridisegnare la personalità di marchi storici americani come Dodge. A quella data le due case a cavallo dell’Oceano Atlantico dovrebbero già condividere ben tre piattaforme di produzione con una precisa ripartizione fra motori tradizionali, che faranno ampio uso dell’avanzata tecnologia italiana, e propulsori ibridi, che saranno invece della Chrysler incoraggiata dagli incentivi di Obama.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tragitto verso questi traguardi appare però ancora lungo e, come anticipato dalla stampa durante le ultime settimane, nell’immediato nessun nuovo modello potrà entrare in produzione e Chrysler si affiderà soltanto a operazioni di restyling che, si spera, possano ridare appeal ai suoi modelli già in produzione. La quota di mercato della casa delle Dodge, delle Jeep e del Grand Cherokee ha inoltre limato nel tempo le quote di mercato al 7,9% di ottobre dal 13,6% del 2005.</p>
<p style="text-align: justify;">I piani del Lingotto rimangono però aggressivi ed è previsto per Chrysler un taglio dei costi per 2,9 miliardi di dollari in 5 anni. La situazione della liquidità del gruppo, uno degli indicatori maggiormente monitorati dagli analisti, è migliore delle attese e Marchionne ha sottolineato che il cash ammontava a 5,7 miliardi di dollari alla fine di settembre.</p>
<p style="text-align: justify;">La gamma delle vetture riferibili alla Fiat si amplierà a nuovi segmenti prima scoperti, l’allargamento della rete di distribuzione sembra celare ottime potenzialità e solo in approvvigionamenti diretti i risparmi dovrebbero essere di almeno 500 milioni di dollari l’anno. Di sicuro il 2014 è ancora molto lontano, ma forse un primo passo nella giusta direzione ieri a Auburn Hills è stato fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.finanzablog.it/post/4265/fiat-gli-ambiziosi-obiettivi-di-chrysler-scaldano-il-titolo" target="_blank">Finanzablog.it</a></p>
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