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	<title>Risparmio Soldi &#187; energia elettrica</title>
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	<description>Tutte le info sul risparmio</description>
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		<title>Riduzione dei costi dell&#8217;energia elettrica: gli italiani ne beneficeranno davvero?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 08:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EmanuelaMastrocinque</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi di voi non era ancora a conoscenza che meno di un mese fa, nello specifico lo scorso 1 Aprile, le tariffe del gas hanno subito un aumento?
Numerose le polemiche a riguardo, e quasi per placare gli animi si assiste, invece, alla diminuzione progressiva, ma non di certo risolutiva, dei costi delle’energia elettrica non così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.prestiti-online.org/uploaded_images/famiglie_italiane_con_problemi_rate_prestito-762536.jpg" alt="" width="282" height="245" />Chi di voi non era ancora a conoscenza che meno di un mese fa, nello specifico lo scorso 1 Aprile, le<strong> tariffe del gas </strong>hanno subito un aumento?</p>
<p style="text-align: justify">Numerose le polemiche a riguardo, e quasi per placare gli animi si assiste, invece, alla diminuzione progressiva, ma non di certo risolutiva, dei costi delle<strong>’energia elettrica</strong> non così desueta nell’ inviare stangate ai poveri italiani ignari.<span id="more-10248"></span></p>
<p style="text-align: justify">Da alcune stime condotte dall<strong>’Adoc </strong>(nota associazione dei consumatori), sembra che il costo in bolletta per quanto attiene all’elettricità debba portare un risparmio di circa 120€ annuale per ogni famiglia, prospettando in più, un calo futuro anche dei costi del gas!</p>
<p style="text-align: justify">Sommando tali (per ora) virtuali risparmi, secondo <strong>L’Adoc</strong> i nuclei familiari italiani dovrebbero raggiungere risparmi di oltre 500 euro annuali a famiglia!</p>
<p style="text-align: justify">Stime troppo ottimistiche o qualcosa veramente comincia a cambiare?</p>
<p style="text-align: justify">Stando, invece, alle previsioni di<strong> Altroconsumo </strong>il quadro globale sembra essere certamente meno florido, in quanto dalle analisi emerge che le riduzione delle tariffe pari a 3,1% non porterà alcun particolare beneficio alle tasche dei contribuenti che potranno beneficiare di un risparmio effettivo di appena 0,4%, mentre un risparmio più consistente che arrivi addirittura al 10% si potrebbe ottenere solo cambiando gestore e passando al mercato libero.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo aver sottolineato tale aspetto, l’associazione punta altresì ad analizzare un altro importante aspetto, che attiene alla mancanza di fiducia che gli utenti ripongono nei gestori.</p>
<p style="text-align: justify">Dovrebbe avvenire una sorta di graduale passaggio, afferma <strong>Altroconsumo</strong>, passaggio che dovrebbe riguardare l<strong>’Autorità</strong> preposta la quale dovrebbe mettere in moto meccanismi chiari e trasparenti eliminando le piccole inadempienze e le strategie di marketing non richieste, mentre dall’altro lato i consumatori dovrebbero imparare a saper sfruttare i propri diritti ampliando le proprie conoscenze volte a valutare efficacemente le alternative disponibili sul mercato.</p>
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		<title>Nuova Tutela per gli utenti ad opera dell&#8217;Autorità Energia Elettrica e Gas</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EmanuelaMastrocinque</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’autorità per l’energia elettrica e gas ha annunciato che, in caso di cattivo funzionamento del contatore, viene rilasciata in maniera gratuita, sostituzione dell’apparecchio, restituzione delle corresponsioni non dovute e ricostruzione dei consumi effettivi. Insomma, in dettaglio, per chi si fosse trovato un aumento dei consumi in bolletta, consumi ingiustificati rispetto al fabbisogno del nucleo familiare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/04/01/482f552bb7d94_zoom.jpg" alt="" width="290" height="280" />L’<a href="http://www.autorita.energia.it/it/consumatori/consumatori_ele.htm" target="_blank">autorità per l’energia elettrica</a> e gas ha annunciato che, in caso di cattivo funzionamento del <strong>contatore,</strong> viene rilasciata in maniera gratuita, sostituzione dell’apparecchio, restituzione delle corresponsioni non dovute e ricostruzione dei consumi effettivi. Insomma, in dettaglio, per chi si fosse trovato un aumento dei consumi in <strong>bolletta</strong>, consumi ingiustificati rispetto al fabbisogno del nucleo familiare, può analizzare il corretto funzionamento del contatore.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8944"></span> Qualora poi questo risultasse non conforme, si può procedere alla richiesta della sostituzione, e si ha diritto, in più, alla totale restituzione di somme versate ma non corrispondenti agli effettivi consumi, e una maggiore garanzia sulla ricostruzione dei consumi effettivamente raggiunti.</p>
<p style="text-align: justify;">La delibera ARG/gas 7/10, volta ad innovare il testo unico, ha previsto una serie di servizi riparativi, senza l’accredito di alcun onere per i consumatori, fornendogli le giuste garanzie volte alla tutela di quest’ultimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Afferma il presidente Alessandro Ortis, che queste nuove regole sono volte a garantire una tutela sempre più efficiente e proficua, soprattutto in relazione al pagamento di bollette e tributi onerosi che potrebbero compromettere la condizione economica dei consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Autorità ha stabilito, inoltre, che nel momento in cui non è possibile determinare con esattezza il momento in cui si è verificato il guasto del <strong>contatore</strong>, l’azienda deve garantire assoluta trasparenza nel calcolo e nella ricostruzione dei consumi nel periodo compreso tra, l’ultima lettura non contestata dall’utente, e la data di verifica della sostruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualora non fossero presenti letture disponibili, l’<strong>ente </strong>è tenuto ad effettuare la ricostruzione, risalendo fino ad un massimo di cinque anni.</p>
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		<title>Bolletta bioraria: come risparmiare</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:55:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nelle future bollette, e comunque ben prima dell’applicazione dei prezzi biorari, si potranno trovare le informazioni sui propri consumi, divisi secondo le due diverse fasce orarie fasce “F2 e F3” oppure “F1”. Queste informazioni permetteranno di conoscere come sono ripartiti i propri consumi nelle due diverse fasce orarie (più o meno costose) e come i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.guadagnorisparmiando.com/wp-content/uploads/2009/02/lampadina.jpg" alt="" width="224" height="236" />Nelle future bollette, e comunque ben prima dell’applicazione dei prezzi biorari, si potranno trovare le informazioni sui propri consumi, divisi secondo le due diverse fasce orarie fasce “F2 e F3” oppure “F1”. Queste informazioni permetteranno di conoscere come sono ripartiti i propri consumi nelle due diverse fasce orarie (più o meno costose) e come i nuovi prezzi biorari potranno influenzare la propria spesa per l’energia elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7662"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con il nuovo sistema i consumatori diventeranno così ancor più protagonisti nell’assumere comportamenti e scelte individuali utili al fine di risparmiare in bolletta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come sfruttare le opportunità di risparmio</strong><br />
Per trarre vantaggio dal nuovo sistema sarà utile abituarsi a concentrare più di due terzi (più del 66%) dei propri consumi di elettricità negli orari più convenienti: dalle 19 alle 8 dei giorni feriali ed in tutte le ore dei sabati, domeniche ed altri festivi. Per risparmiare, sarà opportuno usare alcuni elettrodomestici negli orari e nei giorni con prezzi più convenienti. Il sistema renderà anche più conveniente sostituire gli elettrodomestici meno efficienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzare eccessivamente l’elettricità nelle ore più costose (dalle 8 alle 19 dei giorni feriali) potrà comportare un aumento della spesa. Va comunque ricordato che attualmente in media, il consumo del settore domestico è già concentrato per circa 2/3 nelle ore meno costose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Saranno disponibili anche altre soluzioni?</strong><br />
Per tutti i consumatori esiste già una piena libertà di scelta fra diversi contratti di fornitura; perciò, nel caso non si preferisse la soluzione prezzi biorari prevista dall’Autorità, si potranno scegliere (ora o in ogni momento futuro) altre soluzioni sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per facilitare le proprie valutazioni di scelta, l’Autorità ha messo a disposizione lo strumento Trova offerte, già accessibile tramite il sito (<a href="http://www.autorita.energia.it/" target="_blank">http://www.autorita.energia.it/</a>) o il numero verde (800 166 654); si potranno così trovare alcune delle soluzioni via via disponibili e particolarmente adatte alle proprie esigenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://news.attico.it/2009/11/26/come-informarsi-sui-propri-consumi-la-bolletta-bioraria-per-risaprmiare/" target="_blank">Attico.it</a></p>
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		<title>Tasse: la classifica delle meno tollerate</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 23:22:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qual è per quest’anno la tassa più odiata dagli italiani? Ebbene, l’imposta meno gradita, ma anche la più chiacchierata, è quest’anno la Tarsu/Tia, ovverosia la tassa sui rifiuti per la quale, in merito all’applicazione dell’IVA, si è pronunciata anche la Corte Costituzionale dichiarandone l’illegittimità.

La tassa rifiuti è la tassa più odiata dagli italiani in accordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/08/fisco-e-tributi-imposte-dirette-e-imposte-indirette.png" alt="" width="311" height="228" />Qual è per quest’anno la tassa più odiata dagli italiani? Ebbene, l’imposta meno gradita, ma anche la più chiacchierata, è quest’anno la Tarsu/Tia, ovverosia la tassa sui rifiuti per la quale, in merito all’applicazione dell’IVA, si è pronunciata anche la Corte Costituzionale dichiarandone l’illegittimità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6806"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La tassa rifiuti è la tassa più odiata dagli italiani in accordo con la consueta classifica annuale, una vera e propria “top ten“, stilata da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, avvalendosi dell’operato dello Sportello del Contribuente. L’indagine, in particolare, è stata effettuata lo scorso mese di settembre su un campione di italiani residenti nel nostro Paese, e maggiorenni, intervistati telefonicamente. Al secondo posto della “top ten” delle tasse più odiate c’è un altro tra i balzelli più chiacchierati delle ultime settimane. Stiamo parlando del canone RAI che, per Legge, tutti i possessori di un televisore sono obbligati a pagare, ma che a quanto pare i contribuenti/abbonati ne farebbero volentieri a meno specie dopo le aspre polemiche sui palinsesti televisivi, sulla qualità del servizio offerto, ma anche in scia al passaggio al digitale terrestre che ha comportato per i cittadini l’assunzione di spese per l’acquisto del decoder o direttamente del televisore di nuova generazione. Sul podio, al terzo posto, ci sono le accise sulla benzina, energia elettrica e metano che contribuiscono a zavorrare la bolletta energetica delle famiglie e degli automobilisti alla pompa quando si recano presso un distributore di benzina.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Sul carburante, tra l’altro, lo Stato incassa tutta una serie di accise introdotte anni e anni fa, come quella per la quella guerra d’Abissinia che ancora gli automobilisti sono costretti a pagare. Al quarto posto della classifica delle tasse più odiate, secondo le rilevazioni di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, c’è il canone per il depuratore dell’acqua, e poi a seguire la tassa di possesso dell’auto, l’ICI, i ticket sanitari, l’IVA, l’IRAP e le imposte sui redditi, ovverosia Ires e Irpef.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.fiscoetributi.com/tasse-imposte-indirette-odiate-contribuenti/" target="_blank">Fiscoetributi.com</a></p>
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		<title>Dal 1 ottobre bolletta del gas giù dell&#8217;1,2%</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 22:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sundance</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217; 1 ottobre le bollette del gas diminuiranno dell&#8217;1,2% mentre quelle dell&#8217;elettricita&#8217; resteranno invariate rispetto al trimestre precedente. Lo ha stabilito l&#8217;Autorita&#8217; per l&#8217;Energia Elettrica ed il Gas che ha fissato i prezzi di riferimento di luce e metano per il periodo ottobre-dicembre 2009. L&#8217;aggiornamento trimestrale delle condizioni economiche di riferimento, spiega l&#8217;Authority, riduce il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://pisainformaflash.comune.pisa.it/media/img/images/1509_Gas.jpg" alt="" width="259" height="232" />Dall&#8217; 1 ottobre le bollette del gas diminuiranno dell&#8217;1,2% mentre quelle dell&#8217;elettricita&#8217; resteranno invariate rispetto al trimestre precedente. Lo ha stabilito l&#8217;Autorita&#8217; per l&#8217;Energia Elettrica ed il Gas che ha fissato i prezzi di riferimento di luce e metano per il periodo ottobre-dicembre 2009. L&#8217;aggiornamento trimestrale delle condizioni economiche di riferimento, spiega l&#8217;Authority, riduce il prezzo del gas a 67,48 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6660"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per il cliente tipo, la famiglia con riscaldamento autonomo e consumo annuale di 1.400 metri cubi, cio&#8217; comporta una diminuzione dell&#8217;1,2%, con una minore spesa annuale tendenziale di circa 12 euro, incluse le imposte.Per quanto riguarda i prezzi di riferimento dell&#8217;energia elettrica, viene confermato nel quarto trimestre per le famiglie un prezzo di 16,63 centesimi di euro per kilowattora, invariato rispetto al trimestre precedente. Al netto delle imposte, il prezzo dal 1 ottobre e&#8217; di 14,29 centesimi di euro per kilowattora.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">E quest&#8217;anno la famiglia tipo italiana spendera&#8217; 224 euro in meno per le bollette di luce e gas rispetto al 2008. Da inizio anno, infatti, sottolinea l&#8217;Authority, le bollette del gas naturale della famiglia tipo sono diminuite cumulativamente del 22,4% (al netto delle imposte) e del 16,4% (al lordo imposte), mentre le bollette dell&#8217;energia elettrica risultano in calo dell&#8217;8% circa (sia al lordo che al netto delle imposte). Comprendendo le diminuzioni registrate per tutti i quattro trimestri 2009, la spesa complessiva delle famiglie (per gas ed elettricita&#8217;) si riduce di 224 euro su base annua (-12,3%). In particolare, per quanto riguarda il gas, la spesa media annua tendenziale della famiglia tipo, sara&#8217; di 945 euro l&#8217;anno, cosi&#8217; suddivisa: 28,55% per la materia prima gas; 39,88% per le imposte; 6,48 % per trasporto e stoccaggio, 14,81% per i servizi di distribuzione, 10,28% per vendita al dettaglio e commercializzazione all&#8217;ingrosso. Per l&#8217;elettricita&#8217; la spesa media annua tendenziale della famiglia tipo (con consumi medi di 2.700 kilowattora l&#8217;anno e una potenza impegnata di 3 kW) sara&#8217; di 449 euro, cosi&#8217; ripartita: 62,67% per i costi di approvvigionamento (costo di energia e dispacciamento); 15,08% per trasmissione, distribuzione e misura; 14,07% per imposte; 8,18 % per oneri generali di sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Le bollette sono diminuite nonostante i recenti aumenti del petrolio ma resta una &#8221;persistente dipendenza del sistema energetico italiano dalle importazioni di idrocarburi&#8221;, ha quindi spiegato il presidente dell&#8217;Autorita&#8217; per l&#8217;Energia Elettrica ed il Gas, Alessandro Ortis, commentando l&#8217;aggiornamento trimestrale dei prezzi di riferimento di luce e gas. &#8221;Pur a fronte dei recenti aumenti dei prezzi internazionali del petrolio, piu&#8217; 38% da gennaio scorso &#8211; ha detto &#8211; il nostro quarto aggiornamento dell&#8217;anno ha potuto tener conto delle precedenti diminuzioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Infatti &#8211; ha aggiunto &#8211; il nostro meccanismo di aggiornamento trimestrale tende a diluire nel tempo, attenuandole, le forti e talvolta rapide variazioni (verso il basso o verso l&#8217;alto) dei prezzi petroliferi. Va comunque ricordato che, per la persistente dipendenza del sistema energetico italiano dalle importazioni di idrocarburi (petrolio e gas), le bollette restano ancora molto influenzate dall&#8217;andamento in diminuzione od aumento delle quotazioni del petrolio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Asca.it</p>
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		<title>Produzione e scambio di energia: il regolamento per gli imprenditori agricoli</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 23:59:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con la Circolare n. 32/E, l&#8217;Agenzia delle Entrate si è ponunciata in merito al corretto trattamento tributario che deve essere applicato agli imprenditori agricoli che producono energia elettrica, calore, carburanti e prodotti chimici, alla tariffa incentivante percepita dai produttori di energia fotovoltaica e ai certificati verdi.
La circolare riprende le novità introdotte dalla Finanziaria 2006 che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.webso.it/wp-content/uploads/2009/04/bonus-sociale-per-l%27energia-elettrica.jpg" alt="" width="283" height="287" />Con la <a href="http://www.professionisti24.ilsole24ore.com/art/Professionisti24/Fisco/2009/Luglio/circ_32.pdf" target="_blank">Circolare n. 32/E</a>, l&#8217;Agenzia delle Entrate si è ponunciata in merito al corretto trattamento tributario che deve essere applicato agli imprenditori agricoli che producono energia elettrica, calore, carburanti e prodotti chimici, alla tariffa incentivante percepita dai produttori di energia fotovoltaica e ai certificati verdi.<br />
La circolare riprende le novità introdotte dalla Finanziaria 2006 che ha ampliato le attivtà agricole connesse, includendo tra l&#8217;altro la generazione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti afroforestali e fotovoltaiche e dall&#8217;altro la produzione di carburanti e prodotti chimici ottenuti da sostanze vegetali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5774"></span>Per quanto riguarda la produzione di energia tramite pannelli fotovoltaici, l&#8217;Amministrazione finanziaria ha ritenuto che si tratti di un&#8217;attività agricola connessa di natura atipica che ha reso necessario l&#8217;individuazione di criteri alternativi che permettono di ricollegare tale attività a quella agricola.<br />
In tal caso,l&#8217;Agenzia ricorda che deve esserci comunque una correlazione tra produzione di energia e conduzione del fondo agricolo: vengono quindi fissati parametri basati sulla potenza nominale dell&#8217;impianto installato, confrontata con alcuni fattori relativi alla attività agricola svolta (viene individuata una franchigia pari a 200 Kw. al di sotto della quale l&#8217;energia prodotta da un&#8217;impresa agricola rientra nel reddito agrario).</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fotovoltaico come nuovo motore per le imprese</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 23:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sundance</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;esperienza della meccanica le piccole e medie imprese del settore stanno puntando sullo sviluppo di un business che gira intorno alle energie rinnovabili, dalla progettazione degli impianti alla produzione: la creazione di un nuovo tipo di filiera che permetterà alle aziende di restare competitive sui mercati. Per questo è forte l&#8217;attenzione dei produttori di impianti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.milanofinanza.it/upload/img/SPECIALI_MF/200810231212171647/1-fotovoltaico.jpg" alt="" width="241" height="241" />Dall&#8217;esperienza della meccanica le piccole e medie imprese del settore stanno puntando sullo sviluppo di un business che gira intorno alle energie rinnovabili, dalla progettazione degli impianti alla produzione: la creazione di un nuovo tipo di filiera che permetterà alle aziende di restare competitive sui mercati. Per questo è forte l&#8217;attenzione dei produttori di impianti di cogenerazione per l&#8217;articolo 33 del ddl 1441 sul tema dell&#8217;energia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5392"></span>«Nella versione attuale non va assolutamente bene, ma dal ministero abbiamo ottenuto segni positivi &#8211; spiega Rudi Silvio Stella, presidente di Italcogen, l&#8217;associazione che riunisce i produttori di impianti di cogenerazione &#8211; giovedì scorso abbiamo avuto in incontro, adesso aspettiamo di vedere la versione definitiva». Il disegno di legge prevede nel calcolo degli oneri di sistema l&#8217;inclusione dell&#8217;energia elettrica prodotta in cogenerazione da parte delle reti interne di utenza: «Attualmente questi oneri non sono previsti, introdurli significa penalizzare le imprese che hanno investito sulle energie alternative».</p>
<p style="text-align: justify;">Il sostegno al settore è stato finora la molla che ha permesso di investire in ricerca e di rinnovare le imprese: «Gli incentivi e i provvedimenti a sostegno delle energie rinnovabili sono un fattore importante, da non sottovalutare per due aspetti &#8211; spiega Bonomi -, da un lato permette la ripresa di un settore che esce dalla crisi grazie a un cambiamento che ci rende competitivi, dall&#8217;altra permette di rispettare parametri e normative europee che l&#8217;Italia non può ignorare». Ridurre le emissioni di CO2 è un dovere, ma anche un&#8217;opportunità: «Gli incentivi hanno un valore meritocratico, premiano quelle aziende che sanno rinnovarsi e non hanno paura di investire in un settore che avrà un forte sviluppo a medio e lungo termine».</p>
<p style="text-align: justify;">La capacità di cambiare il proprio core business è la via d&#8217;uscita per i distretti in difficoltà, come nel caso dell&#8217;Etna Valley, in Sicilia: «Facendo sistema tra le imprese del distretto e l&#8217;Università abbiamo intrapreso nuove strade &#8211; spiega Salvo Raffa, presidente del distretto Etna Valley e della sezione hi-tech di Confindustria Catania, questa strategia ha aperto la strada verso il mondo dell&#8217;energia rinnovabile e ha dato una nuova spinta al distretto di Catania: «A fare da apripista è stata la St Microelectronics, multinazionale italo-francese che produce microchip, che ha diffuso una cultura dell&#8217;innovazione in tutta l&#8217;area: le aziende hanno cominciato a seguire il filone delle energie rinnovabili che è senza dubbio uno dei più interessanti per lo sviluppo futuro». La green economy a Catania sembra il canale giusto da seguire: «Non esistono ricette miracolose, ma è importante credere e investire in un settore che è in crescita &#8211; continua Raffa -, molte aziende non più competitive nel settore meccanico hanno impegnato la propria esperienza e tecnologia nel fotovoltaico, ma anche in altri ambiti come il recupero dei vettori energetici da produzione industriale o la produzione di idrogeno da lavorazione di semiconduttori».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prezzo Carburanti: con la Legge Sviluppo prezzi più chiari</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 23:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sundance</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal prossimo 15 agosto 2009, grazie alla “Legge Sviluppo“, i consumatori avranno un quadro decisamente più chiaro sui prezzi che le compagnie petrolifere praticano alla pompa per la vendita dei carburanti. A partire da tale data, infatti, scatta l’obbligo di comunicazione dei prezzi al Ministero dello Sviluppo Economico, altrimenti ci saranno sanzioni a carico dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.vostrisoldi.it/img/prezzi_benzina_diesel_agosto.jpg" alt="" width="160" height="130" />Dal prossimo 15 agosto 2009, grazie alla “Legge Sviluppo“, i consumatori avranno un quadro decisamente più chiaro sui prezzi che le compagnie petrolifere praticano alla pompa per la vendita dei carburanti. A partire da tale data, infatti, scatta l’obbligo di comunicazione dei prezzi al Ministero dello Sviluppo Economico, altrimenti ci saranno sanzioni a carico dei punti vendita.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5754"></span>A farlo presente, in particolare, è stato Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, mentre il Ministro Claudio Scajola, dopo aver convocato ieri le compagnie petrolifere per fare il punto della situazione dei prezzi alla pompa, e del loro incremento proprio nel periodo delle vacanze estive, ha caldeggiato l’intervento di “Mister Prezzi” al fine di avviare delle indagini.<br />
 <br />
Di conseguenza, il Ministro, al termine della riunione, ha ritenuto opportuno continuare a monitorare la situazione anche attraverso una collaborazione ed un confronto costante con l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato al fine di rilevare aumenti di prezzo per benzina e diesel alla pompa aventi carattere contemporaneo e generalizzato tra le compagnie petrolifere.<br />
 <br />
Il Ministro Scajola, inoltre, si è reso altresì disponibile a valutare alcune proposte delle Associazioni dei Consumatori, tra cui quella relativa alla determinazione periodica dei prezzi dei carburanti così come avviene in Italia, ad esempio, per l’energia elettrica ed il gas. In questo modo, infatti, i prezzi di benzina e diesel sarebbero meno soggetti alle oscillazioni di prezzo che più di una volta le Associazioni dei Consumatori hanno denunciato come “speculative”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Vostrisoldi.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eni multata per 150mila euro per pubblicità ingannevole</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 23:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sundance</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le offerte ed i contratti per l’energia elettrica ed il gas sul mercato libero sono vantaggiosi, chiari e pubblicizzati in maniera trasparente? Il quesito è d’obbligo dopo che l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha elevato a carico del colosso energetico ENI una multa di 150 mila euro per pubblicità ingannevole.
La multa, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2009/06/eni1.jpg" alt="" width="243" height="221" />Le offerte ed i contratti per l’energia elettrica ed il gas sul mercato libero sono vantaggiosi, chiari e pubblicizzati in maniera trasparente? Il quesito è d’obbligo dopo che l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha elevato a carico del colosso energetico ENI una multa di 150 mila euro per pubblicità ingannevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5488"></span>La multa, in accordo con quanto pubblicato nel consueto bollettino settimanale a cura dell’AGCM, è stata comminata riguardo a “10conte”, una campagna pubblicitaria che, dallo scorso mese di settembre, ha interessato un po’ tutti i media: da Internet alla televisione passando per la carta stampata. Nello specifico, la campagna parla di uno sconto del 10%, per sempre, sulla componente energia, ma non specifica, in modo tale da indurre a scelte consapevoli il consumatore medio, che lo sconto è su una quota parte del totale pagato per i consumi di energia elettrica; con la conseguenza che il consumatore è indotto a pensare di ottenere per sempre uno sconto del 10% in bolletta quando in realtà non è così.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Finanzalive.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Risparmio con l&#8217;offerta Edison casa e Telepass gratuito per un anno</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 04:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Edison Energia propone anche per questo trimestre estivo l’offerta di energia elettrica rivolta a tutte le famiglie che assicura uno sconto del 20% sulla componente energia e dispacciamento PED: l’offerta, ormai dai più conosciuta, si chiama Edison Casa.
Ma da luglio l’offerta Edison Casa diventa ancora più accattivante per tutti quegli automobilisti abbonati a Telepass: infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://img88.imageshack.us/img88/7249/edison400ld2.jpg" alt="" width="300" height="169" />Edison Energia propone anche per questo trimestre estivo l’offerta di energia elettrica rivolta a tutte le famiglie che assicura uno sconto del 20% sulla componente energia e dispacciamento PED: l’offerta, ormai dai più conosciuta, si chiama Edison Casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5071"></span>Ma da luglio l’offerta Edison Casa diventa ancora più accattivante per tutti quegli automobilisti abbonati a Telepass: infatti grazie all’accordo firmato tra Edison e Telepass, ai 6,5 milioni clienti Telepass che sottoscriveranno l’offerta Edison Casa viene garantito un anno di canone Telepass Premium gratuito. Per tutti gli automobilisti interessati e non, nelle tabelle seguenti si evidenzia il risparmio a cui si va incontro lasciando il mercato regolato e aderendo all’offerta Edison Casa nel mercato libero.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono necessarie alcune osservazioni per leggere correttamente le 2 tabelle:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Innanzitutto lo sconto del 20% decantato da Edison NON si riferisce al costo di un kWh ma ad una delle componenti che vanno a costituire il costo totale di un kWh. Come già scritto <a href="http://www.qualetariffa.it/bolletta-della-luce/" target="_blank">qui</a>, le componenti chiamate oneri generali di sistema (A + UC + MCT) e la componente trasporto vengono pagate sia che ci si trovi nel mercato regolato che in quello libero.</li>
<li>Nella prima tabella sono analizzate 3 differenti tipologie di consumo annuo, considerate rappresentative dei consumi dei clienti domestici, per una potenza contrattuale di 3kW mentre nella seconda tabella i consumi si riferiscono ad una potenza contrattuale di 4,5 kW.</li>
<li>Il confronto si basa sulla stima della spesa annua incluse tasse ed iva tra dell’offerta Edison Casa e la tariffa regolata basata sulle condizioni economiche di riferimento fissate trimestralmente dall’<a title="AEEG" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/aeeg/">Autorità per l’energia e il gas</a>: quest’ultima tariffa è valida in tutta Italia ed è distribuita quasi sempre da Enel Servizio Elettrico (ex Enel Distribuzione).</li>
<li>L’ultima colonna di entrambe le tabelle evidenzia il risparmio annuo a cui si va incontro aderendo all’offerta Edison Casa.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Come si nota dalla seguente tabella, che tiene conto di una potenza contrattuale di 3kW, il risparmio aderendo all’offerta Edison casa puù essere convincente:</p>
<table class="tab" style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr class="tab_head">
<td>Consumo annuo kWh</td>
<td>Stima spesa annua con Edison Casa</td>
<td>Stima spesa annua con tariffa regolata lug-sett 09</td>
<td>Risparmio aderendo a Edison Casa</td>
</tr>
<tr class="tab_row1">
<td>1500 kWh</td>
<td>191 €</td>
<td>223 €</td>
<td>- 32 €</td>
</tr>
<tr class="tab_row2">
<td>2500 kWh</td>
<td>349 €</td>
<td>402 €</td>
<td>- 53 €</td>
</tr>
<tr class="tab_row1">
<td>3500 kWh</td>
<td>613 €</td>
<td>688 €</td>
<td>- 75 €</td>
</tr>
<tr class="tab_row2">
<td></td>
<td></td>
<td class="tab_high">www.qualetariffa.it</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">La seguente tabella tiene invece conto di una potenza contrattuale di 4,5kW:</p>
<table class="tab" style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr class="tab_head">
<td>Consumo annuo kWh</td>
<td>Stima spesa annua con Edison Casa</td>
<td>Stima spesa annua con tariffa regolata lug-sett 09</td>
<td>Risparmio aderendo a Edison Casa</td>
</tr>
<tr class="tab_row1">
<td>3500 kWh</td>
<td>779 €</td>
<td>849 €</td>
<td>- 70 €</td>
</tr>
<tr class="tab_row2">
<td>6000 kWh</td>
<td>1484 €</td>
<td>1604 €</td>
<td>- 120 €</td>
</tr>
<tr class="tab_row1">
<td>8000 kWh</td>
<td>2099 €</td>
<td>2258 €</td>
<td>- 159 €</td>
</tr>
<tr class="tab_row2">
<td></td>
<td></td>
<td class="tab_high">www.qualetariffa.it</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">Potete trovare una tabella di confronto tra l’offerta Edison Casa e le tariffe regolate fissate dall’Autorità consultando la scheda di riepilogo dei corrispettivi disponibile sul sito di Edison Casa. Ma mi raccomando: i costi ivi indicati non comprendono le tasse e le Iva.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti gli automobilisti abbonati a Telepass il risparmio grazie all’offerta Edison Casa risulta interessante, voi che ne pensate?</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a title="Qualetariffa.it" href="http://www.qualetariffa.it" target="_blank">Qualetariffa.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scade l&#8217;Ici per la seconda casa e le ville</title>
		<link>http://www.risparmiosoldi.it/risparmi/scade-lici-per-la-seconda-casa-e-le-ville/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 05:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sundance</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mattone è sempre stato un elemento trainante dello sviluppo economico in Italia. Grande fu il disappunto quando, con Dlgs 504/1992, venne istituita l’imposta comunale che, a partire dal 1° gennaio 1993, colpiva gli immobili, le aree fabbricabili e i terreni agricoli insistenti sul territorio nazionale e che affidava ai Comuni la gestione del tributo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://news.attico.it/wp-content/uploads/2009/03/logo_ici.jpg" alt="" width="216" height="162" />Il mattone è sempre stato un elemento trainante dello sviluppo economico in Italia. Grande fu il disappunto quando, con Dlgs 504/1992, venne istituita l’imposta comunale che, a partire dal 1° gennaio 1993, colpiva gli immobili, le aree fabbricabili e i terreni agricoli insistenti sul territorio nazionale e che affidava ai Comuni la gestione del tributo in un range di aliquote tra il 4 e il 7 per mille.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4640"></span>L’<a href="http://www.risparmiosoldi.it/soldi/ici-2009-pronto-il-nuovo-bollettino/" target="_blank">Ici</a>, da sempre, è stata una delle imposte meno gradite, soprattutto dai proprietari della casa di abitazione, per la quale, del resto, fin da subito, sono state previste detrazioni e/o l’applicazione di un’aliquota più favorevole per ridurre la portata dell’imposizione fiscale.<br />
Con le manovre finanziarie del 2007 e del 2008 sono state introdotte importanti agevolazioni per gli immobili nei quali siano installati impianti a fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica o termica per uso domestico. Mentre, con il decreto legge 93/2008, è stata sancita l’abolizione dell’Ici sull’abitazione principale a partire dal 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">Vengono quindi esclusi dall’imposta la casa dove il contribuente (proprietario, titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli immobili) ha la sua dimora abituale, che si presume essere quella in cui ha la residenza anagrafica, salvo prova contraria, e i fabbricati considerati pertinenze dell’abitazione principale (box, garage, soffitte e cantine) anche se distintamente accatastati. In quest’ultimo caso spetta al Comune individuare, attraverso un proprio regolamento, il numero e le tipologie di unità immobiliari considerate pertinenze.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ ancora il Comune che con propria delibera o regolamento può individuare altri immobili assimilati ad abitazione principale, come, ad esempio, le abitazioni concesse in uso gratuito a parenti; le abitazioni di persone, anziani e disabili, ricoverate in via permanente in case di riposo o in case di cura, a condizione che la casa non sia affittata; gli immobili posseduti da cittadini italiani non residenti in Italia. Sono invece, assimilati ad abitazione principale per legge, e, di conseguenza, esentati dal pagamento dell’imposta: gli immobili regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi case popolari e da altri enti di edilizia residenziale pubblica; la ex casa coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato, a patto che il coniuge non assegnatario non abbia la propria abitazione principale nello stesso comune dove si trova l’ex casa coniugale; gli immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti ad abitazione principale dai soci assegnatari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni, l’Ici è ridotta al 50%. L’inagibilità o inabitabilità, accertata dall’ufficio tecnico comunale con una perizia, deve consistere in un degrado fisico (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) di portata tale da non poter essere superato mediante interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esenzione introdotta dal Dl 93/2008 non riguarda, però le residenze di lusso, anche se adibite ad abitazione principale, che rientrano nelle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio) &#8211; per i quali si continua applicare la detrazione prevista per l’abitazione principale, e relative pertinenze, di 103,29 euro &#8211; e gli immobili che non costituiscono abitazione principale (dati in affitto, utilizzati come seconde case, tenuti a disposizione eccetera), oltre a tutti gli immobili non abitativi (ad esempio, uffici e negozi) e i terreni agricoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Attico.it</p>
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		<title>Comuni: al via la produzione di energia dal sole</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 23:28:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I comuni fino a 20 mila abitanti «possono autoprodursi energia elettrica con il sistema fotovoltaico con potenza fino a 200 KW».
E&#8217; quanto e&#8217; stato approvato dal Senato al ddl Sviluppo, accogliendo un emendamento della Lega. &#8216;«L&#8217;emendamento &#8211; spiega il senatore Cesarino Monti, vicepresidente della commissione Ambiente del Senato &#8211; farà sì che i comuni potranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www3.varesenews.it/blog/ambiente/elmecsolar/files/fotovoltaico-finanziamenti-agevolati.gif" alt="" width="177" height="257" />I comuni fino a 20 mila abitanti «possono autoprodursi energia elettrica con il sistema fotovoltaico con potenza fino a 200 KW».</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; quanto e&#8217; stato approvato dal Senato al ddl Sviluppo, accogliendo un emendamento della Lega. &#8216;«L&#8217;emendamento &#8211; spiega il senatore Cesarino Monti, vicepresidente della commissione Ambiente del Senato &#8211; farà sì che i comuni potranno risparmiare fino al 5-10 per cento dei costi che hanno in bilancio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4530"></span>Praticamente il conto energia che il governo eroga su ogni kilowattora prodotto serve a pagare l&#8217;impianto, mentre tutta l&#8217;energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici sara&#8217; ad uso gratuito dei comuni e il suo utilizzo riguardera&#8217; tutto il territorio comunale, rispetto a prima dove l&#8217;energia doveva essere prodotta e consumata sullo stesso luogo».</p>
<p style="text-align: justify;">Monti infine sottolinea il vantaggio di questo emendamento: &#8221;Meno anidride carbonica e grande contributo dal punto di vista economico per i sindaci che dovranno solo progettare e realizzare finalmente energia pulita nel proprio comune&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
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		<title>Rinnovabili: disegno legge studia nuovi incentivi</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 10:39:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prende progressivamente forma il disegno di legge 1195 in discussione alla Camera, che contiene una serie di interessanti novità sul fronte delle rinnovabili. Ad interessare famiglie ed imprese è soprattutto l’articolo 27 del testo normativo, con cui si gettano le fondamenta per una nuova edilizia sostenibile.
Cogenerazione, basta una DIA!
Sono previsti una serie di incentivi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://pietroalviti.files.wordpress.com/2009/03/fonti_rinnovabili.png?w=312&amp;h=312" alt="" width="241" height="241" />Prende progressivamente forma il disegno di legge 1195 in discussione alla Camera, che contiene una serie di interessanti novità sul fronte delle <a href="http://www.risparmiosoldi.it/energia-ambiente/rinnovabili-e-lavoro-nellitalia-del-2020/" target="_blank">rinnovabili</a>. Ad interessare famiglie ed imprese è soprattutto l’articolo 27 del testo normativo, con cui si gettano le fondamenta per una nuova edilizia sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cogenerazione, basta una DIA!</strong><br />
Sono previsti una serie di incentivi per lo sviluppo di sistemi di microcogenerazione e cogenerazione, cioè di produzione congiunta, in uno stesso sistema integrato, di energia elettrica e calore utile.<br />
<span id="more-4517"></span>Per le unità di microgenerazione, cioè di potenza fino a 50 Kilowatt Elettrici, bisognerà presentare una comunicazione all’autorità competente, mentre per gli impianti di piccola cogenerazione (fino a 1 MWe) sarà necessaria la DIA.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Geotermia senza problemi</strong><br />
Alcune semplificazioni in vista anche per gli <a href="http://www.risparmiosoldi.it/energia-ambiente/energia-il-geoscambio-cresce-anche-in-italia/" target="_blank">impianti di geotermia</a>.<br />
Infatti, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, il Governo dovrà emanare una serie di decreti legislativi, che daranno un nuovo assetto alla normativa vigente in materia di sfruttamento dell’energia geotermica.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, appare interessante per gli utenti, che per installare le sonde geotermiche necessarie per gli impianti di riscaldamento e raffrescamento degli edifici che sfruttano l’energia della terra, sarà sufficiente fare ricorso alla Denuncia di Inizio Attività (DIA).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elettrodomestici di classe A</strong><br />
Sparisce il divieto, previsto dalla Finanziaria 2008, di commercializzare elettrodomestici di classi energetiche inferiori alla classe A e di motori elettrici di classe 3 anche all’interno di apparati. Come pure è abrogato il divieto (previsto dall’art. 2, comma 132 della Finanziaria 2008, dal 1° gennaio 2011) di importare, distribuire e vendere lampadine a incandescenza ed elettrodomestici privi di un dispositivo per interrompere completamente il collegamento alla rete elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo scambio sul posto, alcune novità</strong><br />
<a href="http://www.risparmiosoldi.it/energia-ambiente/cosa-ce-da-sapere-sul-mercato-delle-rinnovabili-elettriche/" target="_blank">Produrre e scambiare </a>energia elettrica converrà di più. Se era vietato vendere energia prodotta da impianti rinnovabili non superiori a 20 kW (Dlgs 387/2003), d’ora in avanti l’energia elettrica prodotta può essere remunerata a condizioni economiche di mercato per la parte immessa in rete e nei limiti del valore eccedente il costo sostenuto per il consumo dell’energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili, inoltre, si prevede che i Comuni fino a 20.000 abitanti potranno utilizzare il meccanismo di scambio sul posto dell’energia prodotta da propri impianti di potenza fino a 200 kW. Si tratta del meccanismo che consente, in generale, di immettere in rete l’energia elettrica prodotta ma non immediatamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento successivo per soddisfare i propri consumi.<br />
In particolare, per incentivare la costruzione di impianti fotovoltaici, i Comuni potranno cedere i loro terreni a privati cittadini che intendano usufruire del Conto Energia.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Soldiblog.it</p>
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		<title>Il sistema idrico italiano fa acqua</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 06:05:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli acquedotti italiani fanno letteralmente acqua. Il tasso medio di H2O perduta e rubata è del 30% sul totale. Bazzano (Federutility): «Bisogna alzare le tariffe per permettere gli investimenti». Attanasio (Kpmg): «Consolidare i gestori e norme più certe nel settore».
Lembo (Contratto mondiale per l&#8217;acqua): «L&#8217;acqua non è una merce. Puntare sulla fiscalità dello Stato». Goccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Sistema Idrico" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Economia%20e%20Lavoro/acquedotto-fotogramma-324x230.jpg" alt="" width="324" height="230" />Gli acquedotti italiani fanno letteralmente acqua. Il tasso medio di H2O perduta e rubata è del 30% sul totale. Bazzano (Federutility): «Bisogna alzare le tariffe per permettere gli investimenti». Attanasio (Kpmg): «Consolidare i gestori e norme più certe nel settore».</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4267"></span>Lembo (Contratto mondiale per l&#8217;acqua): «L&#8217;acqua non è una merce. Puntare sulla fiscalità dello Stato». Goccia dopo goccia. Anzi, sarebbe meglio dire: &#8220;ondata dopo ondata&#8221;. E sì, perché quello che sparisce ogni anno dagli acquedotti italiani è un vero e proprio fiume d&#8217; acqua. Circa 2,61 miliardi i metri cubi di H2O che, annualmente, il sistema idrico italiano lascia per strada. Meglio&#8230;per i propri tubi. Il tutto a causa di perdite fisiche o per mano dei soliti ignoti che rubano acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Una massa liquida notevole che si desume dai numeri del Co.Vi.Ri, il Comitato per la Vigilanza sull&#8217;uso delle Risorse idriche. Secondo il comitato istituito presso il ministero dell&#8217;Ambiente, contattato, la quantità di acqua immessa nel sistema idrico nel 2008, riferita a 36,5 milioni di abitanti, è di 5,308 miliardi di m3. Questo dato parametrato sugli attuali 60 milioni di abitanti, così come indicato dallo stesso Co.Vi.Ri, implica una valore di 8,72 miliardi di m3 del prezioso liquido immessi nei tubi. Tenuto conto che la percentuale media di perdite del sistema idrico italiano è del 30% ecco, allora, che si giunge al valore di 2,61 miliardi di m3.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Milioni di euro buttati</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una cifra assolutamente attendibile, come conferma lo stesso Co.Vi.Ri., che ovviamente significa anche un&#8217;immediata, e diretta, perdita economica. Le società di gestione degli acquedotti, infatti, tirano fuori dei soldi per fornire l&#8217;energia elettrica e i servizi al fine di immettere l&#8217;acqua nelle condutture. Un&#8217;attività che, secondo Federutility, equivale al 10% dei costi industriali sostenuti per ogni metro cubo d&#8217;acqua. Costi, quest&#8217;ultimi, che in media si attestano in Italia sui 0,87 euro.<br />
Tirando le somme, i 2,61 miliardi di m3 di acqua perduta significano circa 226 milioni di euro buttati via ogni anno. Soldi sprecati. Il che, in un momento di dura crisi come l&#8217;attuale, non è un bel vedere. E non basta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Miliardi sottratti al sistema Italia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al di là degli sprechi c&#8217;è un altro dato che fa riflettere. La media degli investimenti europea per garantire un sistema efficiente è di 274 euro al metro cubo di H2O. Ebbene, in Italia, questo valore si aggira, secondo Kpmg, sui 107 euro. «Ciò significa &#8211; spiega Gianpaolo Attanasio, consulente di Kpmg e esperto di utility- 167 euro di mancati investimenti per utenza». Che a livello di sistema Paese, vuol dire un «mancato ricavo di oltre 3 miliardi all&#8217;anno, per lavori sulle reti non realizzati». Anche qui, a fronte della dura recessione che colpisce il mondo intero e l&#8217;Italia, l&#8217;occasione per porre in essere politiche economiche anti-crisi ci sarebbe. Ma non viene raccolta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perdite tra le maggiori</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia, peraltro, vanta il non invidiabile primato di una media percentuale delle perdite ben superiore a quella degli altri paesi occidentali. Nella Penisola, in media, il 30% delle acque immesse nelle condutture va perso o viene rubato. Un valore ben superiore a quello degli altri stati «avanzati», dove la percentuale è compresa tra un minimo di 15 e un massimo del 20 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">Precisazione dell&#8217;Acquedotto Pugliese: «Le perdite in rete sono oggi al 35% e non al 55%. Ed anche ove sommassimo alle perdite in rete quelle cosiddette amministrative, le perdite dell&#8217;Acquedotto Pugliese sarebbero al 47%».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le tariffe</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La domanda, a questo punto, appare scontata: perché le società di gestione degli acquedotti italiani non investono per ridurre le perdite? «Sul piatto &#8211; risponde un po&#8217; seccato Roberto Bazzano, presidente di Federutility &#8211; ci sono ben 10 miliardi di euro per interventi sulla rete. E cinque di questi sono cantierabili nei prossimi 5 anni. I tempi, insomma, sono dilatati e non per colpa delle aziende». Cosa intende dire? «Ci sono diverse cause che rallentano l&#8217;attività &#8211; risponde il manager &#8211; I troppi vincoli amministrativi, politici e burocratici. Poi, una regolamentazione arretrata e contradditoria. Ma, soprattutto, pesa un aspetto». Quale? «Il problema è che la normativa attuale permette una remunerazione lorda del 7% del capitale. Un tetto che dev&#8217;essere coordinato con il limite dell&#8217;aumento massimo del 5% annuo della tariffa. È chiaro che, a fronte della percentuale data di remunerazione del capitale, per incrementare gli investimenti bisognerebbe avere la possibilità aumentare oltre il 5% la tariffa. Altrimenti si va in perdita: è giusto che in un settore come l&#8217;acqua non ci siano extra-profitti. Ma almeno il tasso d&#8217;incremento tariffario deve essere alzato». Di più: «Voglio ricordare &#8211; afferma Bazzano &#8211; che attualmente la tariffa media in Italia è di 1,1 euro al metro cubo. Una tra le più basse d&#8217;Europa».</p>
<p style="text-align: justify;">Come dire, insomma, che l&#8217;aumento non deve fare gridare allo scandalo. Già, lo scandalo. Tuttavia non si capisce perché, se una volta tanto siamo tra i più virtuosi in Europa, dobbiamo aumentare la tariffa? «Perché la situazione è di stallo. Ci allontaniamo dagli obiettivi europei e non riusciamo a fare gli investimenti necessari e recuperare la giusta efficienza. Le società non possono programmare investimenti in perdite». Però, proprio in questo periodo di crisi, è difficile pensare ad un aumento della bolletta dell&#8217;acqua. Molta gente non ha i soldi per sopravvivere. Non esistono alternative? «Si potrebbe pensare- dice Bazzano &#8211; a sistemi di agevolazioni nelle bollette per le aree più depresse del Paese. O, più in generale, ad agire in termini di fiscalità. Cioè: lo Stato intervenga in favore del settore. Lo ha fatto per le banche, non vedo perché non replicare in un comparto industriale così importante. Peraltro, quest&#8217;azione può costituire una strategia in ottica anti-crisi». Insomma, il messaggio di Federutility è chiaro: bisogna seguire criteri di economicità nella gestione, altrimenti non si va da nessuna parte. Passo fondamentale è l&#8217;aumento della bolletta più del 5% all&#8217;anno, per poter avviare gli investimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Profitti sì, profitti no</strong> </p>
<p style="text-align: justify;">Molti economisti però, soprattutto dopo il terribile crack dei mercati finanziari, contestano che le risorse finanziarie debbano trovarsi sfruttando un approccio economico-privatistico. Viene capovolto l&#8217;approccio al tema. «Il punto di partenza è che l&#8217;acqua non è una merce &#8211; dice Rosario Lembo, segretario comitato italiano per il Contratto mondiale dell&#8217;acqua &#8211; Si tratta, invece, di un diritto primario, indisponibile che deve restare nell&#8217;ambito della gestione pubblica». La tesi è radicale. «Lo Stato &#8211; dice l&#8217;esperto &#8211; deve sempre garantire a ogni cittadino almeno 50 litri di acqua al giorno, cioè la quantità considerata minima dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms, ndr)». Tuttavia i dubbi non sono pochi. I soldi, infatti, non ci sono: come pensare alla fiscalità dello Stato oggi con il debito italiano alle stelle? Una bella tentazione intellettuale, difficile da concretizzare. «Sono consapevole dei vincoli di bilancio e della dura crisi in cui siamo immersi- ribatte Lembo &#8211; . In primis, però, i costi per garantire i 50 litri d&#8217;acqua potrebbero essere coperti grazie ad un sistema di tariffe che aumentano progressivamente con i consumi, penalizzando gli sprechi» Vale a dire? «Tra i 50 e 120 litri di uso quotidiano, che l&#8217;Oms considera una quantità &#8220;sostenibile&#8221;, la fee deve coprire solo i costi operativi. Sopra questa soglia, invece, la tariffa deve aumentare progressivamente al consumo: gli extra ricavi dovrebbero servire per garantire la quantità minima di 50 litri quotidiani». Difficile pensare siano sufficienti&#8230;« Pensiamo, allora, anche a una gestione più efficiente, con minori spese superflue, dello stesso sistema idrico per risparmiare soldi. Di più: dovrebbero essere razionalizzati gli investimenti nelle infrastrutture. Evitare finanziamenti a opere non essenziali quali, per esempio, il Ponte sullo Stretto di Messina. I fondi necessari, se si vuole, si trovano. Non è una tentazione intellettuale, è pragmatismo. Certo, bisogna cambiare radicalmente, rispetto alla prassi dominante, l&#8217;approccio al tema-acqua». Non la pensa così Bazzano: «L&#8217;impostazione non convince. La storia ha mostrato come la sola gestione dei comuni è fallimentare, non praticabile: sono stati letteralmente buttati via molti denari». Le posizioni, insomma, sono distanti. Due scenari differenti dove, peraltro, si muovono e si confondono vari temi di discussione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La proprietà della rete idrica</strong> </p>
<p style="text-align: justify;">Uno di questi è la proprietà dei tubi, degli invasi e delle condotte. «Allo stato attuale &#8211; spiega Bazzano &#8211; è preferibile che le reti idriche rimangano in mano pubblica». Prima, infatti, «ci dev&#8217;essere un consolidamento dei gestori di rete e un ampliamento degli Ambiti territoriali ottimali (Ato)», cioè le aree, individuate dalle regioni, all&#8217;interno delle quali un soggetto unitario gestisce le acque. «Hanno una dimensione pressoché provinciale &#8211; fa da eco Attanasio- che non corrisponde ai bacini idrici naturali: devono, giocoforza, ingrandirsi. Inoltre è necessaria l&#8217;istituzione di un&#8217;Authority che funzioni sulla falsariga di quella dell&#8217;energia». «Solo in quel momento &#8211; riprende Bazzano-, con una normativa coerente, un controllore efficiente e una minore quantità di gestori sarà indifferente parlare di proprietà pubblica o privata. Per adesso è troppo presto». Non così tranchant, invece, la posizione sui gestori di rete. «L&#8217;aspetto fondamentale &#8211; dice il manager &#8211; è che all&#8217;interno di un Ato ci sia solo un gestore. Al di là di questo, credo che sui servizi la presenza dei privati possa più velocemente proseguire». Di parere opposto Lembo: «Separare i servizi dalla rete non ha senso: l&#8217;acqua è, e deve rimanere, un bene inalienabile. Chi gestisce, di fatto, possiede il network. Lo ripeto, l&#8217;H2O deve restare nella mano pubblica».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
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		<title>Pioggia di incentivi sulle biomasse</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2009 04:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sta per essere approvato alla Camera, dopo essere stato discusso positivamente al Senato, un provvedimento, la legge 1113,  che porterà una pioggia di incentivi sulle biomasse. Ma non c’è da rallegrarsi troppo perché come specifica Auxiliagest si intende:
incrementare gli incentivi alla produzione di energia elettrica attraverso le biomasse anche di origine agricola (potature, residui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/biomasse.jpg" alt="incentivi alle biomasse" align="left" />Sta per essere approvato alla Camera, dopo essere stato discusso positivamente al Senato, un provvedimento, la <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&amp;leg=15&amp;id=00224911&amp;part=doc_dc&amp;parse=no&amp;stampa=si&amp;toc=no" target="_blank">legge 1113</a>,  che porterà una pioggia di incentivi sulle <a title="Biomasse" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/biomasse/" target="_blank"><strong>biomasse</strong></a>. Ma non c’è da rallegrarsi troppo perché come specifica <a href="http://www.auxiliagest.it/2009/05/19/nuovi-incentivi-in-arrivo-per-le-biomasse/" target="_blank">Auxiliagest</a> si intende:<br />
incrementare gli incentivi alla produzione di energia elettrica attraverso le biomasse anche di origine agricola (potature, residui della manutenzione forestale, di parchi e altro), agro-industriale e i rifiuti urbani per la parte biodegradabile. In particolare il coefficiente per <a title="Certificati Verdi" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/certificati-verdi/" target="_blank"><strong>Certificati Verdi</strong></a> da biomasse non da filiera corta è stato elevato da 1,1 a 1,3.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4169"></span>Grazie ad un emendamento l’indennizzo passa 0,22 euro/kWh a 0,28 euro/kWh per la produzione di energia elettrica derivata da biomasse in impianti di potenza inferiore a 1MW.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il salto le opinioni di Giuseppe Politi Presidente di Cia- Confederazione italiana agricoltori e di Stefania Prestigiacomo Ministro per l’Ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Spiega Giuseppe Politi Presidente della Confederazione italiana agricoltori:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Un’occasione persa per l’agricoltura. Il provvedimento era nato esclusivamente per gli agricoltori. Ora, invece, dopo più di sedici mesi di discussioni, è stato allargato a dismisura, coinvolgendo altri settori, come, ad esempio, i rifiuti urbani, e addirittura biomasse di provenienza extracomunitaria.</p>
<p>Di conseguenza, l’incentivo, pari a 0,28 euro/kwh, finisce con il premiare non unicamente l’efficienza e il protagonismo dei produttori agricoli. In questo modo viene eliminato il principio della filiera corta e non vengono privilegiate le biomasse che provengono prevalentemente dalle imprese agroforestali.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Soddisfatto il Ministro Prestigiacomo, che attraverso una nota fa sapere:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>L’emendamento approvato consentirà indubbi vantaggi per gli investimenti degli imprenditori agricoli, un consistente risparmio nella bolletta energetica nazionale a causa delle minori quantità di petrolio da importare, una minore produzione di CO2 da combustibili fossili e un migliore utilizzo dei rifiuti urbani che potranno essere utilizzati anche per la produzione di energia elettrica.</p>
<p>La scelta del governo a favore delle energie pulite &#8211; dichiara il ministro Prestigiacomo &#8211; è forte e irreversibile e passa anche attraverso provvedimenti come questo. Riteniamo infatti che biomasse, solare, eolico, idroelettrico debbano essere parte rilevante del mix energetico dell’Italia del futuro.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo passo sarà quello di equiparare gli inceneritori a impianti per la produzione elettrica da biomasse?</p>
<p style="text-align: justify;">Via | <a href="http://www.cia.it/cia/svl/documentiRead?doc_id=22225&amp;tpl_id=7" target="_blank">Cia</a>, <a href="http://www.minambiente.it/index.php?id_doc=1291&amp;id_oggetto=2&amp;sid=ac3653ea18ae6be8c20ad487a52e6495" target="_blank">Ministero Ambiente</a></p>
<div class="contenuto" style="text-align: justify;">Fonte: Ecoblog.it</div>
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		<title>I turbogeneratori a ciclo combinato bresciani a tutto gas</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 04:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie alla tecnologia, alla genialità di produttori sempre più dinamici e all&#8217;ingegneria più raffinata, oggi esistono moltissime soluzioni che sfruttano diverse fonti per la produzione di energia elettrica e calore. Tra le aziende bresciane che abbiamo già citato su 100ambiente, c&#8217;è la Turboden che ha annunciato la messa in attivazione del suo centesimo turbogeneratore a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="serendipity_image_left" style="border: 0px none; float: left; padding-left: 5px; padding-right: 5px;" src="http://www.100ambiente.it/uploads/turboden-turbogeneratori-orc.jpg" alt="" width="300" height="288" />Grazie alla <strong>tecnologia</strong>, alla <strong>genialità di produttori</strong> sempre più dinamici e all&#8217;<strong>ingegneria </strong>più raffinata, oggi esistono moltissime soluzioni che sfruttano diverse fonti per la <a title="Cogenerazione" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/cogenerazione/" target="_blank"><strong>produzione di energia elettrica e calore</strong></a>. Tra le aziende bresciane che abbiamo <strong>già citato su 100ambiente</strong>, c&#8217;è la <strong>Turboden</strong> che ha annunciato la messa in attivazione del suo <strong>centesimo turbogeneratore a ciclo combinato</strong>, ossia basato sul <strong>Ciclo Rankine Organico (ORC)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4145"></span>L&#8217;installazione è avvenuta a <strong>Hennigsdorf</strong> in Germania, cittadina con 26.000 abitanti situata a venti km da Berlino, ed è una soluzione che consente di <strong>avviare un processo di teleriscaldamento da <a title="Biomasse" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/biomasse/" target="_blank">biomassa</a></strong> con una potenza elettrica di <strong>2,2 MW</strong> e <strong>10 MW </strong>di potenza termica, in grado di soddisfare il fabbisogno termico della stessa <strong>Hennigsdorf</strong> partendo da diverse fonti di combustione, sia <strong><a title="Fonti Rinnovabili" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/fonti-rinnovabili/" target="_blank">rinnovabili </a></strong>che gas fossili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modello fornito da Turboden è un’unità cogenerativa di taglia grande, <strong>TURBODEN 22 CHP</strong>, e rappresenta il cinquantesimo impianto installato in Germania.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Turboden</strong>, fondata nel 1980 dall’Ing. <strong>Mario Gaia</strong>, conta nelle sue sedi di Brescia e Milano oltre 107 addetti e <strong>investe in Ricerca e Sviluppo circa l’8% dei ricavi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;aspetto curioso è che questa tecnologia trova ampissimo spazio e interesse fuori dal territorio italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti la <strong>maggior parte di turbogeneratori a Ciclo Rankine Organico (ORC</strong>) sono presenti in Germania e Austria, paesi evidentemente sensibili <strong>a forme locali di produzione energetica</strong> attingendo da fonti di tipo &#8220;biomassa&#8221; e soprattutto a soluzioni alternative e combinate di energia. Dopo i 50 installati in Germania, l’Austria è il paese con 32 impianti di cui 30 in esercizio. Segue l’<strong>Italia </strong>con <strong>23 impianti</strong>, ma fatto assai curioso è che solo 13 sono in esercizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi state chiedendo perché? Immaginiamo abbiate già trovato una risposta. Tornando agli impianti Turboden funzionanti in Italia, <strong>11 sono impianti cogenerativi a biomassa </strong>e <strong>2 da recupero calore</strong>. Nel nostro paese, il primo impianto è stato quello di teleriscaldamento di Tirano, nel 2003.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo per la cogenerazione da biomassa, cioè l’applicazione principale di Turboden, risale al 1998 ed è stato realizzato a Biere (Svizzera) per una società di teleriscaldamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Link: <strong><a href="http://www.turboden.it/it/default.asp" target="_blank">Turboden</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.100ambiente.it">100ambiente.it</a><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Strumenti web dell’Autorità per i consumatori: trova-offerte</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 06:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sundance</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Forum PA 2009 ( Forum nuova fiera di Roma) è attivo lo sportello web dell’Autorità per l’energia, una postazione per accedere al suo sito www.autorita.energia.it e quindi agli strumenti informatici messi recentemente a disposizione dei consumatori per: trovare e confrontare le offerte dei venditori elettrici; preparare le domande di accesso al Bonus elettrico; conoscere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://news.attico.it/wp-content/uploads/2009/01/elttricita2.jpg" alt="" width="174" height="232" />Al Forum PA 2009 ( Forum nuova fiera di Roma) è attivo lo sportello web dell’Autorità per l’energia, una postazione per accedere al suo sito <a href="http://www.autorita.energia.it">www.autorita.energia.it</a> e quindi agli strumenti informatici messi recentemente a disposizione dei consumatori per: trovare e confrontare le offerte dei venditori elettrici; preparare le domande di accesso al Bonus elettrico; conoscere i vantaggi emergenti dalla liberalizzazione dei settori dell’energia elettrica e del gas.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4010"></span>Trovare l’offerta di energia elettrica più adatta alle proprie esigenze con un semplice click del mouse adesso è possibile grazie al Trova offerte, un innovativo strumento che l’Autorità per l’energia ha messo a disposizione di tutti i consumatori sul proprio sito web.<br />
Inserendo facilmente alcuni dati (ad esempio il CAP del Comune di interesse, il tipo di contratto preferito, il consumo annuo stimato) e seguendo le istruzioni delle varie schermate, sarà possibile visualizzare l’offerta più adatta alle proprie esigenze, potendo valutare anche la relativa spesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Navigando sul sito dell’Autorità è possibile ottenere anche tutte le informazioni sul Bonus elettrico e scaricare i moduli per la domanda da presentare al Comune di residenza. Il Bonus, introdotto dal Governo e reso operativo dall’Autorità per l’energia con la collaborazione dell’ANCI e dei suoi Comuni, offre alle famiglie in condizione di disagio economico e a quelle numerose un risparmio sulla spesa per l’energia elettrica. Il Bonus è previsto anche per i casi di disagio fisico, cioè per chi è costretto ad utilizzare apparecchiature elettromedicali salvavita.<br />
Fino al 30 giugno si potrà presentare la domanda per ottenere il Bonus retroattivo fino a tutto il 2008. Resta comunque sempre possibile presentare la domanda in ogni momento, anche dopo il 30 giugno, per beneficiare del Bonus per i 12 mesi successivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a numerosi strumenti e contenuti, sul sito dell’Autorità è presente anche la Finestra del consumatore, uno spazio navigabile dove conoscere i diritti e le tutele previste per le famiglie e ottenere diversi materiali informativi; fra questi anche la guida Energia semplice sulle novità del libero mercato dell’energia. A completamento della Finestra da tempo è stato messo a disposizione dei cittadini il numero verde 800.166.654, la brochure e gli spot informativi sul Bonus elettrico, tutti strumenti per ottenere ogni informazione sui mercati dell’energia e sulla qualità dei servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ambito degli appuntamenti istituzionali previsti durante il Forum PA, il Presidente dell’Autorità, Alessandro Ortis, parteciperà al convegno del 13 maggio, nel corso del quale sarà dato conto anche dello stato di avanzamento del programma, della stessa Autorità, per contribuire alla semplificazione normativa. In questo senso sono state già individuate più di 500 delibere che hanno già cessato di produrre effetti regolatori.<br />
Inoltre sul sito dell’Autorità è disponibile l’Anagrafica Operatori, che prevede l’iscrizione on line delle imprese del settore, contribuendo così al processo già avviato di progressiva eliminazione delle comunicazioni cartacee nel rapporto con gli operatori. Sul sito è così possibile individuare, grazie ad uno specifico motore di ricerca, quali venditori o distributori operano in una specifica zona di interesse ed ottenere informazioni sulle oltre 2000 imprese attive nei settori della produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica e di gas.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Attico.it</p>
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		<title>Ancor più debiti per l’Enel se investirà nel nucleare</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 05:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I già significativi debiti dell’Enel crescerebbero di altri 30 miliardi di euro se la società desse seguito alle dichiarazioni relative a nuovi investimenti nel nucleare. Lo dice il rapporto finanziario “Enel: prospettive e rischi degli investimenti in energia nucleare” elaborato dal professor Stephen Thomas dell’Università di Greenwich e commissionato da Greenpeace Italia e Fondazione Culturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Enel" src="http://www.stabiachannel.it/public/News/Immagini/enel1.jpg" alt="" width="200" height="150" />I già significativi debiti dell’Enel <strong>crescerebbero di altri 30 miliardi di euro </strong>se la società desse seguito alle dichiarazioni relative a <a href="http://blogeko.libero.it/2009/accordo-fra-italia-e-francia-sul-nucleare-laltra-faccia-della-medaglia/" target="_blank">nuovi investimenti nel nucleare</a>. Lo dice il rapporto finanziario <strong>“Enel: prospettive e rischi degli investimenti in <a title="Energia Nucleare" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/energia-nucleare/" target="_blank">energia nucleare</a>”</strong> elaborato dal professor Stephen Thomas dell’Università di Greenwich e commissionato da Greenpeace Italia e Fondazione Culturale Responsabilità Etica.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3408"></span>Questo studio analizza <strong>il rapporto tra il debito finanziario della società e i progetti espansionistici</strong> nel nucleare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel rapporto si legge che<strong> l’acquisto di Endesa nel 2007 </strong>per oltre 40 miliardi di euro è stata la causa principale dell’incremento dell’indebitamento finanziario di Enel. L’indebitamento è passato da circa 10 miliardi di euro nel 2006 a<strong> circa 50 miliardi di euro nel 2009</strong>. La società francese Edf, che ha un fatturato paragonabile a quello di Enel, è preoccupata per l’entità del proprio debito, che è circa la metà del debito di Enel, cioè 25 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il rating assegnato al debito di Enel è in discesa, dice ancora il rapporto. Per mantenere gli attuali livelli di rating, Enel punta a ridurre l’indebitamento netto a 41 miliardi di euro entro il 2013 anche attraverso la <strong>vendita di una quota di “Enel Green Power”</strong>, la divisione specializzata in <a title="Fonti Rinnovabili" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/fonti-rinnovabili/" target="_blank"><strong>energie rinnovabili</strong></a>, la cui redditività, dice il rapporto di Greenpeace, è tre volte più alta di quella generale del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo 2009 è atteso un aumento di capitale sottoscritto da un gruppo di banche e dal Governo Italiano. <strong>Ai contribuenti costerà</strong> circa 2,5 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ridurre il debito Enel a livelli gestibili sarà dunque estremamente difficile e dispendioso per i contribuenti, nota Greenpeace; e <strong>questo debito sarebbe alleggerito abbandonando i piani di investimento sul nucleare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La stima è che i piani sul nucleare richiedano oltre  30 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni. Solo in Italia, i i quattro reattori Epr, che Enel <strong>progetta di costruire</strong> in seguito all’accordo di collaborazione con Edf, costeranno circa 25 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto completo di Greenpeace: <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/debiti-enel-nucleare.pdf" target="_blank">ancor più debiti per Enel se investirà nel nucleare</a></p>
<p style="text-align: justify;">La sintesi in italiano: <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/scheda-enel-nucleare" target="_blank">Enel, debiti e investimenti per il nucleare</a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Blogeko.libero.it</p>
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		<title>L&#8217;Elettro tegole (fotovoltaiche) di Brianza Plastica</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 05:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi parliamo di un&#8217;azienda 100% italiana che, dopo un&#8217;esperienza decennale nel mercato dell’edilizia residenziale ed industriale con la produzione di lastre in vetroresina e con il termoisolante sottotegola noto come Isotec, propone sul mercato del fotovoltaico &#8220;Elettrotegola&#8220;, un prodotto che finalmente coniuga la produzione di energia a zero impatto ambientale con un’importante valenza architettonica.
L&#8217;azienda è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Elettrotegola" src="http://www.100ambiente.it/uploads/elettrotegola_1.jpg" alt="" width="250" height="249" />Oggi parliamo di un&#8217;<strong>azienda 100% italiana</strong> che, dopo un&#8217;esperienza decennale nel mercato dell’edilizia residenziale ed industriale con la produzione di lastre in vetroresina e con il termoisolante sottotegola noto come <strong>Isotec</strong>, propone sul mercato del fotovoltaico &#8220;<a href="http://www.risparmiosoldi.it/energia-ambiente/techtile-energy-la-super-tegola-fotovoltaica/" target="_blank"><strong>Elettrotegola</strong></a>&#8220;, un prodotto che finalmente coniuga la produzione di energia a zero impatto ambientale con un’importante valenza architettonica.<br />
L&#8217;azienda è <strong>Brianza Plastica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3464"></span><strong>Elettrotegola </strong>nasce nel 2005 negli stabilimenti di Carate Brianza ed è la naturale evoluzione della politica di Brianza Plastica finalizzata all’efficienza ed al risparmio energetico, iniziata oltre 20 anni fa con la produzione del sistema termoisolante ISOTEC.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elettrotegola </strong>è infatti il <strong>sistema <a href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/energia-fotovoltaica/" target="_blank">fotovoltaico</a></strong> per la produzione di energia elettrica direttamente dal sole, sviluppato e realizzato totalmente nei propri medesimi stabilimenti, al fine di ottenere il migliore risultato architettonico per le coperture di tetti spioventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, grazie ad un’attenta progettazione dimensionale, <strong>Elettrotegola </strong>si integra perfettamente con qualsiasi tipologia di <strong>tegola europea</strong>, sostituendosi alle tegole anziché sovrapponendosi ad esse, come invece avviene per i sistemi fotovoltaici tradizionali, per una durata di oltre 25 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Con <strong>Elettrotegola </strong>è possibile produrre fino al 100% del fabbisogno domestico senza penalizzare l’impatto estetico dell’abitazione. E&#8217; quindi particolarmente indicata per l’impiego in recupero di centri storici.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- s9ymdb:7845 --></p>
<div style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" style="border: 0px none; padding-left: 5px; padding-right: 5px;" src="http://www.100ambiente.it/uploads/elettrotegola_2.jpg" alt="" width="400" height="129" /></div>
<p style="text-align: justify;">Un altro aspetto di fondamentale rilevanza per la diffusione di questi impianti riguarda il programma d’incentivazione “<strong>CONTO ENERGIA</strong>”, a seguito del D.M. 19/02/07, che permette, a chi sceglie di installare un sistema <strong>Elettrotegola </strong>architettonicamente integrato, di ricevere incentivi da 0,44 a 0,49 euro per ogni chilowattora prodotto, per 20 anni.<br />
<!-- s9ymdb:7846 --></p>
<div style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" style="border: 0px none; padding-left: 5px; padding-right: 5px;" src="http://www.100ambiente.it/uploads/elettrotegola_3.jpg" alt="" width="362" height="200" /></div>
<p style="text-align: justify;">Un’interessante applicazione è quella recentemente realizzata in provincia di Bergamo per la copertura della <strong>Palazzina Sangalli</strong>, sede del Comune di Treviglio. <strong>Elettrotegola </strong>è stata qui posata in abbinamento ad Isotec, per una superficie di 75 mq ed una potenza di 10 kWp.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando anche il made in Italy può dire qualcosa nel campo ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Link: <strong><a href="http://www.elettrotegola.it/" target="_blank">Elettrotegola</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.100ambiente.it" target="_blank">100ambiente.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cosa c&#8217;è da sapere sul mercato delle rinnovabili elettriche</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 05:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentata la pubblicazione “Fonti rinnovabili: Guida alla vendita dell’energia e agli incentivi” frutto della collaborazione tra il Gestore del mercato elettrico e l’Aper. Un utile documento per gli addetti ai lavori, ma anche per chi intende entrare sul mercato.
E&#8217; stata presentata oggi una guida dal titolo “Fonti rinnovabili: Guida alla vendita dell’energia e agli incentivi” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span class="testo_contenuto_news"><img class="alignleft" title="Fonti Rinnovabili" src="http://qualenergia.it/UserFiles/Images/1428998461_371525ad79_m.jpg" alt="" width="240" height="174" />Presentata la pubblicazione “<a title="Fonti Rinnovabili" href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/fonti-rinnovabili/" target="_blank"><strong>Fonti rinnovabili</strong></a>: Guida alla vendita dell’energia e agli incentivi” frutto della collaborazione tra il Gestore del mercato elettrico e l’Aper. Un utile documento per gli addetti ai lavori, ma anche per chi intende entrare sul mercato.</span></p>
<p align="justify"><span id="more-3400"></span>E&#8217; stata presentata oggi una guida dal titolo “<strong>Fonti rinnovabili: Guida alla vendita dell’energia e agli incentivi</strong>” (30 pp., vedi pdf in allegato), che, in maniera sintetica e semplice, spiega le modalità di accesso al mercato delle fonti rinnovabili elettriche.</p>
<p align="justify">Nasce dalla collaborazione tra Gestore del mercato elettrico (<a href="http://www.mercatoelettrico.org/It/Default.aspx" target="_blank">GME</a>), la società a cui è affidata l’organizzazione e la gestione economica del mercato elettrico e dei Mercati Ambientali tra cui il Mercato dei Certificati Verdi, e l’Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili (<a href="http://www.aper.it/" target="_blank">Aper</a>).</p>
<p>Come si vende l’energia elettrica? Cos’è e come funziona il mercato? Cosa sono i certificati verdi? Qual è la normativa di riferimento? A questi quesiti risponde la guida che descrive in modo dettagliato la normativa nazionale che regola la vendita dell’energia da fonte rinnovabile, i meccanismi di incentivazione e il loro funzionamento (certificati verdi, tariffa omnicomprensiva), le diverse possibilità offerte dal sistema all’operatore per vendere l’energia prodotta (ritiro dedicato, scambio sul posto). Da questo documento è esclusa l&#8217;analisi del conto energia fotovoltaico.</p>
<p align="justify">Ma ecco in sintesi gli argomenti trattati:</p>
<p align="justify"><strong>La vendita dell&#8217;energia</strong></p>
<ul>
<li>Cessione regolamentata dell’energia elettrica – il ritiro dedicato</li>
<li>Cessione di energia elettrica nell’ambito del mercato</li>
<li>Lo scambio sul posto</li>
</ul>
<p align="justify"><strong>Gli incentivi</strong></p>
<ul>
<li>
<div>La qualifica impianti a fonti rinnovabili (IAFR)</div>
</li>
<li>
<div>I certificati verdi</div>
</li>
<li>
<div>La tariffa incentivante omnicomprensiva</div>
</li>
<li>
<div>La negoziazione dei certificati verdi</div>
</li>
<li>
<div>La piattaforma bilaterale dei certificati verdi (PBCV)</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"><strong>Gli attori del sistema elettrico</strong></p>
<p>La pubblicazione del GME-Aper ha l’obiettivo di supportare l’attività degli operatori del settore delle fonti rinnovabili e di far conoscere, ai non addetti ai lavori, un settore in continua evoluzione.</p>
<p align="justify">Fonte: Qualenergia.it</p>
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		</item>
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