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	<title>Risparmio Soldi &#187; contratto</title>
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		<title>Prestiti tra privati: rischi e vantaggi</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 08:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EmanuelaMastrocinque</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si affaccia sul mondo economico un nuova modalità di prestito che capovolge interamente gli antichi assetti su cui si innestavano,  in passato, consuetudini e norme di un intero settore finanziario che non ha mai perso di efficacia e importanza.

Pare che sul web, infatti,  comincino a proliferare portali in grado di assicurare a privati e consumatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://manuelinux.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/soldi.jpg" alt="" width="215" height="169" />Si affaccia sul mondo economico un nuova modalità di <strong>prestito </strong>che capovolge interamente gli antichi assetti su cui si innestavano,  in passato, consuetudini e norme di un intero settore finanziario che non ha mai perso di efficacia e importanza.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-8537"></span></p>
<p style="text-align: justify">Pare che sul <strong>web</strong>, infatti,  comincino a proliferare portali in grado di assicurare a privati e consumatori la possibilità di intraprendere forme di prestito tra privati che,  dopo una consensuale e trasparente trattativa,  raggiungono accordi certificati scegliendo in prima persona quali siano i tassi di interesse da applicare,  la durata dell’ammortamento e il piano di rimborso da intraprendere,  eludendo  così,  ogni eventuale tipo di intermediazione bancaria. Si registra,negli ultimi anni, pertanto,  una progressiva ascesa di tale fenomeno che ha portato,  di conseguenza,  alla creazione di portali e servizi creati ad hoc per queste peculiari forme di prestito.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Così,  quella che oramai negli Usa è una consuetudine  comincia a creare un proprio solido mercato anche in Italia,  facendo registrare cifre record.</p>
<p style="text-align: justify">In Italia il primo e più importante portale specializzato nei servizi di <strong>prestiti tra privati</strong> è <a href="https://www.boober.it/" target="_blank">Boober</a>,  che già nella scorsa primavera ha toccato quota 100 mila euro di capitale investiti.</p>
<p style="text-align: justify">Il sistema è molto semplice e assicura a coloro che ne usufruiscono massime garanzie di efficienza e sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify">Tramite il portale,  finanziatori e richiedenti possono mettersi in contatto valutando entrambi, i vantaggi economici che  potrebbero derivare da un‘eventuale investimento.</p>
<p style="text-align: justify">A dettare  le regole principali del <strong>contratto </strong>sono i richiedenti che in un primo momento espongono il proprio progetto cercando persone o enti disposti a finanziare,  in questo caso l’investitore può unicamente limitarsi a scegliere tra le varie alternative quelle che egli ritiene essere più conveniente.</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente i vantaggi si riscontrano da entrambe le parti in gioco,  in quanto si ha la possibilità di  scavalcare la mediazione di banche ed enti creditizi che, spesso lucrano sulle spalle degli <strong>investitori</strong> fornendo ben pochi profitti.</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre si assicura un servizio di protezione per la privacy che garantisce agli utenti la giusta e corretta trasparenza senza rinunciare al giusto rispetto per i propri dati personali.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Affitto per studenti: vantaggi e tutele di un contratto a norma</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 23:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sundance</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La regola principale da seguire per stipulare un contratto è verificare a quali condizioni si è nella legalità, si possono avere benefici e limitare il contenzioso. Di fronte a rapporti parzialmente o totalmente irregolari è necessario esaminare nel dettaglio le tutele disponibili per rimuovere gli effetti delle violazioni. Ecco un elenco delle opportunità e delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.ziolupo.com/images/affitti_studenti.jpg" alt="" width="296" height="199" />La regola principale da seguire per stipulare un contratto è verificare a quali condizioni si è nella legalità, si possono avere benefici e limitare il contenzioso. Di fronte a rapporti parzialmente o totalmente irregolari è necessario esaminare nel dettaglio le tutele disponibili per rimuovere gli effetti delle violazioni. <span id="more-6684"></span>Ecco un elenco delle opportunità e delle tutele che vengono negate nel caso di contratto non a norma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Opportunità negate</strong><br />
Senza contratto scritto e registrato, obbligatorio per la legge 431/98, si perdono le possibilita’ per:</p>
<p style="text-align: justify;">• la detrazione Irpef del 30% al proprietario se affitta col contratto concordato per studenti universitari fuori sede e l’eventuale detrazione Ici;</p>
<p>• la detrazione del 30% dell’imposta annua di registro all’inquilino e al proprietario se affittano col contratto per studenti universitari fuori sede;<br />
• la detrazione per giovani sotto i trent’anni di euro 991,59 se lo studente ha anche un reddito di lavoratore per qualsiasi tipologia di contratto o in alternativa la detrazione sino a euro 485,80 per contratti concordati per studenti universitari fuori sede che al contempo lavorino;<br />
• la detrazione dalle imposte del 19% del canone pagato per l’affitto del figlio studente da parte dei genitori dei quali risulti a carico;<br />
• tutti gli eventuali contributi all’affitto erogati dalle varie aziende regionali per il diritto allo studio che ovviamente pretendono contratti registrati come pure il contributo alloggiativo previsto dalla legge 431 art. 11<br />
• garanzie di durata e stabilita‘ della locazione, che spesso costringono lo studente a cambiare più sistemazioni precarie nel corso del suo impegno universitario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutele</strong><br />
L’articolo 13 della legge 431/98 dove si prevede che:<br />
• è nullo ogni patto che preveda durata e canone diversi da quanto stabilito dalla legge e dagli accordi sindacali;<br />
• è nullo ogni patto che consenta aumenti illegittimi del canone;<br />
• nel caso in cui il propietario abbia preteso l’instaurazione di un rapporto di locazione di fatto, il tribunale puo‘ accertare su richiesta dell’inquilino l’esistenza della locazione e determinare un canone in  misura non superiore a quella prevista dagli accordi stipulati in base alla legge 431/98</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.studenti.it/universita/inchieste/affitti_studenti2008.php" target="_blank">Studenti.it</a></p>
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		<title>Affitti studenteschi: stima delle città più care</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 10:10:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo stime recenti oggi circa un quarto degli studenti universitari risiedono nella stessa città sede di studi, la metà risiedono nell’ambito della Regione, egualmente ripartiti tra la propria e le altre province, il rimanente risiede in un’altra Regione.
Un terzo degli studenti universitari sono fuori sede e non pendolari stabilendosi in altre città e affrontando, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.digi.to.it/public/image/affittasi.jpg" alt="" width="304" height="213" />Secondo stime recenti oggi circa un quarto degli studenti universitari risiedono nella stessa città sede di studi, la metà risiedono nell’ambito della Regione, egualmente ripartiti tra la propria e le altre province, il rimanente risiede in un’altra Regione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6610"></span>Un terzo degli studenti universitari sono fuori sede e non pendolari stabilendosi in altre città e affrontando, come spesa prevalente, quella dell’affitto di un posto letto in un alloggio da condividere con altri studenti quando la disponibilità è minore, di una stanza singola o di un monolocale quando riescono a sostenere la spesa.<br />
Le città più care sono Milano e Roma: a Roma si rileva una maggiore varianza dei prezzi, in particolare dei valori massimi, a Milano si evidenziano livelli medi più elevati.</p>
<p style="text-align: justify;">I valori maggiori sono in prossimità degli atenei privati (zona Navigli a Milano, da dove è possibile raggiungere lo IULM, la Bocconi e l’Università Cattolica), zona Trieste, Nomentana, Bologna a Roma nei pressi della LUISS.<br />
Firenze e Bologna presentano valori leggermente inferiori di Milano e Roma: a Firenze sono più cari e più diffusi come offerta i posti letto, le stanze singole raggiungono anche i 650,00 euro; appartamenti molto grandi, quattro stanze, vengono affittati anche a oltre 3.000,00 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quadro non muta di molto se ci spostiamo in città medie dove la forte domanda da parte di studenti ha notevolmente deformato il mercato, economicamente e socialmente: i proprietari riescono a praticare alti canoni affittando un alloggio a più studenti, fenomeno che innesca un processo di aumento generalizzato anche per i residenti i quali sono espulsi da intere zone urbane.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcune città è frequente il fenomeno degli affitti a studenti extracomunitari (Perugia, Siena) che si traduce in un aumento del 25/30% in più rispetto a quelli per studenti italiani. Nella maggior parte dei casi non viene redatto un contratto o viene sottoscritto ma con durata minima (6/12 mesi) con la prospettiva di un rinnovo a canone rivedibile e possibilità di aumenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.attico.it/" target="_blank">Attico.it</a></p>
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		<title>Via libera alla Finanziaria: 3,4 milardi spalmati su 3 anni</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 08:33:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/politica/200804images/tremonti01g.jpg" alt="" width="300" height="230" />Via libera alla Finanziaria 2010 da parte del Consiglio dei ministri, che si è riunito a Palazzo Chigi dopo l&#8217;incontro fra il governo e le parti sociali avvenuto lunedì e la riunione del Cipe, che ha approvato la relazione previsionale programmatica e la nota di aggiornamento al Dpef. È una manovra &#8220;leggera&#8221;, composta da tre articoli e una trentina di tabelle: il valore totale è di 3,4 miliardi, spalmati nel triennio 2010-2012. <span id="more-6496"></span>«Non viene modificato quanto previsto per gli anni 2010 e 2011, abbiamo solo aggiunto il 2012» ha spiegato il presidente del Consiglio Berlusconi in conferenza stampa, sottolineando il «cambiamento epocale del sistema di presentazione della Finanziaria (triennale, ndr), perché negli anni precedenti c&#8217;era sempre un assalto alla diligenza e uno scontro tra ministri e partiti. Abbiamo evitato l&#8217;assalto delle lobbies e soprattutto quello che accadeva negli anni che vanno dal 1980 al 1992 e cioè la moltiplicazione per 8 del debito pubblico, cosa che stiamo ancora pagando». Berlusconi si è complimentato con Tremonti, «circondato da un totale consenso di tutti i ministri».</p>
<p style="text-align: justify;">TREMONTI &#8211; Il ministro dell&#8217;Economia ha quindi preso la parola: «Non stiamo facendo la Finanziaria vecchio stile, le agevolazioni saranno fatte quando avremo il quadro complessivo. Questo è il bilancio dello Stato: un documento importante perché stabilizza i conti pubblici per tre anni. Avremmo preferito conservare i numeri dell&#8217;anno scorso ma abbiamo da parte quanto serve per gestire la situazione e se del caso aggiungeremo». L&#8217;iter della manovra comincerà dal Senato, ma il termine non piace al ministro dell&#8217;Economia: «Non è una manovra, non ci sono tasse e non ci sono aggiunte. È una fotografia del bilancio». In effetti nel 2010 ci sono maggiori spese per 567 milioni che verranno coperte con 579 milioni di euro di riduzioni: il miglioramento dei «saldi» appare quindi di soli 12 milioni. Nel complesso dei tre anni, invece, gli interventi sfiorano i 3 miliardi, ma sono interamente coperti, tanto che alla fine l&#8217;effetto di miglioramento dei conti sarà di 114 milioni di euro. L&#8217;importanza della manovra non è quindi nelle misure ma nel consolidamento di conti.</p>
<p style="text-align: justify;">FONDO DEL GOVERNO &#8211; I proventi derivanti dallo scudo fiscale e dalla lotta all&#8217;evasione saranno raccolti in un fondo di Palazzo Chigi e utilizzati per voci di spesa «ineludibili», ovvero università e ricerca, 5 per mille, alcune voci del lavoro e missioni di pace. «Non abbiamo ancora idea della cifra che avremo dallo scudo fiscale e dalla lotta all’evasione, ma abbiamo già un catalogo preciso di voci che possiamo finanziare» ha detto Tremonti, sottolineando che «le risorse per gli ammortizzatori sociali che non saranno utilizzate rimarranno comunque nel comparto del lavoro». Si tratta &#8211; è intervenuto il ministro del Welfare Sacconi &#8211; di 8 miliardi di cui «sono stati spesi solo 1,5 miliardi e il governo pensa che ne saranno impegnati un altro mezzo miliardo». Sul fronte occupazione (di cui l&#8217;Istat ha diffuso i dati, non positivi, relativi al secondo trimestre 2009) «in Italia va meglio che in altri Paesi &#8211; ha detto Tremonti -. Non lasceremo nessuno indietro». Conferma Sacconi: «L&#8217;impatto della crisi sugli occupati è stato fortemente contenuto».</p>
<p style="text-align: justify;">I PUNTI PRINCIPALI &#8211; Vengono dunque destinati 3,4 miliardi al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, in attesa che venga delineata la nuova struttura retributiva e vengano raggiunti gli accordi di rinnovo: 693 milioni nel 2010, 1.087 nel 2011 e 1.680 nel 2012. Si tratta di 1,8 miliardi per il settore statale e 1,6 miliardi per il settore non statale, spiega in una nota il ministro della Pubblica amministrazione Brunetta, ricordando che si tratta di stanziamenti a titolo di vacanza contrattuale (circa il 40% dell&#8217;inflazione programmata). «Alle predette risorse &#8211; spiega il ministro &#8211; si aggiungeranno, una volta definito il nuovo assetto contrattuale delle amministrazioni pubbliche, le ulteriori risorse finanziarie occorrenti per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012. Nonostante il momento difficile abbiamo trovato le risorse e creato le condizioni affinché si possano fare i contratti dei dipendenti pubblici nel 2010». Tremonti tiene a sottolineare che sul rinnovo dei contratti nel pubblico impiego «saranno mantenuti gli impegni», ma che «non c&#8217;è la cifra specifica assoluta per il rinnovo». Il documento stabilisce inoltre che «le maggiori disponibilità di finanza pubblica che si realizzassero nell&#8217;anno 2010 rispetto alle previsioni del Dpef 2010-2013, al fine di fronteggiare la diminuzione della domanda interna, sono destinate alla riduzione della pressione fiscale nei confronti delle famiglie con figli e dei percettori di reddito medio-basso, con priorità per i lavoratori dipendenti e i pensionati». Altro punto: le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni (36%, con Iva al 10%) vengono estese fino al 2012: «Certo che saranno prorogate &#8211; dice Tremonti -, ma le decisioni sulle agevolazioni saranno prese quando avremo il quadro complessivo delle risorse». Infine è stata aggiunta una norma per evitare un buco da 3 miliardi sulle pensioni agricole.</p>
<p style="text-align: justify;">IL PIL MIGLIORA: -4,8% &#8211; Nel documento viene indicato che il Pil segnerà quest&#8217;anno una contrazione del 4,8%, contro una stima negativa per il 5,2% del Dpef, mentre nel prossimo anno lo spunto della ripresa segnerà una crescita dello 0,7% (contro lo 0,5% previsto dal Dpef). Il deficit pubblico si attesterà nel 2009 al 5,3% e si ridurrà al 5% l&#8217;anno prossimo. Ma si tratta del deficit «lordo»: quello corretto per il ciclo sarà del 3,3% quest&#8217;anno e del 2,8% nel 2010. Il debito pubblico nel 2009 si attesterà al 115,1% del Pil e nel 2010 salirà al 117,3%. Leggermente meglio rispetto alle stime del Dpef: 115,3 e 118,2%. Nel 2011 il rapporto debito/Pil tornerà a scendere attestandosi a 116,9%. Il calo proseguirà nel 2012 quando il debito pubblico tornerà ai livelli di quest&#8217;anno. Unico dato negativo, quello dell&#8217;avanzo primario, che quest&#8217;anno si attesterà a -0,5% del Pil, un dato più negativo rispetto al -0,4% previsto nel Dpef. Nel 2010 l’avanzo si azzererà (nel Documento di programmazione era stimato in positivo a +0,2%), per poi tornare in crescita nel 2011 quando registrerà un aumento dell’1,3% comunque inferiore rispetto alla ultime previsioni (+1,5%). Il direttore generale della Banca d&#8217;Italia Fabrizio Saccomanni, presente alla riunione del Cipe, ha espresso pieno consenso rispetto alle previsioni macroeconomiche formulate dal governo e «apprezzamento per la qualità tecnica della relazione previsionale e programmatica».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Case in affitto: i prezzi sono ancora alti</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 23:15:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Contestualmente al calo dei prezzi delle case non si può dire, che ci sia stato un corrispondente abbassamento anche degli affitti. Questo è quello che ha  rilevato il Sunia, il Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari,  insieme all’osservatorio immobiliare  dell’Associazione Codici .
In particolare, l’ Associazione Codici ha messo in evidenza, come in città come Milano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.prestitoblog.it/wp-content/uploads/chiavi1.jpg" alt="" width="290" height="200" />Contestualmente al <a href="http://www.risparmiosoldi.it/prestiti-mutui/immobili-prezzi-in-calo-e-compravendite-ferme/" target="_blank">calo dei prezzi</a> delle case non si può dire, che ci sia stato un corrispondente abbassamento anche degli affitti. Questo è quello che ha  rilevato il Sunia, il Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari,  insieme all’osservatorio immobiliare  dell’Associazione Codici .</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6348"></span>In particolare, l’ Associazione Codici ha messo in evidenza, come in città come Milano, Venezia e Roma i prezzi degli affitti per le case  ad uso abitativo abbiano raggiunto prezzi veramente troppo alti ; e non solo al Centro, ma anche in periferia, dove oramai i prezzi tendono a lievitare a seguito proprio delle forti richieste. La conseguenza di tutto questo, è  che chi paga l’affitto oramai trova più conveniente acquistare la casa  dove abita, mentre chi cerca casa allo stesso modo è costretto  ad aprire un mutuo perché vivere in affitto è diventato poco fattibile per la maggior parte delle famiglie italiane. Non a caso, il Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari ha  messo in evidenza ancora,  come nelle grandi città di cui sopra,  una casa in affitto che ha  una superficie pari ad ottanta metri quadrati costi in media poco più di mille euro al mese; questo significa che una famiglia  media italiana per poter vivere in una casa così, dovrebbe privarsi dell’intero stipendio  o quasi, e naturalmente tagliare tutte le spese superflue. Per quanto riguarda i prezzi, tra l’altro, c’è anche da dire, che  l’indicatore di luglio dell’Istat impone che sui canoni di locazione debba essere applicata una leggera revisione dei prezzi verso il basso a favore di chi vive in affitto con un contratto regolarmente registrato, il che non succede sempre, perché ancora il mercato degli affitti in nero, vista la situazione di crisi che vive il nostro Paese, ha successo tra i cittadini che sono disperati. Codici infine,  invita gli inquilini a rivolgersi agli Sportelli dell’Associazione che rappresenta,  che  li aiuterà in tutti i modi possibili ad esaminare il contratto ed a fornire l’assistenza necessaria, nel momento in cui si dovessero verificare dei problemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Prestitoblog.it</p>
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		<title>Scuola: coperture a precari e indennità a chi resta senza lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 23:02:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Accesso preferenziale alle supplenze brevi e a progetti scolastici speciali (sostegno agli studenti in difficoltà, lotta alla dispersione scolastica), possibilità di essere inseriti in iniziative integrative organizzate dalle singole Regioni. Si apre un paracadute per i supplenti della scuola che sono rimasti senza contratto.
Solo per l&#8217;anno scolastico 2009/2010, alla scadenza di contratti brevi, arriva l&#8217;indennità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Arch_Varie/Scuola/scuola-media-aula-studenti-fotogramma--324x230.jpg?uuid=1d5c30f8-4209-11de-a13c-2c9b90181433" alt="" width="324" height="230" />Accesso preferenziale alle supplenze brevi e a progetti scolastici speciali (sostegno agli studenti in difficoltà, lotta alla dispersione scolastica), possibilità di essere inseriti in iniziative integrative organizzate dalle singole Regioni. Si apre un paracadute per i supplenti della scuola che sono rimasti senza contratto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6119"></span>Solo per l&#8217;anno scolastico 2009/2010, alla scadenza di contratti brevi, arriva l&#8217;indennità di disoccupazione ordinaria (886 euro lordi) per 8 mesi o per 12 se il lavoratore è ultracinquantenne. Il trattamento si interromperà in presenza di supplenze brevi, che non sarà possibile rifiutare senza motivazioni serie, pena la perdita dell&#8217;ammortizzatore sociale. La disposizione si applica ai professori con contratto annuale rimasti dal 1° settembre a casa. La norma a tutela dei precari della scuola è stata approvata oggi dal Consiglio dei ministri e inserita nel decreto legge Ronchi approvato oggi che è finalizzato al rapido assolvimento di obblighi nei confronti dell&#8217;Unione europea per evitare procedure di infrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Progetti con le Regioni di massimo 8 mesi. Viene specificato che le amministrazioni scolastiche potranno promuovere, in collaborazione con le Regioni, progetti della durata di 3 mesi, prorogabili a 8 mesi, che prevedano attività di carattere straordinario, anche ai fini dell&#8217;adempimento dell&#8217;obbligo di istruzione. In queste attività saranno utilizzati &#8220;in via prioritaria&#8221; i precari della scuola percettori dell&#8217;indennità di disoccupazione. Al personale sarà riconosciuta la valutazione dell&#8217;intero anno di servizio ai soli fini dell&#8217;attribuzione del punteggio nelle graduatorie a esaurimento e nelle graduatorie permanenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La norma interesserà 12-13mila precari. Interesserà una platea di 12-13 mila docenti che fino allo scorso anno hanno avuto supplenze annuali. «Ancora una volta &#8211; ha sottolineato il ministro dell&#8217;Istruzione Mariastella Gelmini nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm &#8211; il governo ha mantenuto i suoi impegni». Il ministro ha sottolineato che «grazie agli accordi con le regioni, oltre all&#8217;indennità di disoccupazione garantita dall&#8217;Inps si potrà dare ai docenti anche una indennità di lavoro. Questa decisione é un punto di orgoglio per il governo&gt;. Secondo il ministro la platea di coloro che potranno usufruire di questi benefici ammonta a 12-13.000 persone. «La Finanziaria prevedeva un taglio di 43.000 posti. Di essi &#8211; ha detto il ministro &#8211; 30.000 si sono liberati attraverso i pensionamenti. Restano 12-13.000 insegnanti che hanno il diritto all&#8217;indennità di disoccupazione». La disposizione «é valida solo per quest&#8217;anno, perché prevediamo che per il prossimo non ci saranno problemi».</p>
<p style="text-align: justify;">I contratti a tempo non possono trasformarsi in indeterminati. La disposizione specifica con chiarezza che i contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze non possono trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato e consentire la maturazione di anzianità utile ai fini retributivi prima dell&#8217;immissione in ruolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
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		<title>Casa: con la crisi aumenta il fenomeno delle coabitazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 23:56:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fare di necessità virtù, ovvero l&#8217;arte di arrangiarsi. Un classico dell&#8217;italianità si declina, in tempi di crisi economica e tasche sempre più vuote, in un vero e proprio boom delle coabitazioni. Gli affitti hanno conosciuto negli ultimi dieci anni una crescita esponenziale: ebbene, la risposta degli italiani è stata flessibile e non ha riguardato &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.casasubito.it/wp-content/uploads/2009/03/coabitare-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" />Fare di necessità virtù, ovvero l&#8217;arte di arrangiarsi. Un classico dell&#8217;italianità si declina, in tempi di crisi economica e tasche sempre più vuote, in un vero e proprio boom delle coabitazioni. Gli affitti hanno conosciuto negli ultimi dieci anni una crescita esponenziale: ebbene, la risposta degli italiani è stata flessibile e non ha riguardato &#8211; come in passato &#8211; soltanto gli studenti universitari.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6058"></span>Secondo i dati diffusi da Immobiliare.it, portale leader in Italia con oltre 450mila annunci di settore, il modesto livello degli stipendi (1.000 euro al mese il salario medio di un impiegato nel nostro Paese) ha spinto chi lavora nelle grandi città a condividere l&#8217;appartamento. Ben il 59% delle coabitazioni nelle principali città 39% a livello nazionale) si realizza ormai fra persone che già hanno un impiego. Appena due anni fa, infatti , le condivisioni di appartamenti fra lavoratori rappresentavano solo il 40% del totale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dato è facilmente comprensibile se si pensa al costo per l&#8217;affitto di un monolocale in una di queste città. Per un monolocale a Milano si spendono 815 euro al mese, a Roma 755, a Firenze 710, a Torino 570, a Genova 490 e a Venezia il prezzo sale fino a 850 euro. «Nelle grandi aree metropolitane &#8211; commenta Carlo Giordano, amministratore delegato del gruppo Immobiliare.it &#8211; la coabitazione non è più solo un fenomeno studentesco. In questi tempi di crisi, poter dividere le spese condominiali e le bollette non è cosa da poco e questa soluzione abitativa consente un risparmio medio di 300 euro».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Frammentare&#8221; l&#8217;immobile produce piu&#8217; reddito</strong><br />
Tra i circa 400mila studenti universitari fuori sede la coabitazione è una realtà importante (il 61% delle condivisioni di appartamenti a livello nazionale si realizza proprio tra universitari) ed emerge che, nel 62% dei casi, si affittano camere singole, ma con il bagno in condivisione. Il costo medio è di 320 euro al mese e la dimensione oscilla fra gli 11 e i 15 metri quadri. Solo il 9% di chi affitta ha a disposizione una stanza di oltre 21 metri quadrati. Il canone di affitto, però, può anche essere molto maggiore. Dall&#8217;indagine è emerso che la città più cara è Milano (in media 503 euro al mese, spese condominiali incluse). Al secondo posto c&#8217;è Roma, dove per una stanza singola il prezzo richiesto è di 478 euro mensili, terza Firenze con 422 euro di canone mensile. Appena fuori dal podio, c&#8217;è Venezia; qui gli studenti pagano un canone di 409 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La città universitaria più economica dello stivale è Cosenza, 200 euro per un posto letto in una stanza singola. Non va sottovalutato, però, un fenomeno purtroppo molto diffuso nelle città sedi di prestigiosi atenei: l&#8217;affitto in nero. Secondo alcuni dati, infatti, solo il 28% degli studenti fuori sede ha un contratto regolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
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		<title>Senza l&#8217;attestato di certificazione energetica è legittima la richiesta di risoluzione del contratto e di risarcimento danni</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 23:08:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.ace-certificato-energetico.it/images/house.jpg" alt="" width="360" height="290" />Com&#8217;è ormai noto il 1° luglio è scattato l&#8217;obbligo per i venditori di immobili di consegnare ai compratori al momento del rogito, oppure anche successivamente previo accordo tra le parti non essendo ciò previsto legislativamente a pena di nullità del contratto di vendita, l&#8217;attestato di <a href="http://www.risparmiosoldi.it/energia-ambiente/dal-1-luglio-obbligatoria-la-certificazione-energetica-degli-edifici/" target="_blank">certificazione energetica</a> (ACE) dell&#8217;immobile compravenduto, ai sensi dell&#8217;articolo 6, comma 1-bis, lettera c) del d.lgs. n.192/2005, come successivamente modificato dal d.lgs. n.112 del 2008.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5777"></span>Detto certificato va ad ampliare il novero dei documenti (permesso di costruire, certificato di abitabilità), relativi alla proprietà ed all&#8217;uso della cosa venduta che, ai sensi dell&#8217;art. 1477 cod. civ., il venditore deve consegnare al compratore. Pertanto, la mancata consegna dell&#8217;ACE, se è vero che non rende la vendita invalida,legittima tuttavia l&#8217;acquirente a domandare la risoluzione del contratto per inadempimento del venditore, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1477-1453-1455 cod. civ., in quanto è interesse del compratore acquisire la proprietà di un bene conforme alla normativa vigente anche in materia di efficienza energetica, per i rilevanti risvolti fiscali (oltre che in materia di urbanistica/edilizia su cui si concentra in particolare l&#8217;attenzione dell&#8217;acquirente, nonché del notaio rogante per i connessi profili di responsabilità civile professionale), con conseguente diritto dell&#8217;acquirente alla restituzione del prezzo versato ed al risarcimento dei danni subiti, sia patrimoniali,costituiti in linea teorica dall&#8217;interesse negativo (danno emergente: spese e perdite connesse strettamente con le trattative, ad es. spese di viaggio e di corrispondenza; lucro cessante: vantaggio che l&#8217;acquirente avrebbe potuto procurarsi con altre contrattazioni) e dall&#8217;interesse positivo (vantaggi che si sarebbero conseguiti e danni che si sarebbero evitati qualora non fosse stato posto in essere dalla controparte l&#8217;evento impeditivo del rapporto) che non patrimoniali (morali, per la sofferenza contingente patita) eventualmente subiti. La risarcibilità delle voci di danno descritte dovrà essere naturalmente valutata con riferimento al singolo caso concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro profilo di rischio per il venditore è costituito dall&#8217;eventualità che nella prassi venga accolta un&#8217;interpretazione estensiva dell&#8217;art. 15, comma 7, del d.lgs. n. 192 del 2005, tale da ricomprendere anche costui, oltre al costruttore dell&#8217;immobile, tra i soggetti passivi della sanzione amministrativa pecuniaria, da 5.000 a 30.000 euro, derivante dalla mancata consegna al proprio avente causa (proprietario secondo il dato letterale ed acquirente secondo l&#8217;interpretazione estensiva) dell&#8217;originale della certificazione energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mutui a tasso misto e variabile: da agosto sarà possibile beneficiare del tetto massimo</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 23:58:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Decreto anticrisi e riduzione per l’anno 2009 dei tassi di interesse dei mutui a tasso variabile o misto stipulati prima del 31 ottobre. Buone notizie per tutti i risparmiatori possessori di un mutuo a tasso variabile o misto stipulato prima del 31 ottobre 2008.
Per questi ultimi, infatti, a decorrere dal mese di agosto, sarà possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://news.attico.it/wp-content/uploads/2009/01/mediatori-finanziari1.jpg" alt="" width="222" height="147" />Decreto anticrisi e riduzione per l’anno 2009 dei tassi di interesse dei mutui a tasso variabile o misto stipulati prima del 31 ottobre. Buone notizie per tutti i risparmiatori possessori di un <a href="http://www.risparmiosoldi.it/mutui/mutui-online/" target="_blank">mutuo</a> a tasso variabile o misto stipulato prima del 31 ottobre 2008.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5533"></span>Per questi ultimi, infatti, a decorrere dal mese di agosto, sarà possibile beneficiare del <a href="http://www.risparmiosoldi.it/prestiti-mutui/mutui-prima-casa-le-nuove-regole-dal-governo/" target="_blank">decreto anticrisi </a>varato dal ministro Tremonti ed ottenere, quindi, una riduzione, per tutto l’anno 2009, del tasso di interessi sulla rata di mutuo che potrà essere ricondotta entro il <a href="http://www.risparmiosoldi.it/prestiti-mutui/mutui-prima-casa-indicazioni-per-applicare-il-tetto-al-4/" target="_blank">tetto massimo</a> del 4%.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ opportuno, preliminarmente, precisare, al fine di evitare equivoci, che il tasso di interessi del 4% si applicherà solo nelle ipotesi nelle quali, al momento della stipula del contratto, era stato previsto un interesse pari o inferiore. Se, invece, la quota di interessi originaria superava detto tasso, il Decreto anticrisi stabilisce un tetto massimo più alto, equivalente a quanto pagato al momento della sottoscrizione del contratto.<br />
E così, ad esempio, se al momento della stipula del mutuo era stato previsto un tasso di interesse pari al 5%, il risparmiatore avrà diritto a pagare una quota di interessi passivi non superiore al 5%.</p>
<p style="text-align: justify;">“Invitiamo tutti i possessori di un contratto di mutuo non a tasso fisso stipulato entro il 31 ottobre 2008 per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione della prima casa” afferma l’avv. Emilio Graziuso, esperto in materia creditizia della Confconsumatori “ad inoltrare alla propria Banca una apposita richiesta di riduzione del tasso applicato e di restituzione delle somme corrisposte a titolo di interessi superiori rispetto a detto tetto massimo dal mese di gennaio 2009. La Banca è, infatti, tenuta a restituire detta somma con bonifico su conto corrente”.</p>
<p style="text-align: justify;">Soltanto ora le norme producono concretamente i loro effetti, in quanto, pur essendo entrate in vigore dal mese di gennaio 2009, solo nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha trasmesso ai singoli Istituti di credito l’elenco dei risparmiatori che hanno diritto a beneficiare delle agevolazioni previste nel decreto anticrisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Attico.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Assicurazioni pluriennali: acchi aperti al contratto che si stipula</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 11:06:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con l’entrata in vigore delle liberalizzazioni volute dall’ex ministro Bersani, i consumatori dalla primavera del 2007 hanno acquisito il diritto di poter recedere annualmente dai contratti di assicurazione pluriennali, ovverosia da quelli che di norma coprono il “rischio danni” come l’incendio ed il furto. Ma un disegno di Legge dell’attuale Governo in carica, come sottolinea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.carabinieri.it/Internet/ImageStore/cittadino/consigli/tematici/img/assi38.jpg" alt="" width="238" height="250" />Con l’entrata in vigore delle liberalizzazioni volute dall’ex ministro Bersani, i consumatori dalla primavera del 2007 hanno acquisito il diritto di poter recedere annualmente dai contratti di <a href="http://www.risparmiosoldi.it/assicurazioni/direct-line/" target="_blank">assicurazione</a> pluriennali, ovverosia da quelli che di norma coprono il “rischio danni” come l’incendio ed il furto. Ma un disegno di Legge dell’attuale Governo in carica, come sottolinea il Centro Tutela Consumatori Utenti, ha abolito tale possibilità nonostante il parere contrario delle Associazioni dei Consumatori ma anche quello dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5266"></span>Ne consegue che ora i consumatori devono nuovamente stare molto attenti ai vincoli a lungo termine cui sono costretti a sottostare per i contratti di <a href="http://www.risparmiosoldi.it/assicurazioni/ddl-sviluppo-approvato-sara-possibile-sottoscrivere-polizze-assicurative-pluriennali/" target="_blank">assicurazione pluriennali</a>.<br />
 <br />
A conti fatti, quindi, i consumatori perdono il diritto di recedere con cadenza annuale dal contratto pluriennale e sono costretti ad attendere anche fino a cinque anni prima di poter “sciogliere” la polizza; c’è da dire che la sottoscrizione del contratto pluriennale, rispetto a quello di durata annuale, permette di ottenere uno sconto sul premio, ma è altresì chiaro che nel tempo molto spesso variano le esigenze in materia di copertura dai rischi da parte dei consumatori, con la conseguenza che ci si può trovare a conti fatti con in mano un contratto di assicurazione non più rispondente alle proprie necessità.<br />
 <br />
Di conseguenza, il CTCU ha annunciato da un lato di volersi rivolgere alle Autorità europee competenti per verificare se le nuove norme sono “legittime”, mentre dall’altro invita i consumatori a stipulare per il ramo danni solo contratti di durata annuale, a meno che il contratto pluriennale non preveda uno sconto che possa indurre oggettivamente a considerare l’offerta particolarmente conveniente.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Vostrisoldi.it</p>
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		<title>Pensioni statali: torna il limite a 40 anni contributivi</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 23:44:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per andare in pensione nella pubblica amministrazione occorreranno 40 anni di contributi, contando anche l&#8217;eventuale contribuzione figurativa come i riscatti della laurea o del periodo di leva. Almeno dal 2009 al 2011. «Salvati» solo magistrati, professori universitari e dirigenti medici responsabili di struttura complessa.
Nel 2009, 2010 e 2011 i dipendenti pubblici, saranno, dunque, obbligati ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Norme%20e%20Tributi/pubblica_amministrazione_240.jpg?uuid=a64b44f4-5fcd-11dd-aa85-7ddbb15f6e2e" alt="" width="240" height="154" />Per andare in pensione nella pubblica amministrazione occorreranno 40 anni di contributi, contando anche l&#8217;eventuale contribuzione figurativa come i riscatti della laurea o del periodo di leva. Almeno dal 2009 al 2011. «Salvati» solo magistrati, professori universitari e dirigenti medici responsabili di struttura complessa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5243"></span>Nel 2009, 2010 e 2011 i dipendenti pubblici, saranno, dunque, obbligati ad andare in pensione con 40 anni di contributi sia figurativi sia da riscatto: attualmente la misura nella riforma Brunetta era prevista per la sola contribuzione effettiva. Lo prevede un emendamento alla manovra estiva di Remigio Ceroni (Pdl), approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.<br />
Le amministrazioni pubbliche, si legge, possono «a decorrere dal compimento dell&#8217;anzianità massima contributiva di 40 anni del personale dipendente» risolvere «unilateralmente il rapporto di lavoro e il contratto individuale, anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici». Criteri e modalità applicative per i comparti sicurezza, difesa e affari esteri saranno poi definite da decreti del presidente del Consiglio da emanare entro 90 giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge, previo via libera del Cdm su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione di concerto con il Tesoro e altri ministeri competenti. La norma chiarisce che restano ferme tutte le cessazioni per effetto della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro a causa del compimento dell&#8217;anzianità massima contributiva di 40 anni decise dalle pubbliche amministrazioni e i preavvisi disposti dalle amministrazioni per il compimento dell&#8217;anzianità massima contributiva di 40 anni e le conseguenti cessazioni che ne derivano.</p>
<p style="text-align: justify;">Banche, tetto al 5% per la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali. La modifica unilaterale delle condizioni contrattuali non può avere per effetto l&#8217;innalzamento del tasso di interesse in misura superiore al 5% di quello originariamente convenuto. Lo prevede un emendamento alla manovra estiva dei relatori Chiara Moroni e Maurizio Fugatti (Pdl). La modifica ha avuto ieri sera il via libera nel corso dell&#8217;esame del provvedimento in commissioni Bilancio e Finanze a Montecitorio. La norma modifica l&#8217;articolo 118 del Testo unico delle leggi in materia creditizia e bancaria (Dlgs 385/1993). La modifica unilaterale delle condizioni contrattuali si intende approvata, poi, qualora il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro 120 giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le novità su assegni e bonifici. Fra gli emendamenti approvati, poi, a decorrere dal 1° gennaio 2010 la data e la valuta di disponibilità sarà di un giorno successivo alla data di versamento su bonifici e assegni circolari e di 3 giorni successivi sugli assegni bancari. Nulla ogni pattuizione contraria. Entro la fine della giornata successiva al bonifico, poi, l&#8217;importo deve essere accreditato sul conto del prestatore di servizi di pagamento del beneficiario. Fino al 1° gennaio 2012, però, l&#8217;ordinante e il suo prestatore di servizi possono concordare un termine di esecuzione diverso, che non può, però, essere superiore a 3 giornate operative. I termini possono essere prorogati, ma solo d&#8217;intesa, di una giornata per operazioni di pagamento disposte su carta. La data di valuta è quella in cui la somma è accreditata e l&#8217;importo è immediatamente disponibile per il beneficiario. Così ha stabilito l&#8217;emendamento dei relatori approvato, che accoglie la modifica chiesta da un sub emendamento firmato da molti deputati (primo firmatario Ceccuzzi).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel tetto al massimo scoperto anche lo sconfinamento. Sul massimo scoperto, invece, un emendamento dei relatori approvato in commissione prevede che per il massimo scoperto il limite dello 0,5% comprenda anche l&#8217;eventuale sconfinamento oltre l&#8217;affidamento richiesto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sanatoria per le slot machine. Arriva una sanatoria per le violazioni sui versamenti delle imposte sulle slot machine. Novità anche per il bingo, con la possibilità di istituire una nuova forma di giocata con l&#8217;estrazione dal numero 1 al 100. Nuove scadenze, poi, per il pagamento dell&#8217;imposta unica sulle scommesse. Le novità contenute nell&#8217;emendamento al decreto anticrisi dei relatori, arricchitto da proposte di altri parlamentari, che é stato approvato nelle Commissioni bilancio e finanze della Camera.</p>
<p style="text-align: justify;">Si lavora per trovare risorse per le cure palliative. Maggioranza e opposizione stanno lavorando per introdurre nel decreto una norma sull&#8217;aumento delle risorse per le cure palliative.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimandati a lunedì i nodi: scudo fiscale, pensioni e colf. I lavori alle commissioni Bilancio e Finanze sono rallentati anche a causa delle proteste dell&#8217;opposizione che criticano in particolare due emendamenti, lo scudo fiscale e le pensioni rosa. È rimandato a lunedì, infatti, l&#8217;esame degli emendamenti &#8220;pesanti&#8221;, come scudo fiscale, pensioni, regolarizzazione di colf e bandanti. Resta aperta anche la questione della tassazione delle plusvalenze sull&#8217;oro, dopo i rilievi mossi dalla Bce. L&#8217;emendamento in questione verrà formalizzato lunedì, quando le commissioni Bilancio e Finanze della Camera riprenderanno la discussione sul provvedimento. In via di formalizzazione gli sgravi del 3% a favore degli aumenti di capitale fino a 500.000 euro. La norma sarà inserita tramite la riformulazione dell&#8217;emendamento sullo scudo fiscale o di qualche altro emendamento sulla Tremonti-ter.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
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		<title>Servizio Garanzia Affitto: una novità utile per chi stipula un contratto di locazione</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 23:01:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Servizio Garanzia Affitto è una garanzia rilasciata dalla Banca al cliente che intende sottoscrivere un contratto di locazione, sia ad uso abitativo sia ad uso non abitativo, a favore del proprietario dell’immobile, sostituendo il tradizionale deposito cauzionale.
Il Servizio Garanzia Affitto si rivolge ai clienti che intendono sottoscrivere un contratto di locazione con un proprietario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.kannunci.it/adpics/49a97032021c6b80628ce9042.jpg" alt="" width="293" height="253" />Il Servizio Garanzia Affitto è una garanzia rilasciata dalla Banca al cliente che intende sottoscrivere un contratto di locazione, sia ad uso abitativo sia ad uso non abitativo, a favore del proprietario dell’immobile, sostituendo il tradizionale deposito cauzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Servizio Garanzia Affitto si rivolge ai clienti che intendono sottoscrivere un contratto di locazione con un proprietario iscritto a Confedilizia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5179"></span>Le caratteristiche: Fideiussione applicabile a tutte le tipologie di contratto di locazione: abitativo e non abitativo. Importo garantito: pari a 12 mensilità del canone locativo iniziale. Durata: collegata alla lunghezza del contratto d’affitto e comunque non superiore a 120 mesi. Il proprietario dell’immobile deve essere necessariamente associato alla Confedilizia.</p>
<p style="text-align: justify;">La fideiussione si distingue per: semplicità, facilita la stipula del tuo contratto d’affitto. Accessibilità, consente di liberarti dal versamento del deposito cauzionale, evitando l’immobilizzo delle tradizionali tre mensilità. Condizioni particolarmente agevolate.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:  Attico.it</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Misure anticrisi: bonus antigas per le famiglie bisognose</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 05:41:19 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.12mesi.it/UPLOAD/soldi.jpg" alt="" width="300" height="300" />Piu’ di una famiglia italiana su cinque (il 22,2% del totale) ha difficolta’ economiche di vario grado: non solo problemi nell’affrontare spese impreviste ma anche disponibilità di soldi per comprare cibo e vestiti o pagare l’affitto e le bollette. I dati emergono dall’ultimo rapporto annuale Istat (maggio 2009) sulla situazione del Paese. Il 22% delle famiglie italiane ha evidenti problemi, di queste il 6,3% non riesce ad arrivare a fine mese, mentre il 41,5% si può definire agiato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5052"></span>Luigi Biggeri, presidente dell’Istat afferma: Si tratta di un “focolaio di infezione” si è inserito in un più ampio contesto di fragilità del sistema finanziario, e soprattutto economico, del paese: anche se le condizioni affinchè esso potesse propagarsi rapidamente si sono gradualmente accumulate nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono la Sicilia (20,1%) e la Calabria (17,1%) le regioni dove e’ maggiore la frequenza di questo gruppo. Quasi un milione di famiglie, pari a circa 2,5 milioni di persone, ha redditi provenienti esclusivamente da occupazioni a termine e/o collaborazioni, dove la possibilità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato é quasi un miraggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivano così gli aiuti per le famiglie. Dopo il bonus elettrico arriva il bonus gas a sostegno dei consumatori più bisognosi, come le famiglie in difficoltà per il basso reddito o la numerosità dei componenti. Il bonus sarà operativo da novembre. La misura, introdotta dal ministro dello Sviluppo e messa a punto dall’autorità per l’Energia, permetterà risparmi da 25 a 160 euro (per le famiglie composte da quattro persone).</p>
<p style="text-align: justify;">Il bonus gas è un impegno mantenuto dal governo Berlusconi per sostenere il reddito delle famiglie disagiate e numerose &#8211; ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola -. Lo sconto medio sulla bolletta del gas è del 15% e la platea potenziale dei destinatari è di circa 3,5 milioni di famiglie. Il bonus gas permetterà a tante famiglie di guardare al futuro con maggiore serenità e di mantenere inalterati i loro consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Guadagnorisparmiando.com</p>
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		<title>Assicurazioni: liberalizzazione a rischio</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 23:53:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via libera alla Camera per il testo dell’art. 21 del ddl “Sviluppo e Energia” sul ripristino dei contratti pluriennali per le polizze assicurative.
Cosa prevede?
Rispetto a quanto introdotto con le liberalizzazioni Bersani il nuovo provvedimento dà la possibilità all’assicuratore di proporre una copertura di durata pluriennale in alternativa ad una annuale, a fronte però di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.la7.it/img/video/320X240/13813.jpg" alt="" width="268" height="231" />Via libera alla Camera per il testo dell’art. 21 del ddl “Sviluppo e Energia” sul ripristino dei contratti pluriennali per le polizze assicurative.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa prevede?<br />
</strong>Rispetto a quanto introdotto con le liberalizzazioni Bersani il nuovo provvedimento dà la possibilità all’assicuratore di proporre una copertura di durata pluriennale in alternativa ad una annuale, a fronte però di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa copertura dal contratto annuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5007"></span>Nel caso in cui il contratto superi i cinque anni, l’assicurato, trascorso il quinquennio, avrà la possibilità di recedere dal contratto con preavviso di sessanta giorni.<br />
Di fatto il provvedimento introduce la possibilità per l’assicurato di recedere dal contratto solo se supera i cinque anni. Ttrascorso il quinquennio la rescissione del contratto avrà effetto dalla fine dell’annualità nel corso della quale la facoltà di recesso è stata esercitata, “in quanto – stabilisce il testo di legge &#8211; tali previsioni potrebbero rallentare il processo di liberalizzazione del mercato assicurativo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali rischi?</strong><br />
Critiche le associazioni consumatori che intravedono la possibilità della reintroduzione del plurimandato. Facendo ricorso alle polizze pluriennali l’assicurato si lega di fatto per un lungo periodo ad un determinato assicuratore, per cui nel momento in cui gli intermediari assicurativi intendono cambiare compagnia assicurativa hanno il portafoglio bloccato.</p>
<p style="text-align: justify;">A rischio dunque due dei principali cardini innovativi delle così dette lenzuolate Bersani:</p>
<p style="text-align: justify;">Il plurimandato, cioè la possibilità per gli agenti assicurativi di proporre polizze assicurative di più compagnie e non più i prodotti di una sola compagnia assicurativa, permette all’assicurato di scegliere la polizza più conveniente risparmiando tempo;<br />
La disdetta anticipata, nelle polizze della durata di 5-10 anni, anche nei casi in cui tali contratti non rispondessero più alle esigenze del consumatore.<br />
“Tornando ai contratti pluriennali si limita la concorrenza nel settore delle assicurazioni e si creano danni alla scelta dei consumatori, rendendo vani i progressi fatti con le liberalizzazioni”: è la posizione espressa da Federconsumatori e Adusbef. Si tratta di un provvedimento, sottolineano le associazioni in una nota, che “di fatto, ripristinando la pluriennalità delle polizze assicurative del ramo danni, cancella con un colpo di spugna i passi avanti fatti grazie alle “lenzuolate” Bersani in direzione di una maggior correttezza e trasparenza in questo settore, che prevedevano la possibilità, per i consumatori, di recedere dai contratti assicurativi a scadenza annua”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il plurimandato in Italia</strong><br />
Introdotto dalle così dette “lenzuolate Bersani” il plurimandato per gli agenti assicurativi avrebbe dovuto essere un baluardo di una maggiore concorrenzialità nel settore. In realtà l’abrogazione del vincolo dell’esclusiva non sembra mai essere stato applicata fino in fondo, sebbene avesse iniziato a destare interessamento tra i professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un’indagine commissionata dal Sindacato Nazionale Agenti a Iama Consulting infatti sarebbe cresciuto dell’8,9% il numero di agenti plurimandatari nel periodo tra il 2006-2007. Il numero di agenti che avrebbero scelto il plurimandato negli ultimi anni sarebbe inoltre cresciuto del 24,9%. Anche nelle intenzioni gli agenti avrebbero manifestato una certa propensione a optare per il plurimandato, che rimane però ancora una lontana relatà.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Soldiblog.it</p>
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		<title>Buoni lavoro: come si usano</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 23:08:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Assumere un’insegnate di ripetizioni, una babysitter o un giardiniere senza ricorrere al lavoro “nero” si può. E’ iniziata in questi giorni la campagna informativa sponsorizzata dal ministero delle politiche sociali e dall’Inps sui buoni lavoro.
I voucher rappresentano un sistema di pagamento del lavoro occasionale accessorio, cioè di quelle prestazioni di lavoro svolte al di fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.isucentrostudi.it/scuola_diploma/dopo_scuola.jpg" alt="" width="308" height="184" />Assumere un’insegnate di ripetizioni, una babysitter o un giardiniere senza ricorrere al lavoro “nero” si può. E’ iniziata in questi giorni la campagna informativa sponsorizzata dal ministero delle politiche sociali e dall’Inps sui buoni lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4915"></span>I voucher rappresentano un sistema di pagamento del lavoro occasionale accessorio, cioè di quelle prestazioni di lavoro svolte al di fuori di un normale contratto di lavoro in modo discontinuo e saltuario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali vantaggi?</strong><br />
Il nuovo strumento di pagamento offre benefici ad entrambe le parti:<br />
Il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura<br />
assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza dover stipulare alcun tipo<br />
di contratto, mentre il lavoratore occasionale può integrare le sue entrate grazie ad un compenso completamente esente da ogni imposizione fiscale.<br />
Non tutti sanno inoltre che il compenso dei buoni lavoro è totalmente cumulabile con i trattamenti pensionistici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come funzionano?</strong><br />
I buoni, acquistabili singolarmente o in buoni ‘multipli’ da cinque (non divisibili) hanno un valore di 10 euro ciascuno, che comprende sia la retribuzione sia la contribuzione previdenziale e assicurativa.<br />
Il valore nominale di ciascun buono (10 euro) comprende la contribuzione in favore della Gestione separata dell’Inps (13%), l’assicurazione all’Inail (7%) e un compenso all’Inps per la gestione del servizio (5%).<br />
Il valore netto in favore del prestatore è pertanto di 7,50 euro. Il buono multiplo ha invece un valore netto complessivo di 37,50 euro.<br />
Le modalità di acquisto dei buoni da parte dei committenti e di riscossione da parte dei prestatori variano a seconda che si scelgano buoni cartacei o telematici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali e quanti buoni?</strong><br />
<em>Buoni cartacei<br />
</em>Si ritirano presso tutte le direzioni provinciali Inps, esibendo la ricevuta di pagamento del relativo importo su conto corrente postale 89778229 intestato a “INPS DG LAVORO OCCASIONALE ACC”.<br />
I buoni possono essere ritirati anche dalle Associazioni di categoria, fornite di delega da parte dei singoli datori di lavoro. Perché i buoni siano validi per la riscossione, è necessario che vengano correttamente intestati, scrivendo negli appositi spazi il periodo della prestazione e i codici fiscali del committente e del prestatore. Una volta firmati da entrambi, i buoni possono essere incassati dal prestatore presso qualsiasi ufficio postale esibendo un valido documento di riconoscimento.<br />
Non appena ricevuta la comunicazione da parte delle poste dell’avvenuto pagamento, l’Inps provvede all’accredito dei contributi presso la Gestione separata e al versamento all’Inail della quota assicurativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Buoni telematici</em><br />
Per il pagamento tramite buoni telematici è necessario anzitutto la registrazione presso l’Inps.</p>
<p style="text-align: justify;">I prestatori possono registrarsi:</p>
<p style="text-align: justify;">chiamando il contact center Inps/Inail al numero gratuito 803 164;<br />
su Internet, tramite il sito <a href="http://www.inps.it">www.inps.it</a> nella sezione Servizi On Line/Per il cittadino/Lavoro occasionale accessorio;<br />
presso tutte le sedi Inps.</p>
<p style="text-align: justify;">I committenti possono registrarsi:</p>
<p style="text-align: justify;">presso le sedi Inps, se il proprio nominativo non è ancora registrato negli archivi dell’Istituto;<br />
sul sito internet <a href="http://www.inps.it">www.inps.it</a>, se il nominativo è già presente e si è in possesso del codice PIN, nella sezione Servizi On line/Per il cittadino/Lavoro occasionale accessorio;<br />
chiamando il contact center Inps/Inail al numero gratuito 803.164;<br />
tramite le Associazioni di categoria dei datori di lavoro.<br />
Una volta effettuato l’accreditamento, il committente può richiedere all’Inps i buoni lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>VISA Mastercard</em><br />
Il prestatore riceve gli importi guadagnati direttamente con accredito sulla carta magnetica Inpscard, che gli viene fornita al momento della registrazione o tramite bonifico domiciliato.<br />
Al termine del lavoro il committente deve dichiarare l’entità della prestazione svolta. L’Inps, dopo avere verificato che siano state versate le somme necessarie a garantire la copertura economica, avvia la procedura di pagamento del lavoratore e procede all’accredito dei contributi presso la Gestione separata.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ilsole24ore.com</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Vacanze: attenzione alla formula time sharing. Possono nascondersi delle truffe</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 23:58:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quella delle vacanze in time  sharing, che ricordiamo, è un sistema con il quale il cliente acquisisce il diritto di utilizzare una o più settimane di vacanza all’anno in una struttura turistico residenziale per un numero di anni limitato senza avere l’onere della proprietà (si acquista infatti, una porzione di tempo non un diritto su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.prestitoblog.it/wp-content/uploads/camera-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Quella delle <a href="http://www.risparmiosoldi.it/voli-e-vacanze/" target="_blank">vacanze</a> in time  sharing, che ricordiamo, è un sistema con il quale il cliente acquisisce il diritto di utilizzare una o più settimane di vacanza all’anno in una struttura turistico residenziale per un numero di anni limitato senza avere l’onere della proprietà (si acquista infatti, una porzione di tempo non un diritto su un bene), è una delle pratiche poco chiare ed a rischio truffa a danno dei cittadini/consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4793"></span>Lo dimostrano tante sentenze e tante cause intentate da ignari malcapitati che, sottoscrivendo spesso l’adesione ad una fantomatica Associazione per “vacanze gratis”, contestualmente, andavano a firmare anche un contratto di finanziamento con condizioni, clausole e modalità capestro.<br />
Ebbene, secondo quanto rileva, la Federcontribuenti, per fortuna la giurisprudenza, attraverso alcune sentenze, ed in particolare un’ultima a cura del Tribunale di Parma, si sta orientando nella direzione di considerare nullo non solo il contratto di time  sharing, ma anche quello di finanziamento ad esso collegato.<br />
Infatti, la vendita del contratto di multiproprietà, da parte dell’agente, avviene quasi sempre iniziando a telefonare a casa  dei potenziali malcapitati annunciando loro la vincita di un premio e fissando un appuntamento in un hotel qualsiasi, dove al prezzo di appena mille euro i soggetti, spesso una coppia, potranno annualmente godere per tutta la vita, di una settimana di vacanza in un posto da sogno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopodiché, al secondo appuntamento, quasi sempre a casa  dei clienti, viene perfezionata sia l’adesione alla fantomatica associazione per il godimento delle vacanze in time sharing, sia un altro contratto che rappresenta proprio il contratto di finanziamento, fatto firmare ai malcapitati dall’agente senza che quest’ultimo, tra l’altro, abbia ricevuto un mandato da parte della società finanziaria .<br />
La conclusione è che bisogna state molto ma molto attenti, e se qualcosa non quadra, vale sempre e comunque il diritto di recesso entro dieci giorni dal perfezionamento del contratto senza tra l’altro dare motivazione o giustificazione della rinuncia.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Prestitoblog.it</p>
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		<title>Bonus elettrico: si possono chiedere gli arretrati fino a fine giugno</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 23:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sundance</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutte le famiglie aventi i requisiti per accedere al bonus elettrico che non avessero ancora presentato la richiesta per chiedere tutti gli “arretrati” degli ultimi diciotto mesi, i tempi stringono; l’ultimo giorno utile, secondo quanto fa tra l’altro presente l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas con un comunicato ufficiale, è infatti il prossimo 30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.vostrisoldi.it/img/bonus_elettrico_arretrati_2008.jpg" alt="" width="148" height="125" />Tutte le famiglie aventi i requisiti per accedere al <a href="http://www.risparmiosoldi.it/energia-ambiente/bonus-elettrico-possono-usufruirne-5-milioni-di-famiglie/" target="_blank">bonus elettrico </a>che non avessero ancora presentato la richiesta per chiedere tutti gli “arretrati” degli ultimi diciotto mesi, i tempi stringono; l’ultimo giorno utile, secondo quanto fa tra l’altro presente l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas con un comunicato ufficiale, è infatti il prossimo 30 giugno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4686"></span>Occorre quindi affrettarsi a presentare la richiesta, ed a tal fine le famiglie possono saperne di più, anche per scaricare il modulo di richiesta, collegandosi ai siti Internet <a href="http://www.sgate.anci.it" target="_blank">www.sgate.anci.it</a>, <a href="http://www.bonusenergia.anci.it" target="_blank">www.bonusenergia.anci.it</a>, <a href="http://www.autorita.energia.it" target="_blank">www.autorita.energia.it</a>, oppure <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it" target="_blank">www.sviluppoeconomico.gov.it</a>; ulteriori informazioni si possono altresì ottenere anche chiamando il numero verde gratuito 800.166.654, attivo da lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 18, promosso proprio dall’Autorità per l’Energia, e la cui gestione del call center è a cura dell’Aquirente Unico.<br />
 <br />
Per informare le famiglie, inoltre, è attiva una campagna di comunicazione sulle reti della televisione di Stato negli appositi spazi di informazione sociale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri; l’Autorità per l’Energia elettrica, intanto, fa sapere che sono già 900 mila le richieste di bonus elettrico da parte delle famiglie, le quali possono così ottenere, avendone i requisiti, <a href="http://www.risparmiosoldi.it/energia-ambiente/gli-importi-2008-e-2009-relativi-al-bonus-per-lenergia-elettrica/" target="_blank">sconti</a> annuali in bolletta della luce, sia sul 2008, sia sul 2009, dell’ordine del 20%.<br />
 <br />
Una volta scaricato il modulo di richiesta da Internet, basta compilarlo e presentarlo presso il Comune di residenza o presso altro ufficio abilitato come i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) in virtù di apposite convenzioni stipulate con gli Enti locali; nel modulo, oltre alle generalità del richiedente, occorre indicare lo stato di famiglia, la residenza e la tipologia del contratto di fornitura della luce; quest’ultimo dato è facilmente reperibile sulle bollette.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Vostrisoldi.it</p>
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		<title>Turismo: Si può risparmiare sui pacchetti-vacanza</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 23:18:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A parità di prestazioni, di periodo di vacanza e di destinazione, i pacchetti turistici comprati da chi li organizza costano mediamente il 15 per cento in meno rispetto a quelli comprati nelle agenzie turistiche che fanno da intermediarie.
E’ quanto sostiene l’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale è come comprare la stessa cosa dal produttore anziché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.riminibeach.it/var/news/storage/images-versioned/44892/1-ita-IT/vacanza_rimini1_large.jpg" alt="" width="279" height="220" />A parità di prestazioni, di periodo di vacanza e di destinazione, i <a href="http://www.risparmiosoldi.it/voli-e-vacanze/logitravel-it/" target="_blank">pacchetti turistici</a> comprati da chi li organizza costano mediamente il 15 per cento in meno rispetto a quelli comprati nelle <a href="http://www.risparmiosoldi.it/voli-e-vacanze/lowcostplanet-il-motore-di-ricerca-per-il-low-cost/" target="_blank">agenzie turistiche</a> che fanno da intermediarie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4528"></span>E’ quanto sostiene l’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale è come comprare la stessa cosa dal produttore anziché dal negoziante, ma molti consumatori ignorano che esistono due figure di operatori turistici: l’organizzatore della vacanza, che può vendere direttamente il pacchetto oppure affidarlo per la vendita alla seconda figura, l’agenzia turistica che fa da intermediaria.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’ultimo caso l’agenzia prende una commissione che varia secondo il pacchetto-vacanza e l’organizzatore, ma che mediamente si aggira intorno al 15 per cento del prezzo, una maggiorazione che, ovviamente, viene accollata al consumatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia l’organizzatore sia l’agenzia turistica, che possono coincidere, aggiunge l’Unione Nazionale Consumatori, devono avere una autorizzazione regionale che è subordinata anche a un nulla osta dell’autorità di pubblica sicurezza per quanto riguarda i requisiti di buona condotta e l’assenza di condanne. Gli estremi di tale autorizzazione devono essere riportati sul contratto del pacchetto turistico ed è bene accertarsi che vi siano.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Consumatori.it</p>
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		<title>Lavoro: i giovani vanno all&#8217;estero o continuano a studiare</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 23:09:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Milano chi perde il posto di lavoro, specie se trattasi di un impiego con contratto di lavoro dipendente, cerca di rimettersi in gioco “reinventandosi” imprenditore. A rilevarlo, in base ad un’elaborazione sui dati del registro delle imprese, ed a seguito di un’indagine, è la Camera di Commercio di Milano, sottolineando come chiusa un’impresa a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.vostrisoldi.it/img/lavoro_giovani_2009_.jpg" alt="" width="199" height="176" />A Milano chi perde il posto di <a href="http://www.risparmiosoldi.it/notizie/cerchi-lavoro-il-curriculum-trova-online-piu-contatti/" target="_blank">lavoro</a>, specie se trattasi di un impiego con contratto di lavoro dipendente, cerca di rimettersi in gioco “reinventandosi” imprenditore. A rilevarlo, in base ad un’elaborazione sui dati del registro delle imprese, ed a seguito di un’indagine, è la Camera di Commercio di Milano, sottolineando come chiusa un’impresa a causa della crisi, gli imprenditori sposati con figli provano nuovamente ad aprire un’attività imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4472"></span>Meno forte è invece in merito la propensione dei giovani che perdono l’occupazione; in tal caso, infatti, i giovani preferiscono maggiormente, rispetto alla media generale, o riprendere a studiare, magari frequentando un corso di formazione per diventare più “competitivi” sul mercato, oppure tentare un’esperienza di<a href="http://www.risparmiosoldi.it/tag/social-network-professionale/" target="_blank"> lavoro </a>all’estero.<br />
 <br />
Le donne imprenditrici, invece, dopo aver chiuso l’attività rispetto alla media prediligono maggiormente tentare un’esperienza di lavoro dipendente. Nel complesso, comunque, per Milano in questo periodo di forte difficoltà vale la regola che chiusa un’impresa che va male, se ne apre un’altra!<br />
 <br />
Basti pensare, infatti, che dallo scorso mese di ottobre 2008 allo scorso mese di maggio sono state avviate la bellezza di undici mila imprese, e di queste una buona parte proprio per trovare impiego magari aprendo una ditta individuale. A conti fatti, quindi, nella città degli affari sembra proprio essere l’impresa la “soluzione anticrisi“.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Vostrisoldi.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; nata la guida su come acquistare casa in sicurezza</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 11:48:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio Nazionale del Notariato e 11 Associazioni dei Consumatori, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e la nostra Unione Nazionale Consumatori, hanno presentato a Roma la terza Guida per il Cittadino dedicata al contratto preliminare.
Dopo i vademecum dedicati al Mutuo Informato e al Prezzo Valore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.immobiliareblog.it/wp-content/uploads/2008/02/progetto-casa.jpg" alt="" width="253" height="188" />Il Consiglio Nazionale del Notariato e 11 Associazioni dei Consumatori, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e la nostra Unione Nazionale Consumatori, hanno presentato a Roma la terza Guida per il Cittadino dedicata al contratto preliminare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4208"></span>Dopo i vademecum dedicati al Mutuo Informato e al Prezzo Valore, prosegue la collaborazione tra Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori di cui queste Guide, ispirate alla trasparenza e alla tutela del cittadino, rappresentano uno dei momenti più significativi.<br />
La Guida, dal titolo “Garanzia preliminare. La sicurezza nel contratto di compravendita immobiliare”, illustra tutti i passaggi necessari per non correre rischi nell’<a href="http://www.risparmiosoldi.it/mutui/mutui-online/" target="_blank">acquisto della casa</a> e spiega gli accorgimenti da seguire nella fase del contratto preliminare di vendita, o “compromesso”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo è quello di <a href="http://www.risparmiosoldi.it/prestiti-mutui/come-difendersi-dalle-banche-e-sopravvivere-al-mutuo/" target="_blank">tutelare il cittadino</a> fin dalla prima e cruciale fase della contrattazione, garantendo maggiore protezione per l’acquisto, oltre a una consulenza in materia fiscale, civile, tributaria e urbanistica. Grazie ad una corretta informazione, si intende così prevenire l’insorgere di problemi e contenziosi futuri che comporterebbero un aggravio di costi per le parti contraenti e per la collettività.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Consumatori.it</p>
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