Buoni Fruttiferi e Libretto Postale: vantaggi e peculiarità

Che le varie offerte bancarie siano diventate sempre più concorrenziali è un dato di fatto innegabile, come però resta innegabile che tra tutti i prodotti di investimento finanziario, quello maggiormente scelto dalle famiglie resta il buon vecchio caro buono fruttifero e in alternativa il libretto di risparmio.

In entrambe i casi non si tratta certo di guadagni elevati, ma in un contesto economico come quello attuale, estremamente precario e ballerino, più che ai grandi guadagni si pensa piuttosto alla sicurezza,

motivo per cui sono sempre di più i soggetti timorosi di incappare in una qualche truffa finanziaria che scelgono automaticamente di buttarsi su “investimenti” più sicuri.

A confermare tale tendenza tutta italiana, il report pubblicato da Poste Italiane in occasione della Giornata mondiale del risparmio, in cui emerge che in tutto il territorio italiano circolano la bellezza di 26 milioni di libretti di risparmio.

Nasce quindi spontaneo chiedersi la motivazione di tanto “successo”, e pare che oltre alla stabilità e alla sicurezza vada altresì ad aggiungersi la trasparenza, una qualità sempre meno rara in certe tipologie di prodotti finanziari.

C’è da rammentare, inoltre, che sia i depositi presenti nei libretti di risparmio sia quelli investiti in buoni fruttiferi, offrono le medesime garanzie statali, ma resta comunque consigliabile analizzare il prodotto in maniera approfondita, consultando i prospetti informativi.

Sottolineiamo però che i Buoni fruttiferi, possono essere sottoscritti con scadenze di breve, medio e lungo termine, e maggiore sarà il tempo di possesso del buono maggiore il rendimento ottenuto che ,rispetto gli interessi lordi maturati, prevede una ritenuta fiscale del 12,50% similare a quella dei BOT, Buoni Ordinari del Tesoro e dei CTZ, BTP e CCTeu.

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