Aumento dell’IVA… e la Benzina?

Ormai i prezzi della benzina sono sempre sotto critiche e accuse. Secondo le maggiori Associazioni di Consumatori, il prezzo alla colonnina aumenta in maniera immediata ogni volta che il petrolio sale sui mercati, quanto però si ha un ribasso dei prezzi del greggio, l’adeguamento alla colonnina è molto meno repentino, quando c’è un abbassamento. I consumatori bollano il fenomeno come il “fenomeno della doppia velocità” sempre smentito dai rappresentanti della filiera del petrolio.

Gli ultimi aumenti dei carburanti, ultimi e soprattutto repentini, sono però da imputare all’aumento dell’Iva ordinaria, al punto che, come rivela Codacons, il prezzo medio di un litro di benzina è passato da 1,64 a 1,65, mentre in alcune aree del nostro paese si arriva a pagare anche 1,7 euro al litro.

Quindi, “grazie” all’incremento dell’aliquota Iva ordinaria, che è passata dal 20% al 21% in Italia, il pieno costerà in media 19 euro in più all’anno. Secono Carlo Rienzi, presidente del Codacons, sommando questi dati, all’altra stangata di Stato, quella dell’aumento dell’accise, il costo medio per un pieno costerà agli automobilisti in media 79 euro in più all’anno.

Questi ovviamente sono solo i costi diretti, senza contare arrotondamenti speculativi, oltre che un vero e proprio innalzamento dei prezzi dei beni e dei servizi, visto che ad aumentare saranno anche i costi del trasporto su gomma.

Di conseguenza,  sostengono Federconsumatori e Adusbef , per le famiglia già duramente sottoposte agli effetti negativi di questa lunga ondata di crisi si prospetta un autunno estremamente complesso, con ripercussioni estremamente pericolose per il mantenimento dell’equilibrio economico familiare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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