Marchionne bacchetta l’Italia, lavoratori a rischio

Intervista schock dell’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, che nella trasmissione “Che Tempo Fa” in onda sulla Rai ha criticato duramente il nostro paese.

Sappiamo tutti perfettamente che Marchionne ha una impostazione di studi ed idee nord americana, si è laureato in Canada, ma da come ha parlato l’altro giorno ha dimostrato praticamente di essere uno straniero. Le sue parole sono state dure ed hanno colpito sia i lavoratori che il governo.

Marchionne è stato l’artefice, o perlomeno tale è considerato, del rilancio del Gruppo Fiat, e le sue parole hanno lasciato intendere chiaramente che se non fosse per l’Italia, dove la Fiat ha sede, avrebbe potuto fare molto meglio, ed avrebbe potuto rilanciare molto meglio il gruppo elevandolo ad altri livelli. Insomma secondo Marchionne l’Italia è un peso ed una zavorra per la Fiat, il buon Sergio però dimentica che l’Italia del boom economico ha portato la Fiat ad essere quella che è e sono state le braccia degli operai italiani a costruire modelli che nel mondo la han resa famosa.

Tuttavia non si può non riconoscere che Marchionne, sia pur con durezza, non abbia detto del vero. Il nostro paese da anni non è più competitivo, uno scellerato malgoverno e la perdita di tutto quanto era stato a fatica guadagnato con il boom economico ha portato l’Italia ad essere un paese quasi malvisto a livello internazionale, in Europa è realmente uno dei “pesi”, ed anche fuori dal vecchio continente non si va meglio dato che i maggiori forum tra capi di stato accolgono ora l’Italia più per il suo passato che per altro. Insomma dire che “Fiat non può continuare a gestire in perdita le sue fabbriche per sempre” non è piacevole, ma è pur vero che qualocosa va fatto perché la Fiat rimane una delle aziende più importanti del Made in Italy e non può perdere troppe importanti quote di mercate, in tutto questo è il governo che dovrebbe far fare il salto di qualità alla penisola, ma questo salto di qualità sembra veramente lontano anni luce e forse dobbiamo guardarci indietro per capire dov’è l’errore invece di dare solamente addosso a Marchionne che sarà un capitalista senza scrupoli, pronto a mandare all’aria migliaia di salari per il bene della sua azienda, ma che forse non ha detto niente di così sbagliato.

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