Lavoro: anche Berlusconi preoccupato per la crisi del mercato

Insomma, anche il più ottimista ha dovuto cedere. Il premier Silvio Berlusconi in chiusura del G8 Social Summit sul lavoro si è detto infatti molto preoccupato, dicendo che “venti milioni di posti in meno sono una preoccupazione per tutti i governi”.

 

 

 

Ci è voluto un incontro internazionale sul tema per aprire una breccia nelle certezze del presidente, nel recente passato molto più sereno sulla questione del mercato del lavoro.

Oggi si dice molto preoccupato, tanto che “porterò i risultati del Social Summit al G20 e saranno tenuti in considerazione anche per il G8 de La Maddalena”. Per poi aggiungere: “I governi si devono interessare prima di tutto a chi perde il lavoro perché questa è la cosa più importante”.

Del resto altre previsioni – nella giornata di ieri – hanno offuscato l’orizzonte già buio della recessione mondiale. Il Centro studi di Confindustria ha ribadito delle sue analisti, vedendo per marzo 2009 una contrazione spaventosa della produzione industriale italiana del 20,1% su base annua, e osservando che alla radice c’è un crollo verticale della domanda.

Un quadro che non potrà non avere delle conseguenze. Non a caso l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha dovuto rivedere in modo pesante le sue stime. Ora l’Ocse prevede che quest’anno il Prodotto interno lordo dei trenta paesi aderenti all’organizzazione crollerà del 4,3%, con ampie conseguenze anche sul 2010.

Per questo i vertici Ocse hanno – ancora una volta – invitato i paesi membri a muoversi in modo veloce e molto più deciso per sostenere la ripresa. Altrimenti i guai saranno ancora peggiori.

Fonte: Miaeconomia.leonardo.it

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