Come tutti gli italiani avranno avuto modo di appurare, da qualche giorno è finalmente possibile richiedere, in forma del tutto gratuita, la nuova casella di posta certificata che permetterà di stabilire un nuovo di rapporto (molto più celere e diretto) tra Pubblica Amministrazione e cittadino.
Alcuni addetti ai lavori hanno parlato di tale innovazione come di una vera a propria rivoluzione in campo telematico, difatti il boom di registrazioni indirizzate alla richiesta della PEC, sembra aver causato non pochi problemi al sito stesso, determinando il verificarsi di numerosi disservizi e malfunzionamenti.
Eppure in questo clima di ti tale euforia, le associazioni dei consumatori sembrano frenare gli entusiasmi mettendo il luce alcune insidie a cui non vengono fornite ancora risposte chiare e soddisfacenti.
Altroconsumo ha richiamato l’attenzione sul fatto che la posta elettronica certificata, nella sua versione free (quindi del tutto gratuita) non prevede la firma digitale, tale apparente banale particolare però, impedisce il riconoscimento di quest’ultima in quanto senza firma digitale il messaggio inviato non avrà alcun tipo valore legale.
Altra piccola perplessità attiene all’invio da parte della PA degli atti, in quanto questi vengono considerati oramai ricevuti dai cittadini al momento stesso della pratica d’invio, e questo fa ben comprendere che in merito a possibili scadenze il discorso si complica ulteriormente, in quanto il cittadino dovrà effettuare costantemente l’accesso alla posta elettronica per non incorrere in brutte sorprese derivanti dall’inadempienza di qualche atto importante.
E sembra venir meno anche uno dei principali punti di forza della casella, quello attinente al dialogo tra Pubblica Amministrazione e cittadino che la PEC dovrebbe facilitare, in quanto sembra che siano ancora numerose le Amministrazioni che ancora non hanno attivato la casella.




