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	<title>Risparmio Soldi</title>
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	<description>Tutte le info sul risparmio</description>
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		<title>Saldi estivi 2010, il rush finale</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo M</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Campania]]></category>
		<category><![CDATA[saldi]]></category>
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		<description><![CDATA[Saldi! Saldi! Saldi! Quando comincia la stagione dei grandi sconti tutti siamo in grande fermento e andiamo in cerca dei capi che abbiamo già adocchiato quando però erano troppo al di là nel prezzo e non abbiamo potuto comprare per non spendere troppo. Ovviamente come certamente saprete i Saldi Estivi 2010 sono cominciati e siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.modalizer.com/wp-content/uploads/2009/12/calendario-saldi-2010.jpg" alt="" width="280" height="260" />Saldi! Saldi! Saldi! Quando comincia la stagione dei grandi sconti tutti siamo in grande fermento e andiamo in cerca dei capi che abbiamo già adocchiato quando però erano troppo al di là nel prezzo e non abbiamo potuto comprare per non spendere troppo. Ovviamente come certamente saprete i Saldi Estivi 2010 sono cominciati e siamo oramai agli sgoccioli quasi ovunque, tranne in alcune realtà come quelle della Regione Campania dove i saldi continuano sino al 29 di settembre.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11440"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il momento però è decisamente propizio per rimpolpare il nostro guardaroba, cercando di fare i cosiddetti affari “dell&#8217;ultima ora”.In giro per negozi alla ricerca del capo migliore bisogna però tenere sempre gli occhi molto aperti per diversi motivi. In primo luogo, e questo si sa anche grazie ad alcune trasmissioni come Striscia la Notizia, sempre attente a smascherare pratiche commerciali scorrette, alcuni commercianti prima di dare il via ai favolosi sconti promessi utilizzano la pratica di maggiorare il prezzo, andando in questo modo a dare un sconto che alla fine è molto minore di quanto promesso. In secondo luogo non scordatevi mai che durante i saldi la maggior parte dei negozi, quasi tutti per la verità, non praticano il cambio dei vestiti e dunque dovrete tenervi quelli acquistati.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter" src="http://www.riminibeach.it/var/news/storage/images/notizie/saldi-2010-riccione/1079696-1-ita-IT/saldi-2010-riccione_large.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Dunque per evitare problemi bisogna stare con gli occhi aperti, la cosa migliore sarebbe ricordarsi i prezzi applicati prima dei saldi, anche se questo non è sempre facile ma si può sempre ovviare controllando il prezzo reale con attenzione e diffidando dei prezzi iniziali troppo alti; per quanto riguarda il cambio dei vestiti non possiamo che consigliarvi di provare i capi scelti con grande attenzione perché ricordatevi sempre che i vestiti scelti non potrete cambiarli.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter" src="http://www.archistyle.it/foto/shopping-girl.jpg" alt="" width="450" height="397" /></p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter" src="http://www.socialpost.info/wp-content/uploads/2010/06/saldi1.jpg" alt="" width="449" height="451" /></p>
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		<title>Al ritorno dalle vacanze nuova stangata per le famiglie italiane</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 07:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Borsa e Finanza]]></category>
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		<description><![CDATA[I libri scolastici e le spese di casa saranno sempre più cari. Sicuramente non sarà un ritorno dalle vacanze troppo felice per le famiglie dato che, in base ai dati raccolti dall&#8217;Osservatorio nazionale Federconsumatori, dovranno fare i conti con un nuovo ciclo di rialzi che si verificherà nel prossimo periodo autunnale e invernale.


In base a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/24/143049223-02e9253e-5592-4ada-8c2e-8c2b1b20784e.jpg" alt="" width="262" height="240" />I libri scolastici e le spese di casa saranno sempre più cari. Sicuramente non sarà un ritorno dalle vacanze troppo felice per le famiglie dato che, in base ai dati raccolti dall&#8217;Osservatorio nazionale Federconsumatori, dovranno fare i conti con un nuovo ciclo di rialzi che si verificherà nel prossimo periodo autunnale e invernale.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11431"></span></p>
<p style="text-align: justify">In base a questo studio, le famiglie dovranno affrontare un nuovo aumento dei prezzi e delle tariffe nel 2010, secondo dati aggiornati in relazione agli ultimi andamenti: in poche parole, per le famiglie italiane, ciò significa un aggravio pari ad almeno 1118 euro in più in confronto al 2009.<br />
La voce che comprende gli aumenti più significativi è quella che riguarda il riscaldamento.<br />
Le famiglie dovranno purtroppo mettersi il cuore in pace: ci sarà un ulteriore abbattimento del poter di acquisto, già messo fortemente in discussione dalla pesante crisi che sta attraverso il nostro paese e l&#8217;Europa intera.<br />
In base alle previsioni di Federconsumatori, i rialzi più importanti si avranno soprattutto per quanto riguarda le tariffe aeree, dei treni e anche gli spostamenti in auto saranno più cari, con i pedaggi autostradali che saliranno a 60 euro in più in confronto al 2009, mentre i rialzi toccheranno anche il prezzo dei carburanti.</p>
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		<title>Emma Marcegaglia parla a tutto campo sull&#8217;attuale situazione italiana</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 07:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Emma Marcegaglia lancia un monito forte e acceso: la presidente di Confindustria sottolinea come ci sia un forte bisogno di un cambiamento altrimenti per la nostra società sarà il declino e gli investimenti saranno sempre di meno nel nostro paese.
Emma Marcegaglia, dal palco di Rimini, al meeting di Comunione e Liberazione, spiega in cinque punti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www2.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/05/emma-marcegaglia.jpg" alt="" width="250" height="300" />Emma Marcegaglia lancia un monito forte e acceso: la presidente di Confindustria sottolinea come ci sia un forte bisogno di un cambiamento altrimenti per la nostra società sarà il declino e gli investimenti saranno sempre di meno nel nostro paese.<br />
Emma Marcegaglia, dal palco di Rimini, al meeting di Comunione e Liberazione, spiega in cinque punti fondamentali il suo sistema per affrontare e sconfiggere la crisi e sviluppare la ripresa.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11437"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il primo punto della ricetta proposta dalla Marcegaglia è relativo alla produttività: se l&#8217;Italia non riprende la crescita, come minimo del 2% annuo, di conseguenza l&#8217;occupazione non potrà aumentare e i redditi non potranno crescere.<br />
Dal momento in cui è stato introdotto l&#8217;euro, secondo la Marcegaglia, l&#8217;Italia ha perso circa 32 percentuali in confronto alla Germania: se non si riuscirà a ricucire lo strappo, il paese non potrà sfruttare la possibilità di competere e crescere.<br />
Un altro punto importante riguarda le nuove relazioni sindacali, poi lavorare di più, meglio, sfruttando una maggior formazione e una miglior tecnologia, avere più turni e, grazie a questo sistema, pagare di più i lavoratori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Notai e avvocati: gli effetti della crisi cominciano a colpire i redditi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche i professionisti devono fare i conti con la crisi.
I fatturati sono in netto calo e gli assegni previdenziali stanno soffrendo moltissimo. Le previsioni che si possono fare in base ai dati delle casse professionali, sono molto diverse da quello scenario preventivato ai primi timidi cenni della crisi finanziaria ed economica che ha colpito tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://kpm.data.kataweb.it/kpmimages/kpm2/misc/2007/06/18/64182.pjpeg" alt="" width="230" height="180" />Anche i professionisti devono fare i conti con la crisi.<br />
I fatturati sono in netto calo e gli assegni previdenziali stanno soffrendo moltissimo. Le previsioni che si possono fare in base ai dati delle casse professionali, sono molto diverse da quello scenario preventivato ai primi timidi cenni della crisi finanziaria ed economica che ha colpito tutto il mondo nell&#8217;ultimo biennio.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11434"></span></p>
<p style="text-align: justify">I trend, attualmente, sono un dato statistico invalicabile e non ci vuole molto ad analizzarli in prospettiva.<br />
Secondo gli ingegneri il calo dei redditi si è equilibrato intorno all&#8217;1,5%: in realtà però, il dato che si riferisce ai fatturati è solo la punta dell&#8217;iceberg.<br />
Si tratta infatti di una diminuzione di più ampia portata, che si è incrementata col passare dei mesi, sottolinea il presidente del Consiglio nazionale Giovanni Rolando: le previsioni sono negative, dato che ci si aspetta un calo ancora più pesante per quanto riguarda i redditi 2009 e quelli 2010.<br />
Difatti, di fronte alla frenata brusca del mercato edilizio privato, si accompagna anche la crisi delle opere pubbliche: il numero di ore di lavoro diminuisce e anche quando si lavora diventa molto difficile farsi pagare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sanzioni più severe per i motociclisti che nascondono la targa</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 05:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vita sarà un po&#8217; più dura per tutti quelli che hanno intenzione di fare i furbi ed inclinano la targa della moto in modo tale da non poter rendere rilevare la propria velocità ai controllo automatici. Con la nuova riforma del codice della strada, rischiano molto di più. Infatti oltre alla tradizionale multa da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.targheitaliane.it/italy/moto/moto_prova.jpg" alt="" width="240" height="234" />La vita sarà un po&#8217; più dura per tutti quelli che hanno intenzione di fare i furbi ed inclinano la targa della moto in modo tale da non poter rendere rilevare la propria velocità ai controllo automatici. Con la nuova riforma del codice della strada, rischiano molto di più. Infatti oltre alla tradizionale multa da 78 euro, il motociclista dovrà subire il fermo amministrativo per un periodo di tre mesi.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11430"></span></p>
<p style="text-align: justify">Un provvedimento a cui non si può sfuggire pure nel caso in cui il conducente della moto non sia l&#8217;intestatario della stessa: in questo caso, infatti, il veicolo potrà evitare il fermo amministrativo di tre mesi solo nel caso in cui la circolazione sia avvenuta contro la volontà del proprietario.<br />
Una misura che rientra in sanzioni più pesanti e, soprattutto, un inasprimento delle norme che riguardano il passaggio dal sistema di targatura attuale alla targa personale, che accompagna il proprietario e non il veicolo.<br />
Questo sistema dovrebbe essere introdotto nel 2012 e deve essere tenuto ben distinto con la targa personalizzata, che invece riguarda la possibilità, per il proprietario, di scegliersi numeri e lettere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nel 2011 il Centro trainerà la ripresa in Italia</title>
		<link>http://www.risparmiosoldi.it/borsa-finanza/nel-2011-il-centro-trainera-la-ripresa-in-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 08:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Nord Ovest fa passi indietro, il Centro va in una direzione positiva, mentre il Sud intravede qualche timido segnale di miglioramento, anche se resta la macroarea meno produttiva e anche meno ricca di tutto il Paese. E&#8217; quanto evidenziato da un rapporto di Confcommercio, che prende in considerazione il prodotto interno lordo delle Regioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/23/104427374-59636bc0-9561-4488-ac06-39076e7bc709.jpg" alt="" width="300" height="199" />Il Nord Ovest fa passi indietro, il Centro va in una direzione positiva, mentre il Sud intravede qualche timido segnale di miglioramento, anche se resta la macroarea meno produttiva e anche meno ricca di tutto il Paese. E&#8217; quanto evidenziato da un rapporto di Confcommercio, che prende in considerazione il prodotto interno lordo delle Regioni italiane nell&#8217;ultimo periodo.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11427"></span></p>
<p style="text-align: justify">In base a quanto previsto dagli stessi studi, la ripresa sarà “trainata”dal Lazio, poi la Toscana, l&#8217;Emilia Romagna e la Lombardia.<br />
Nel 2011 dovrebbe essere il Centro a dettare “legge”, grazie anche alla più importante presenza di terziario di mercato in confronto al resto dell&#8217;Italia.<br />
Il prodotto interno del Lazio, in base alle previsioni della stessa Confcommercio, dovrebbe avanzare di due punti percentuali nel 2011, aumentando del doppio il tasso in confronto alla media nazionale.<br />
Rimane in equilibrio e, in diminuzione quindi, la quota del prodotto interno lordo che arriva dal Nord-Ovest: un ribasso di quasi un punto percentuale dal &#8216;95 ad oggi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Italia: più tasse e meno servizi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su ogni italiano c&#8217;è un peso tributario annuo che si aggira intorno a 7350 euro.
Tra i più importanti paesi europei la Francia è quella con i contribuenti costretti a versare maggior carichi fiscali, con una media pari a 7438 euro.
Quello che hanno in cambio, ovvero il controvalore di servizi, rappresenta una fetta molto più grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/21/115134696-5d3a016d-bd29-4f1a-b175-9889d87061e1.jpg" alt="" width="300" height="226" />Su ogni italiano c&#8217;è un peso tributario annuo che si aggira intorno a 7350 euro.<br />
Tra i più importanti paesi europei la Francia è quella con i contribuenti costretti a versare maggior carichi fiscali, con una media pari a 7438 euro.<br />
Quello che hanno in cambio, ovvero il controvalore di servizi, rappresenta una fetta molto più grande in confronto a quelli italiani.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11424"></span></p>
<p style="text-align: justify">I francesi vengono infatti “ricompensati” di tale aggravio fiscale, con una spesa sociale pro capite pari a 10776 euro, mentre in Italia, tra spese sanitarie, per l&#8217;istruzione e per la protezione sociale, si arriva a malapena a 8023 euro: ovvero, circa 2753 euro in meno rispetto ai cugini transalpini.<br />
A comunicare questi dati è un rapporto della Cgia di Mestre.<br />
Questo studio confronta tre paesi europei, ovvero Italia, Francia e Germania.<br />
In Germania, per farla breve, il saldo pro capite (ovvero la differenza tra quanto ricevuto sotto forma di spesa e quanto dato invece sotto forma di tasse) nel paese transalpino è di 3339 euro, mentre in Germania è pari a 2251 euro: solo nel nostro paese, il saldo è così basso, dato che tocca i 664 euro pro capite.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pensioni: a luglio nessuna fuga secondo i dati dell&#8217;Inps</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ormai imminente trasferimento alla finestra unica per quanto riguarda la pensione di vecchiaia e di anzianità, non ha ancora avuto effetti sulle decisioni dei lavoratori circa la possibilità di chiudere in anticipo il rapporto di lavoro. E&#8217; quanto comunicato dall&#8217;Inps, che pochi giorni fa ha pubblicato i dati che si riferiscono alle domande di pensionamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://piemonte.indymedia.org/attachments/sep2007/pensionati_in_piazza.jpg" alt="" width="200" height="246" />L&#8217;ormai imminente trasferimento alla finestra unica per quanto riguarda la pensione di vecchiaia e di anzianità, non ha ancora avuto effetti sulle decisioni dei lavoratori circa la possibilità di chiudere in anticipo il rapporto di lavoro. E&#8217; quanto comunicato dall&#8217;Inps, che pochi giorni fa ha pubblicato i dati che si riferiscono alle domande di pensionamento di anzianità, in seguito all&#8217;apertura della nuova finestra di luglio. In questa prima parte di 2010 (luglio compreso), le uscite dal rapporto di impiego per pensionamento hanno subito un rallentamento di circa 16 mila unità in confronto a quelle previste: 131 mila contro 147700.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11422"></span></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;unico valore che ha registrato un leggero incremento è quello relativo al pensionamento dei lavoratori dipendenti, che è aumentato di 18 mila unità in più rispetto a quanto previsto.<br />
E&#8217; un dato però che è accompagnato dalla diminuzione del pensionamento dei lavoratori agricoli, degli artigiani e dei commercianti.<br />
La finestra di luglio rappresenta la penultima tappa, prima dell&#8217;introduzione della nuova riforma e, soprattutto è l&#8217;ultima  a sfruttare il meccanismo delle quote, dato che la finestra di ottobre avrà come requisiti i 40 anni di anzianità contributiva entro giugno 2010.</p>
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		<title>Ocse: la crescita tedesca trascina il Pil di tutta l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Pil all&#8217;interno dell&#8217;area Ocse ha registrato un aumento dello 0,7% nel secondo trimestre del 2010, mantenendosi quindi sui livelli del primo trimestre, mentre su base annuale il prodotto interno lordo ha subito un incremento pari al 2,8%. La Germania e l&#8217;Inghilterra sono i paesi leader nella crescita del Pil, mentre la ripresa cala in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/economia/conti-pubblici-42/stime-ocse/stor_10448225_47420.jpg" alt="" width="280" height="256" />Il Pil all&#8217;interno dell&#8217;area Ocse ha registrato un aumento dello 0,7% nel secondo trimestre del 2010, mantenendosi quindi sui livelli del primo trimestre, mentre su base annuale il prodotto interno lordo ha subito un incremento pari al 2,8%. La Germania e l&#8217;Inghilterra sono i paesi leader nella crescita del Pil, mentre la ripresa cala in Giappone e negli Usa, secondo quanto comunicato dall&#8217;Ocse.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11420"></span></p>
<p style="text-align: justify">Una crescita debole, invece, per l&#8217;economia italiana, che nel medesimo periodo arriva solo allo 0,4%, in equilibrio con i dati relativi ai primi tre mesi del 2010.<br />
Su base annua, la Germania resta il paese con l&#8217;aumento più rilevante , a seguire Usa(+3,2%), Giappone (+1,9%) e Francia (+1,7%).<br />
L&#8217;Ocse evidenzia come, nell&#8217;area euro, la crescita del prodotto interno lordo sia trainata dall&#8217;espansione del 2,2% dell&#8217;economia tedesca: tale valore rappresenta il tasso di crescita più alto da quando la Germania è stata riunificata.<br />
Un&#8217;importante crescita del Pil arriva anche dal Regno Unito, con un aumento intorno all&#8217;1,1%, con ben 0,8 punti percentuali in più in confronto al trimestre precedente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lavoro notturno: al via la detassazione</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 08:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[D&#8217;ora in poi, per quanto riguarda il lavoro notturno nel nostro paese, sarà tutelata e garantita una maggiore produttività e un minor peso del fisco. L&#8217;annuncio è stato effettuato da parte dell&#8217;Agenzia delle Entrate, che ha voluto spiegare come la detassazione della produttività, per il lavoro notturno, sia a maglie larghe. Questo è possibile grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://static.blogo.it/soldiblog/detassazionestraordinari.jpg" alt="" width="252" height="408" />D&#8217;ora in poi, per quanto riguarda il lavoro notturno nel nostro paese, sarà tutelata e garantita una maggiore produttività e un minor peso del fisco. L&#8217;annuncio è stato effettuato da parte dell&#8217;Agenzia delle Entrate, che ha voluto spiegare come la detassazione della produttività, per il lavoro notturno, sia a maglie larghe. Questo è possibile grazie ad una risoluzione, la numero 83/E, con cui l&#8217;Agenzia delle Entrate ha sottolineato come l&#8217;imposta sostitutiva, nella misura del 10%, vada calcolata sul compenso totale che il lavoratore ha ricevuto, in base al numero di ore di servizio effettivamente prestate, escludendo la limitazione alle sole maggiorazioni e alla valutazione delle indennità.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11417"></span></p>
<p style="text-align: justify">Quindi sì alla detassazione del lavoro notturno, ma comunque a patto che il trattamento agevolato corrisponda ad un aumento di produttività e competitività dell&#8217;impresa.<br />
Il medesimo regime fiscale, relativo all&#8217;imposta del 10%, si può applicare anche alle prestazioni di lavoro straordinario, ma comunque devono essere sempre legate ad aumenti di produttività o, in ogni caso, un miglioramento delle condizioni dell&#8217;azienda.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aumenta la spesa pensionistica, ma gli assegni rimangono sempre bassi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 07:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aumenta la spesa pensionistica: nel corso del 2009, infatti, la relativa cifra ha registrato un avanzamento pari al 4,3% in confronto all&#8217;anno precedente e con un rialzo pari a circa un punto percentuale in confronto al Pil (15,4%).
L&#8217;aumento registrato tra il 2007 e il 2008 era stato invece del 2,9%. E&#8217; quanto diffuso dal ministero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/17/151040087-485fb4e1-d7fd-4115-95c1-36309f4ff337.jpg" alt="" width="239" height="365" />Aumenta la spesa pensionistica: nel corso del 2009, infatti, la relativa cifra ha registrato un avanzamento pari al 4,3% in confronto all&#8217;anno precedente e con un rialzo pari a circa un punto percentuale in confronto al Pil (15,4%).<br />
L&#8217;aumento registrato tra il 2007 e il 2008 era stato invece del 2,9%. E&#8217; quanto diffuso dal ministero dell&#8217;Economia con la “Relazione Generale sulla situazione economica del paese”.<br />
Nel rapporto si sottolinea come l&#8217;aumento della spesa pensionistica nel 2009 è correlata in modo particolare all&#8217;adeguamento degli assegni ai prezzi e alla rivalutazione del 100% per quelle categorie di importo dei trattamenti che si registrano tra 3 e 5 volte il trattamento più basso.<br />
L&#8217;avanzamento della spesa si è verificato anche se sono diventati più difficili e pesanti i requisiti di accesso al pensionamento, introdotti proprio dal 2009.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11414"></span></p>
<p style="text-align: justify">Quindi, nonostante gli aumenti, la metà degli assegni pensionistici non supera nemmeno l&#8217;importo di 1000 euro.<br />
Come se non bastasse, le pensioni che varcano la soglia di 2000 euro sono rarissime, rappresentate solo dal 13,7%.<br />
Le donne incassano, in media, una cifra minore rispetto agli uomini e addirittura il 27,1% delle pensioni “femminili” non supera la quota mensile di 500 euro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fisco, il disastro del maxi condono 2004: mancano 4,6 miliardi di euro</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 08:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembrava andare un po&#8217; meglio al fisco italiano, invece il maxi condono relativo al periodo 2002-2004 non ha dato i risultati sperati: sì, perché gli evasori che hanno potuto sfruttare il “perdono” sia fiscale che penale, non hanno terminato di versare al fisco gli importi stabiliti per ottenere appunto il maxi condono.



Questi evasori, dopo aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/16/141427885-d26c322d-1b52-4bd9-917d-28e0efb8b0e9.jpg" alt="" width="300" height="191" />Sembrava andare un po&#8217; meglio al fisco italiano, invece il maxi condono relativo al periodo 2002-2004 non ha dato i risultati sperati: sì, perché gli evasori che hanno potuto sfruttare il “perdono” sia fiscale che penale, non hanno terminato di versare al fisco gli importi stabiliti per ottenere appunto il maxi condono.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11411"></span></p>
<p style="text-align: justify">Questi evasori, dopo aver ricevuto la sanatoria tramite il versamento della prima rata dell&#8217;importo concordato, hanno lasciato perdere il saldo con l&#8217;Agenzia delle Entrate.<br />
E&#8217; quanto comunicato dal sito dell&#8217;associazione Legalità ed equità fiscale (Lef), che ha diffuso i dati: si tratta di 4,6 miliardi di euro che non ancora il Fisco non ha visto e sono un&#8217;ulteriore conferma che quel condono è stato una vera e propria manna dal cielo per gli evasori fiscali.<br />
A favorire questo sistema malato, è stata la scelta di non collegare il condono al pagamento della somma totale dovuta, ma solo al primo versamento, in tutti quei casi in cui doveva esserci una rateizzazione del debito.<br />
In pratica, quindi, le lacune derivano proprio dall&#8217;inadempienza dei maggiori evasori.</p>
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		<title>Crescono i debiti delle famiglie italiane</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 07:00:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sfiorano i mille euro in più in confronto al 2009: esattamente l&#8217;importo è di 863 euro.
Stiamo parlando dell&#8217;assurdo livello dei debiti che le famiglie del nostro paese, che è arrivato a questo soglia a causa del rialzo dei mutui per l&#8217;acquisto della casa, di beni mobili, ma anche per colpa del credito al consumo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/14/113159962-ed66d26a-2427-42b9-b1b0-04b842b6580c.jpg" alt="" width="300" height="216" />Sfiorano i mille euro in più in confronto al 2009: esattamente l&#8217;importo è di 863 euro.<br />
Stiamo parlando dell&#8217;assurdo livello dei debiti che le famiglie del nostro paese, che è arrivato a questo soglia a causa del rialzo dei mutui per l&#8217;acquisto della casa, di beni mobili, ma anche per colpa del credito al consumo e i finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11409"></span></p>
<p style="text-align: justify">In base a quanto calcolato dal Cgia di Mestre, nel corso dello scorso anno, la media dell&#8217;indebitamento ha superato i 15930 euro per ogni famiglia.<br />
Se poi la ricerca si sposta a livello provinciale, allora le tensioni e le sofferenze più pesanti sono stimate a Roma (media di indebitamento pari a 22394 euro), poi Lodi, Milano, Trento, Prato, Como e così via.<br />
Le provincie che presentano il livello più alto di indebitamento, sono anche quelle che possono vantare i redditi più alti: è altrettanto chiaro che tra le famiglie in difficoltà per colpa dei dbiti, ci sono anche molte persone che appartengono alle categorie più deboli.<br />
La variazione di crescita dell&#8217;indebitamento medio, tra il 2002 e il 2009, è particolarmente negativa e, oltre questa media, troviamo molte città dell&#8217;Italia meridionale e ciò significa che in quelle zone, la crisi economica ha fatto i danni più importanti, andando a colpire, in particolar modo purtroppo, le famiglie monoreddito che hanno più figli a carico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Antitrust e Codacons dure critiche al nuovo Codice della Strada</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 07:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovo codice della strada ha appena visto la luce, ma è già circondato da critiche e osservazioni. In primis è l&#8217;Antitrust a mandare pesanti messaggi contro il governo, che sottolinea come le norme che si riferiscano alle autoscuole, potrebbero avere un effetto anti concorrenziale. Anche il Codacons non risparmia critiche e frecciatine e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/13/145046156-13ba6389-fd05-4645-8f53-038e9ce41e07.jpg" alt="" width="230" height="200" />Il nuovo codice della strada ha appena visto la luce, ma è già circondato da critiche e osservazioni. In primis è l&#8217;Antitrust a mandare pesanti messaggi contro il governo, che sottolinea come le norme che si riferiscano alle autoscuole, potrebbero avere un effetto anti concorrenziale. Anche il Codacons non risparmia critiche e frecciatine e si scaglia contro le concessioni alla velocità e il bere prima di guidare.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11407"></span></p>
<p style="text-align: justify">Criticato l&#8217;articolo 54 che consente, solamente nella notte tra il 15 e il 16 agosto e a Capodanno di bere alcolici e superalcolici in qualsiasi locale aperto fino all&#8217;alba.<br />
Il Codacons definisce una “festa per ubriachi” questa decisione, criticando duramente anche le norme che riguardano le riduzioni dei punti per la patente e i casi di ritiro definitivo della patente.<br />
Partirà invece tra tre mesi l&#8217;obbligo per i locali di munirsi di un etilometro a disposizione dei clienti, come previsto dal nuovo Codice della Strada, ma si riferisce solamente a quegli esercizi che non svolgono attività come spettacoli o intrattenimento, ma durano oltre la mezzanotte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inps: tra falsi invalidi e pensioni ai defunti oltre 100 milioni pagati indebitamente</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 07:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;importo del denaro versato nel corso del 2010 a chi non possieda i requisiti oppure a persone ormai defunte hanno raggiunto un costo, per l&#8217;Inps, di 100 millioni di euro, in base a quanto rilevato dalle indagini della magistratura sulle truffe proprio ai danni dell&#8217;istituto di previdenza.


Nel corso dei primi sette mesi del 2010, fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/11/121220507-3652e8a1-b750-4b0f-bed8-ed5012d90bfc.jpg" alt="" width="300" height="240" />L&#8217;importo del denaro versato nel corso del 2010 a chi non possieda i requisiti oppure a persone ormai defunte hanno raggiunto un costo, per l&#8217;Inps, di 100 millioni di euro, in base a quanto rilevato dalle indagini della magistratura sulle truffe proprio ai danni dell&#8217;istituto di previdenza.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11403"></span></p>
<p style="text-align: justify">Nel corso dei primi sette mesi del 2010, fa sapere in un comunicato l&#8217;Inps, ci sono stati ol tre 5200 indagati e 135 arresti.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">La gran parte delle truffe fa riferimento ai cosiddetti falsi invalidi, poi i falsi braccianti agricoli e tutte quelle persone che intascano pensioni di persone già defunte.<br />
Per quanto concerne i falsi invalidi, sono circa undici i milioni di euro che sono stati pagati indebitamente dall&#8217;istituto di previdenza.<br />
Per quanto riguarda invece i falsi braccianti agricoli, sono oltre venticinque milioni tra indennità di disoccupazione, maternità e malattia.<br />
Antonio Mastropasqua, parlando dell&#8217;invalidità civile, sottolinea la novità che è stata introdotta con la legge 122/2010 che prevede l&#8217;obbligo, per i medici che attestano false invalidità, a risarcire il danno che corrisponde alla prestazione indebitamente rilasciata.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tra rifiuti e acqua potabile le tariffe sono aumentate anche nel 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forti aumenti per quanto riguarda le tariffe nel corso dello scorso anno: sì, nell&#8217;anno in cui gli italiano hanno dovuto penare di più, con i consumi verso i minimi storici, come anche i rincari, che sono stati registrati come i più bassi degli ultimi 20 anni All&#8217;opposto rispetto a come si è sviluppata l&#8217;inflazione complessiva, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/11/142212578-49d4f877-0b89-4e87-95b7-e12fc29b0f9b.jpg" alt="" width="300" height="286" />Forti aumenti per quanto riguarda le tariffe nel corso dello scorso anno: sì, nell&#8217;anno in cui gli italiano hanno dovuto penare di più, con i consumi verso i minimi storici, come anche i rincari, che sono stati registrati come i più bassi degli ultimi 20 anni All&#8217;opposto rispetto a come si è sviluppata l&#8217;inflazione complessiva, i costi dei servizi pubblici hanno invece registrato un notevole incremento, dando corpo anche ad una crescita dell&#8217;inflazione: è questo il resoconto di quanto comunicato dal ministero dell&#8217;Economia nella Relazione sulla situazione economica italiana.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11400"></span></p>
<p style="text-align: justify">Tra i rincari più rilevanti, hanno destato molta preoccupazione, in particolar modo, quelli riguardanti l&#8217;acqua potabile (+5,9%) e i rifiuti (+4,5%), mentre corposi aumenti sono stati registrati anche tra i biglietti dei treni e dei traghetti.<br />
I prezzi dei servizi pubblici, non prendendo in considerazione le tariffe energetiche, hanno fatto rilevare un aumento della dinamica di crescita, con tassi che hanno registrato un aumento tra il 2 e il 3,5%, al termine del 2009.<br />
Gli aumenti hanno preso in considerazione sia le dinamiche controllate a livello nazionale, sia quelle che riguardano gli enti locali.</p>
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		<title>La Fed non alza i tassi di interesse</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 08:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una vera e propria doccia fredda, quella che arriva dalla Banca centrale per quanto riguarda le speranza e le convinzioni degli Stati Uniti di cominciare a intravedere la luce in fondo al tunnel della crisi. Infatti la Fed ha deciso di non modificare il costo del denaro, che rimane quindi ai minimi storici tra lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/10/205919600-79bd7c75-9cbf-4b7a-9914-f2c760966bab.jpg" alt="" width="300" height="233" />Una vera e propria doccia fredda, quella che arriva dalla Banca centrale per quanto riguarda le speranza e le convinzioni degli Stati Uniti di cominciare a intravedere la luce in fondo al tunnel della crisi. Infatti la Fed ha deciso di non modificare il costo del denaro, che rimane quindi ai minimi storici tra lo 0 e lo 0,25%.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11396"></span></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Il motivo è semplice: il ritmo della ripresa dell&#8217;economia americana si è un po&#8217; arenato negli ultimi mesi e, nel breve periodo, rischia di non essere così competitiva come previsto. Inoltre, le condizioni del mercato del lavoro sono peggiorate, compreso quello immobiliare e del credito bancario, che ha registrato una costante contrazione.<br />
Per questo motivo, il Comitato di politica monetaria ha fatto sapere che i tassi di interesse non subiranno alcuna modifica e resteranno molto bassi per un periodo prolungato.<br />
La reazione di Wall Street è stata tutto sommato positiva, dato che dopo il comunicato della Fed si sono diminuite le perdite della seduta.<br />
La Fed sottolinea, in ogni caso, che i consumi delle famiglie stanno crescendo, anche se molto lentamente, ma un freno è posto dalla disoccupazione, dal troppo contenuto aumento dei redditi, dalla debole ricchezza e dalla restrizione nella concessione di credito.</p>
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		<title>Lavoro: le raccomandazioni sono ancora la via più veloce per trovare un&#8217;occupazione</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 07:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi infligge un colpo molto potente anche alle raccomandazioni nel mondo del lavoro, anche se la strada della “conoscenza diretta”, rimane sempre quella più veloce per riuscire a trovare un&#8217;occupazione. Così afferma uno studio effettuato dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro.



Secondo questa ricerca, le cosiddette raccomandazioni e i vari passaparola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/09/181828344-d428b0c6-a375-4149-84cc-51a99839d401.jpg" alt="" width="300" height="203" />La crisi infligge un colpo molto potente anche alle raccomandazioni nel mondo del lavoro, anche se la strada della “conoscenza diretta”, rimane sempre quella più veloce per riuscire a trovare un&#8217;occupazione. Così afferma uno studio effettuato dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11393"></span></p>
<p style="text-align: justify">Secondo questa ricerca, le cosiddette raccomandazioni e i vari passaparola, costituiscono i canali di cui maggiormente si serve chi cerca lavoro, anche se è ormai prassi abbastanza consolidata quella che vede le aziende, per quanto riguarda la ricerca di personale, impegnata ad intermediari professionali, che mettono al primo posto qualificazione e capacità lavorative.<br />
Nel corso dello scorso anno, circa il 50% delle aziende che hanno assunto nuovo personale, ha fatto proprio ricorso alla strada della conoscenza diretta o della segnalazione di terzi, anche se, in confronto al 2008, è un dato in calo.<br />
Nel 2009 le agenzie di lavoro interinali e similari, sono state utilizzate da circa il 10% delle imprese, un dato che supera di due punti percentuali quello registrato nel 2009 e addirittura del 3% in più in confronto al 2006.</p>
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		<title>L&#8217;occupazione non cresce anche se l&#8217;economia italiana si allontana dalla crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
				<category><![CDATA[Borsa e Finanza]]></category>
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		<description><![CDATA[La produzione prosegue nella sua crescita, il Pil fa lo stesso, ma gli effetti di questi aumenti per quanto riguarda l&#8217;occupazione non si verificheranno subito: infatti, nel prossimo autunno, la caduta dei posti di lavoro potrebbe continuare a fare il suo corso.



E&#8217; quanto contenuto in un&#8217;indagine del Cgia di Mestre, che prevede, alla fine delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/08/094749446-7eedb434-48ed-4e85-a75b-13b158aac517.jpg" alt="" width="268" height="194" />La produzione prosegue nella sua crescita, il Pil fa lo stesso, ma gli effetti di questi aumenti per quanto riguarda l&#8217;occupazione non si verificheranno subito: infatti, nel prossimo autunno, la caduta dei posti di lavoro potrebbe continuare a fare il suo corso.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11391"></span></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; quanto contenuto in un&#8217;indagine del Cgia di Mestre, che prevede, alla fine delle ferie di agosto, un&#8217;ulteriore perdita di 70 mila posti.<br />
Un dato che però non deve creare troppi allarmismi, secondo lo stesso Cgia, poiché gli indicatori economici informano come la crisi sia man mano più lontana e, soprattutto, perché tra produzione e lavoro non via è una via parallela di crescita, dato che tra l&#8217;aumento della prima e del secondo vi è un tempo di attesa.<br />
Proprio questo tempo coincide con gli ultimi tre mesi del 2010, un periodo che tradizionalmente è sempre stato negativo per quanto riguarda l&#8217;occupazione.<br />
Facendo un rapido confronto, nell&#8217;ultimo trimestre del 2007 i posti di lavoro persi sono stati 91 mila, mentre quest&#8217;anno, per lo stesso periodo, la Cgia, come già detto sopra, ne prevede circa 70 mila.</p>
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		<title>Istat: ottimi dati provenienti dalla produzione industriale</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 08:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pask</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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		<description><![CDATA[La produzione industriale ha fatto segnare nel mese di giugno un incremento dell&#8217;8,2%, in confronto a giugno di un anno fa,, mentre l&#8217;aumento è stato dello 0,6% in confronto a maggio 2010. Stiamo parlando, come riferito dall&#8217;Istat, di uno dei più importanti risultati su base tendenziale dal dicembre di dieci anni fa.




L&#8217;Istat riferisce anche che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/images/2010/08/06/104950050-1db09547-8405-44d5-94a7-1745ec1235df.jpg" alt="" width="300" height="213" />La produzione industriale ha fatto segnare nel mese di giugno un incremento dell&#8217;8,2%, in confronto a giugno di un anno fa,, mentre l&#8217;aumento è stato dello 0,6% in confronto a maggio 2010. Stiamo parlando, come riferito dall&#8217;Istat, di uno dei più importanti risultati su base tendenziale dal dicembre di dieci anni fa.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><span id="more-11389"></span></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;Istat riferisce anche che la variazione dell&#8217;indice grezzo su base annua si attesta intorno al valore dell&#8217;8,1%.<br />
Per quanto riguarda invece il confronto tendenziale che si riferisce al primo semestre del 2010, l&#8217;indice ha fatto un balzo in avanti del 6,2%.<br />
Segno positivo per quanto riguarda le variazioni congiunturali di beni strumentali, con un aumento del 2,3%, dei beni intermedi, incremento dello 0,9% e dell&#8217;energia, che registra un aumento pari allo 0,8%.<br />
Cresce anche la produzione di auto nel mese di giugno e, di conseguenza, nei primi sei mesi del 2010.<br />
A giugno, in base ai dati rilevati dall&#8217;Istat, la produzione di auto ha registrato un aumento intorno al 7,5% in confronto a giugno del 2009 mentre, in riferimento al primo semestre, l&#8217;aumento è del 7,9% in confronto allo stesso periodo di un anno fa.</p>
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