Bce conferma tassi di interesse all’1%
9 ottobre 2009 da sundance
I tassi di interesse dell’area euro rimangono fermi all’1%, in quanto ritenuti “appropriati”: è quanto emerge dal Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Si tratta dunque di un segnale che, secondo molti analisti, vuol far intendere l’orientamento dell’istituto a non modificare il costo del denaro nel breve termine.
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ROMA, 4 OTT – “Bisogna dissipare l’idea che dopo la crisi tutto continuerà a funzionare come prima. Il mondo è cambiato e le nuove regole sono un punto cruciale”. E’ Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia a dirlo. In una conferenza stampa tenuta a Istanbul in qualità di presidente del Financial Stability Board, ha aggiunto che “la ripresa dopo la crisi sarà molto lenta e fragile, con un livello di disoccupazione in crescita ovunque”.
Si è chiusa nel segno della stabilità dei rendimenti l’asta di Buoni Ordinari del Tesoro (Bot) semestrali offerti ieri dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per un importo complessivo pari a 10 miliardi di euro; il tasso lordo si è infatti attestato allo 0,552%, con un rialzo di appena due millesimi percentuali rispetto all’asta precedente; la domanda, come sempre, è stata elevata e superiore al quantitativo offerto.
E’ opportuno investire nel mercato obbligazionario Corporate (quello cioè delle emissioni di società private)? Valutiamo le prospettive ed il corretto approccio per operare in questo settore nei prossimi 12 mesi.
MILANO — E’ salito anche lunedì, portando al 2,3% il guadagno (in conto capitale) realizzato in sole quattro sedute di Borsa. Chi ha comprato mercoledì e venduto lunedì sera, si è portato a casa 2,3 euro in più per ogni 100 euro investiti. Niente male in tempi di crisi e di Bot «a tasso zero». Eppure è successo, ed è successo proprio a un titolo di Stato.
Dopo il recente
BRUXELLES – Il Pil italiano si attesterà nel 2009 a quota -5%. Questa la stima della Commissione europea, che ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita del nostro Paese diffuse la scorsa primavera (-4,4%, ndr). Tuttavia, sottolinea l’esecutivo europeo, in Italia «dopo una profonda recessione è in atto un graduale miglioramento».
I Fondi Immobiliari sono “fondi chiusi”
Il dollaro scende mentre l’oro sale. La discesa della valuta Usa (ieri a 1,45 dollari per euro, il minimo dell’anno) ha spinto il lingotto sopra quota 1.000 dollari (la prima volta in sei mesi). E si intensificano le speculazioni degli analisti. Anche se la moneta a stelle e strisce va spesso in direzione opposta a quella del metallo prezioso.
Sono andate letteralmente a ruba le obbligazioni multi-tranche a tasso fisso, in euro e sterline inglesi, emesse dal colosso elettrico italiano Enel; a fronte di 6,5 miliardi di euro complessivi collocati, infatti, le richieste da parte degli investitori istituzionali hanno superato la quota record dei 28 miliardi di euro.
Acquistare titoli di Stato e non percepire alcun rendimento. E, per di più, pagare di tasca propria qualcosa alle banche per mettersi in portafoglio i BoT del Tesoro. E’ questa l’amara constatazione con cui devono fare i conti gli investitori che oggi hanno comprato in asta i Buoni a 3 mesi emessi del ministero dell’Economia.
In questo momento sul mercato non mancano certo le opportunità di acquisto delle obbligazioni. Negli ultimi giorni si è assistito a un proliferare di offerte, da Eni a Fiat a Bmw. Enel si affaccerà al mercato con un nuovi bond nei prossimi giorni mentre le Assicurazioni Generali hanno in preparazioni una nuova emissione obbligazionaria della durata di 15 anni.
I ministri delle Finanze dei paesi del G20, al termine del vertice di Londra, si sono accordati sulla necessità di mantenere in vigore i piani di stimolo dell’economia varati l’anno scorso per fronteggiare la crisi economica e finanziaria per evitare di indebolire la ripresa che sembra profilarsi.
Il timore di una forte ondata inflazionistica nei prossimi anni sta progressivamente sostituendo, almeno in molti analisti, operatori ed investitori, quello di un collasso generalizzato del sistema bancario (e quindi di conseguenza di tutta l’economia). Sono sempre più numerose infatti le previsioni di un forte aumento della crescita dei prezzi, in conseguenza sia della grande disponibilità di massa monetaria messa a disposizione delle banche centrali, sia del notevole aumento del debito dei paesi sovrani.