Finmeccanica: ricavi oltre le attese nel 2009
6 novembre 2009 da sundance
Finmeccanica batte le attese e nei primi nove mesi del 2009 registra ricavi per 12,64 miliardi (+30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), un ebitda adjusted a 885 milioni (+46%) e un utile netto di 364 milioni (-8%). Gli analisti di equita sim si aspettavano un giro d’affari di 12,40 miliardi, un ebitda adjusted di 865 milioni e l’utile a 327 milioni. Gli ordini, pari a 13,65 miliardi, sono cresciuti complessivamente del 18% rispetto ai primi nove mesi del 2008, trainati dalla crescita dell’Elettronica per la Difesa (+76%), del segmento militare dell’Aeronautica (+45%) e dai Trasporti (+120%).
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A seguito del grande successo ottenuto con il recente lancio di emissioni obbligazionarie da destinare agli investitori istituzionali, il Consiglio di Amministrazione di Enel ha deliberato per l’emissione di nuovi Bond ma stavolta destinati agli investitori retail, ovverosia ai risparmiatori.
A causa dell’aumento dei prezzi nel settore dei servizi, in Italia per il mese corrente l’inflazione è tornata a salire; l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, in base alla stima preliminare, ha infatti rilevato che ad ottobre l’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% su base annua e dello 0,1% rispetto allo scorso mese di settembre.
Tra gli strumenti a disposizione del trader vi è quello che viene definito short selling.
Nell’odierna asta di Buoni Ordinari del Tesoro (Bot) e di Certificati di Credito del Tesoro Zero Coupon (Ctz), disposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, i rendimenti sono tornati a salire seppur in maniera contenuta ed a fronte di una domanda che continua ad essere molto elevata. Nel dettaglio, per i Bot a sei mesi, il rendimento lordo in asta è stato pari allo 0,628%, in rialzo di 0,076 punti percentuali rispetto all’asta precedente; il Tesoro ha collocato 9,5 miliardi di Bot semestrali a fronte di una domanda superiore al livello dei 14 miliardi di euro.
Secondo una ricerca, presentata oggi in occasione del Forum annuale, decisivo e’ il bisogno di punti fermi di fronte ad una situazione economica difficile: quello che conta e’ la persona che offre il prodotto e la consulenza, non la compagnia. Solita banca, solita compagnia di assicurazioni. La crisi economica ha fatto perdere fiducia, ma non sembra cambiare le abitudini degli italiani. E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Crisi e generazioni’ svolta dall’Istituto di Ricerca Gpf per Axa Mps.
Il totale dei dividendi che, per il 2009, le società quotate a Piazza Affari hanno retrocesso agli azionisti si è attestato a 16,6 miliardi di euro, quasi dimezzandosi rispetto ai 31,4 miliardi di euro di monte dividendi del 2008. A rivelarlo è uno studio di Mediobanca che conferma come la crisi finanziaria ed economica abbia pesato sulla redditività delle aziende di Piazza Affari ma anche sulla remunerazione di chi investe nel capitale di rischio. Ad accusare il colpo, ma c’era da aspettarselo, è stato il comparto bancario;
L’ultima asta di Buoni del Tesoro Poliennali ha visto un leggero calo per quel che riguarda i titoli a 5 e 15 anni, mentre non sono state registrate variazioni per quelli a 30 anni. Per essere più precisi, il rendimento dei Btp quinquennali è sceso al 2,77% (-0,06 punti), mentre quello dei Btp a quindici anni è giunto fino al 4,59% (-0,02 punti).
Nonostante il maxi rialzo dai minimi di 7 mesi fa, i titoli quotati a Wall Street restano molto attraenti per chi vive da questa parte dell’oceano. Complice è ovviamente il tonfo del dollaro. Fuori dai confini americani gli investitori stanno comprando a piene mani i titoli delle societa’ dell’indice S&P500, quotate ancora a prezzi altamente vantaggiosi, approfittando del loro potere d’acquisto senza precedenti dovuto alla perdita di valore del dollaro, il cui calo sui mercati si protrae ormai da ben sette mesi.
La Gran Bretagna mette fuori il cartello vendesi. Il primo ministro britannico, Gordon Brown, ha annunciato ufficialmente un piano biennale di privatizzazioni da 16 miliardi di sterline (oltre 17 miliardi di euro) per contribuire al risanamento delle finanze pubbliche. Il piano di dismissioni nasce dall´esigenza di contrastare un debito pubblico, ormai vicino al 100% del Pil.
Non c’è crisi per Fiat, quantomeno in Borsa. Nelle ultime due sedute le azioni del Lingotto hanno fatto registrare rialzi corposi accompagnati da volumi vorticosi, cosa che ha portato i corsi a sfondare la barriera degli undici euro. Per chi ha comprato nel marzo scorso, quandio la Fiat veniva scambiata a meno di quattro euro, ha fatto un affarone.
L’oro oggi si prende una pausa, a conclusione di una settimana contrassegnata invece da rialzi record. Il metallo prezioso è scambiato a 1.048 dollari l’oncia dopo aver aggiornato ieri i massimi per il terzo giorno di fila arrivando a totalizzare da inizio anno un rialzo del 20%.
Secondo un indagine fornita da Nielsen Online e CommStrategy , un navigatore italiano su tre utilizza il web per l’home banking. La statistica dunque, che permette al 33% degli italiani proprietari di un conto corrente di utilizzare le potenzialità del web per le operazioni bancarie, è a favore degli internatui che scelgono un comodo utilizzo in internet del proprio c/c.