Risparmio, gli italiani non ci credono più

La ‘Giornata mondiale per il Risparmio’ è servita in Italia soprattutto per fare il punto sulle tasche degli italiani. Ancora una volta il risultato è sconfortante: almeno sei italiani su dieci ammettono di aver ridotto di molto negli ultimi anni la loro capacità di mettere da parte soldi a fine mese e soprattutto solo un terzo degli italiani riesce effettivamente a farlo.

E’ il risultato di una ricerca dell’Acri (l’associazione che riunisce le Casse di Risparmio) realizzata insieme all’istituto di sondaggi Ipsos. Emerge che gli italiani vorrebbero tenere in piedi la loro fama di oculati risparmiatori, ma la crisi economica e l’aumento del costo della vita che negli ultimi anni si è fatto insopportabile costringono a non poter operare come si vorrebbe.

Ecco alcuni dati per comprendere meglio il fenomeno: quelli che dichiarano di essere effettivamente riusciti a mettere da parte denaro sono il 35% a fronte del 36% di un anno fa, mentre è aumentata la percentuale di quelli che scivolano nel panico se effettivamente non ci riescono. Sono passati dal 41% del 2010 al 44% di quest’anno. E soprattutto aumenta il numero delle famiglie con saldo negativo nel risparmio, ossia quelle che per far fronte a tutte le loro spese hanno dovuto attingere a risparmi passati oppure ricorrere a prestiti: nel 2010 erano il 34%, nel 2011 sono diventate almeno quattro su dieci. Inoltre sono il 42% (mentre erano 36% nel 2010) gli italiani che temono di non riuscire a risparmiare nel prossimo anno come in passato e solo il 13% spera di risparmiare di più: il dato più basso mai registrato al riguardo da questa indagine (nel 2010 era il 15%, nel 2009 il 19%).

Le cause sono molteplici e partono dal timore per l’incertezza sul futuro economico, sia personale che più in generale dell’Italia, ma anche i dubbi sul futuro una volta ritiratisi dal mondo del lavoro visto che sulle pensioni sono in atto riforme epocali. In questo caso specifico si è registrato un vero boom: quelli che temono il periodo post occupazione sono saliti dal 38 ad un desolante 80 per cento.

Ma come vengono impiegati questi risparmi? Il 24%, dato in leggero aumento rispetto ad un anno fa, preferisce investirli invece che tenerli sul conto corrente. Tra le modalità, resta preferita quella del ‘mattone’, anche se la percentuale rispetto al 2010 è passata dal 54 al 43%.

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