Mutui: Aumenta ancora il tasso medio e cresce al 3,5%. Cattive notizie per l’esercito dei mutuatari che dovrà ben presto fare conti con un nuovo e pericoloso aumento del tasso d’interesse applicato alla stipula di contratti mutuo per la casa.

A diffondere la notizia è stata l’Abi che, attraverso il suo bollettino mensile, ha dichiarato un nuovo aumento del tasso d’interesse medio, pari appunto, al 3,5%.

Comparazione: Facendo un raffronto con il valore dei tassi registrati nei mesi precedenti, emerge un’impennata di 51 punti base rispetto al mese di marzo, mese che ricordiamo si è attestato sui minimi del 2011 (2,99%). Un nuovo problema da aggiungere alle centinaia di rischi che noi italiani siamo costretti a dover far fronte: Non bastano i tagli ai servizi e gli aumenti alle tasse! A completare questo disastroso quadro tutto italiano ci mancavano solo i tassi di interesse e le impennate dei mutui!

Cause: Ma quali sono le cause che hanno determinato tale situazione? Iniziamo con il dire che il suddetto tasso può essere ottenuto mediante il calcolo della media mensile tra i prestiti a tasso variabile e quelli a tasso fisso, ed ecco che secondo i tecnici dell’Abi è da questo punto che bisogna partire per rintracciare le motivazioni di tale incremento, ovvero: essendo il tasso fisso più sicuro (anche se più oneroso) gli italiani preferiscono non rischiare e puntare sulla sicurezza piuttosto che sull’economicità, allontanandosi così dal tasso variabile. È proprio questo allontanamento che fa salire la media del tasso.

Conclusioni: secondo quanto da ricorda Stefano Rossini, ceo di MutuiSupermarket.it, l’aumento dello spread va ad incidere significativamente solo sull’utente finale a differenza delle banche che da perdere hanno ben poco. Secondo Rossini, infatti, si tratta di un atteggiamento precauzionale da ritenere  troppo eccessivo

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