Cellulari: dal 2010 caricabatterie tutti uguali per salvare l’ambiente
30 giugno 2009 da Carlet
Dopo i caricabatterie solari o comunque ad energia rinnovabile, arriva un’altra innovazione, stavolta in grande stile, destinata a rendere i nostri cellulari sempre meno impattanti nel confronti dell’ambiente. Dal 2010, infatti, sarà sul mercato in tutta Europa una nuova generazione di telefoni dotati di un caricatore standard, uguale per tutte le marche e i modelli.
Tags: caricabatteria, cellulari, Energia e Ambiente, Fonti Rinnovabili, rifiuti elettronici, Tecnologia ed Innovazione, Telefonia, Unione Europea
Con una nota stampa GIFI e ANIE (rispettivamente Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane e Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) denunciano i ritardi nella emanazione delle Linee Guida per semplificare l’iter autorizzativo per la costruzione di impianti di produzione di energia elettrica da
Nel 2009 ridimensionamento contenuto del comparto residenziale, in caduta capannoni industriali, negozi tradizionali e strutture alberghiere.
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Le rate dei mutui, quelli per la propria abitazione, sono veri e propri salassi. Specialmente quelli calcolati con tassi variabili, ovvero trimestralmente considerati e valutati secondo l’indice interbancario Euribor. Infatti, l’ultimo decennio è stato caratterizzato da una impennata pazzesca degli interessi sui finanziamenti, e visto che il settore di questo mondo più corposo sono i
Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del
Oggi l’aereo arriva all’aeroporto di Zurigo. Fa un decisivo passo in avanti il progetto Solar Impulse per un aereo ultraleggero capace di volare giorno e notte grazie ai
Le emissioni di bond in questo momento di tassi sono «un affarone». Lo dice l’ad di Fiat, Sergio Marchionne, commentando il successo dell’emissione Eni. Sui mercati, ha infatti sottolineato, «c’è una situazione che andrà a migliorare nei prossimi mesi, il mercato si è sgonfiato dalla paura che aveva. Si cominciano a vedere i risultati della ristrutturazione che gli industriali hanno fatto in questi mesi».
E’ arrivato il momento di affrettarsi per la compilazione del
E mi ami? Ma quanto mi ami?…. Ma quanto mi costi? Così recitava uno spot pubblicitario alcuni anni fa e che ben rifletteva il dilemma delle famiglie italiane alle prese con bollette e figli al telefono. Sono passati anni ormai e se nessuno pensava che nel 2000 sarebbero esistiti telefonini e tante altre tecnologie, eccoci invece con la casa piena di smartphone, ipod, mp3, mp4, iphone, notebook, blackberry. Tutti questi “attrezzi” hanno sostituito telefono, macchinetta fotografica e per i fortunati una telecamera.
A partire dal 1° luglio 2009 tutti gli immobili devono essere dotati dell’attestato di
L’ estate è arrivata e tempo di vacanza. Si ma dove? Gli Italiani sono sempre piu’ indecisi, hanno un unica priorita’…
Cara burocrazia, ma quanto mi costi? La risposta la conoscono bene le imprese, le quali sono costrette a sobbarcarsi oneri e costi ancora troppo elevati per gli adempimenti amministrativi.
C’è disparità nelle erogazioni dei prestiti e nella concessione dei prestiti alle imprese, e questa disparità risiede nei soggetti che ne fanno richiesta: le imprese. Secondo Valentina Sanfelice di Bagnoli, infatti, sono le grandi imprese le vere beneficiarie dei prestiti e dei finanziamenti concessi da
I veicoli a metano stanno conoscendo un vero e proprio boom nelle vendite.
Vittoria a metà per le banche nella trattativa con il governo per modificare le commissioni di massimo scoperto. Il regime viene modificato e non cancellato come prevedeva la prima bozza del decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Nell’ultima versione del testo, si stabilisce che «allo scopo di accelerare e rendere effettivi i benefici derivanti dal divieto della commissione di massimo scoperto… l’ammontare del corrispettivo omnicomprensivo… non può comunque superare lo 0,5 per cento, per trimestre, dell’importo dell’affidamento, a pena di nullità del patto di remunerazione».
Con la crisi, ma soprattutto con l’incremento della flessibilità degli ultimi anni, la stabilità occupazionale scricchiola anche per quei lavoratori che hanno una laurea. In base ad una ricerca realizzata dal Formaper, e promossa da Unioncamere Lombardia e dalla Camera di Commercio di Milano, emerge infatti, sulla base dei dati dei neolaureati nel biennio 2007-2008, come solamente un
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